sonno e occhio secco - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Come sappiamo, dormire bene è fondamentale per affrontare la giornata con la giusta energia. Abbiamo già visto altrove l’argomento del legame che intercorre tra i nostri occhi ed i ritmi circadiani: è infatti proprio nella retina il delicato e sofisticatissimo sistema che regola l’alternanza sonno-veglia e che ci consente di modulare la nostra esistenza sulla base di momenti di attività ed inattività ben bilanciati. Oggi la scienza ci porta a conoscenza di un’altra interessante realtà legata alla qualità del sonno. Ovvero, l’influenza che un buon riposo può esercitare sull’andamento di alcune patologie. Tra queste, anche la Sindrome dell’Occhio Secco.

Perché dormire bene è fondamentale

Dormire bene, e per un numero sufficiente di ore, è davvero molto importante per la salute fisica e mentale. Non a caso, statistiche alla mano, il numero di incidenti stradali ma anche sul lavoro connessi alla stanchezza ed alla perdita di concentrazione è davvero molto elevato. Ma non solo: alcune ricerche scientifiche hanno evidenziato come esista un legame tra alcune patologie, sintomatologie e/o condizioni cliniche ed una scarsa qualità del sonno. Occhio secco, ansia, depressione, disturbi psichici, ipertensione, diabete e menopausa, per citarne alcune.

Naturalmente, la qualità del sonno non è sempre la causa primaria dell’insorgenza di questi sintomi o disturbi ma, secondo gli studiosi, di certo concorre al loro esordio o alla loro recrudescenza, assieme ad altri fattori di tipo ambientale, genetica, clinica e via dicendo.

Sonno e Occhio Secco: qual è il legame?

Secondo gli studiosi, il legame che intercorre tra qualità del sonno, disturbi psichici e Sindrome dell’Occhio Secco è più stretto di quanto si possa pensare. Alla base di tale intuizione, supportata naturalmente da evidenze cliniche e scientifiche, vi è il fatto che la Sindrome dell’Occhio Secco è frequentemente connessa a disturbi dell’umore, quali ansia e depressione. Un dato che non stupisce, dal momento che la Sindrome porta con sé una gamma di sintomi non sempre facili da gestire, difficili da sopportare sul lungo periodo e talvolta persino invalidanti. E sono proprio i disturbi della sfera psichica o emotiva a mettere a repentaglio il riposo notturno, tanto sul piano qualitativo che quantitativo.

Anche la patologia stessa è responsabile, spesso, di una scarsa qualità o quantità di sonno nel paziente. La melanopsina è una molecola presente sulla retina avente il ruolo di inviare al cervello l’informazione relativa alla presenza o meno di luce. In alcune patologie come la Sindrome dell’Occhio Secco, la cataratta ed il glaucoma, questo meccanismo non avviene correttamente. La conseguenza è un’alterazione dei ritmi circadiani e dei ritmi sonno-veglia la quale, a sua volta, predispone all’insorgenza di patologie dell’umore.

Ancora, uno studio scientifico ha sottolineato come i pazienti affetti da Sindrome dell’Occhio Secco siano maggiormente predisposti alle apnee notturne. Ed è risaputo che chi soffre di apnee notturne tende a non riposare bene.

Infine, a conclusione di questo articolo sulle possibili correlazioni tra la Occhio Secco e sonno, ricordiamo che l’uso prolungato dei device elettronici non solo favorisce l’insorgenza di alterazioni del film lacrimale, ma anche la comparsa di disturbi del sonno. Il consiglio è quello di evitare di usare i device elettronici a letto prima di addormentarsi, e di prediligere la lettura di un buon libro.

Fonte: iovs.arvojournals.org

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Stai sperimentando alcuni dei sintomi sopra descritti? Il Centro Italiano Occhio Secco è a tua disposizione dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 1970.

occhio secco luce blu - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

L’emergenza sanitaria causata dalla pandemia da Coronavirus ha portato con sé una serie di cambiamenti a livello di stili di vita e di abitudini quotidiane. La maggior parte degli studenti e dei lavoratori ha dovuto fare i conti con un incremento del numero di ore trascorse a video. E spesso a farne le spese sono stati proprio gli occhi. In particolare, nelle persone con Sindrome dell’Occhio Secco, l’aumento delle ore trascorse di fronte ai device elettronici si è rivelato molto insidioso. Non si dimentichi che la Sindrome non conosce età: anche i più piccoli o giovani si sono spesso trovati a fare i conti con una sintomatologia esacerbata dalle nuove abitudini di studio. Se già prima del lockdown i bambini trascorrevano troppo tempo a video, con l’avvento delle modalità didattiche a distanza il monte ore si è dilatato a dismisura. E molti adulti non sono stati da meno. Quanti di noi al termine di una lunga giornata di smartworking, si sono svagati sui social ed infine hanno guardato un programma in tv? O ancora, prima di dormire, hanno letto qualcosa su un comodo e-reader? Eppure, la luce blu non è la migliore amica dei nostri occhi. Quali sono dunque gli effetti della luce blu sulla Sindrome dell’Occhio Secco? E come cercare di porvi rimedio?

Cos’è la luce blu

Lo spettro luminoso si compone di un insieme di frequenze e di radiazioni differenti. Tutte assieme danno origine alla luce. In generale, possiamo distinguere tra radiazioni infrarosse e radiazioni ultraviolette. Queste ultime hanno un’ampia lunghezza d’onda e sono fredde, motivo per il quale riescono a penetrare in profondità nei nostri occhi (sino alla macula) e non innescano il riflesso automatico che porta al restringimento della pupilla. Le radiazioni ultraviolette, delle quali la luce blu fa parte, sono dunque presenti in natura. Ma non solo: anche le lampadine a led, a basso consumo e tutti i device elettronici emettono luce blu.

Perché la luce blu può causare o peggiorare i sintomi della Sindrome dell’Occhio Secco

Trascorrere lungo tempo di fronte agli schermi digitali porta ad una maggiore evaporazione del film lacrimale e ad una riduzione della frequenza di ammiccamento spontaneo. La minor frequenza di ammiccamento, in particolare, compromette la buona lubrificazione oculare. Di conseguenza, si tende a sperimentare una sensazione di affaticamento, ma spesso anche di bruciore, sensazione di corpo estraneo, arrossamento e talvolta anche dolore. A questi sintomi si possono aggiungere nausea, dolore cervicale, mal di testa, vertigini. Uno status che può peggiorare la sintomatologia di un paziente affetto da Sindrome dell’Occhio Secco o che, cronicizzandosi, può innescare la patologia ove non presente.

Una curiosità: alcune ricerche scientifiche hanno anche messo in correlazione il tempo eccessivo trascorso a video con un incremento della miopia in età evolutiva. Se a questa aggiungiamo una marcata secchezza oculare che può sfociare nella Sindrome dell’Occhio Secco, ed altre patologie oculari tipicamente pediatriche (ambliopia, strabismo), è evidente che è responsabilità dei genitori occuparsi attentamente della salute degli occhi dei piccoli di casa.

Come limitare i danni causati dall’eccessivo tempo trascorso a video

Si consiglia di fare pause frequenti, alzandosi dalla propria postazione ogni venti minuti circa, e di volgere lo sguardo alla finestra. Guardare lontano ha un effetto riposante sull’occhio e lo riporta ad un tipo di visione differente sia per quanto riguarda le distanze, sia per ciò che concerne il tipo di luce e di colori. Ancora, è sconsigliabile usare in modo prolungato le lenti a contatto in occasione di sessioni di lavoro o di studio a video. I portatori di lenti a contatto potranno riservarne l’uso per le occasioni di svago e per il fine settimana, prediligendo invece gli occhiali da vista durante lo smart working o la didattica a distanza. Ancora, conviene tenere sempre sottomano un buon lubrificante oculare e qualche salviettina igienizzante per uso oftalmico. Non si dimentichi poi di bere molto, perché la lubrificazione oculare dipende anche dalla quantità di acqua che ingeriamo nel corso della giornata. Infine, si consiglia di consultare sempre il proprio oculista, e di prenotare una visita specialistica per l’Occhio Secco laddove si sperimenti una sintomatologia oculare irritativa persistente.

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Se trascorri molte ore a video e talvolta sperimenti i sintomi sopra descritti, non dimenticare di chiedere il parere di uno specialista. Il Centro Italiano Occhio Secco è a tua disposizione dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 1970.

lacrime artificiali - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Tra secchezza oculare e Sindrome dell’Occhio Secco c’è una grande differenza. Se da un lato infatti ci troviamo di fronte ad un sintomo transitorio (seppur fastidioso), dall’altro invece la protagonista è una vera e propria patologia. Sgradita e fastidiosa, per la cronicità ed il carattere recidivante con il quale i suoi sintomi si manifestano. Basterà, dunque, tenere colliri e lacrime artificiali sempre a portata di mano, per imparare a conviverci serenamente? La risposta evidentemente è no. Sia nel caso di una secchezza oculare temporanea, sia nel caso della Sindrome dell’Occhio Secco, la prima cosa da fare è sempre quella avere il parere dello specialista. 

Colliri e lacrime artificiali per occhio secco: perché fare attenzione

Se l’occhio secco è passeggero

Come detto in apertura, tra secchezza oculare e Sindrome dell’Occhio Secco c’è differenza. Tuttavia, è anche vero che non è del tutto infrequente che un sintomo apparentemente transitorio sfoci in breve tempo nella patologia. E i responsabili spesso siamo proprio noi che, nel tentativo di trovare sollievo dalla sensazione di bruciore e arrossamento, ricorriamo a diversi tipi di colliri senza consultare il medico, o peggio, esagerando nella posologia.

Il consiglio: evitare il fai da te sconsiderato, e chiedere sempre consiglio allo specialista, anche per l’uso di farmaci da banco. 

Se siamo affetti da Sindrome dell’Occhio Secco

Anche a patologia oramai conclamata, ovvero quando la secchezza oculare porta con sé un insieme di altri sintomi piuttosto fastidiosi e spesso recidivanti, la tentazione di tenere sempre lacrime artificiali e colliri sottomano è forte. In fondo, fanno parte del nostro programma terapeutico e ci sono stati prescritti! In effetti, i colliri sono spesso prescritti in abbinamento ad altri tipi di trattamenti – come la luce pulsata, per esempio – pensati per condurre il paziente ad un ritrovato benessere sul lungo periodo. Eppure, è bene usare cautela. Esagerare nei tempi e nei dosaggi può regalarci forse una sensazione di benessere momentanea, ma può anche portare, in seconda battuta ad un’acutizzazione dei sintomi.

Il consiglio: se si è in cura per Sindrome dell’Occhio Secco, seguire sempre le indicazioni terapeutiche fornite dallo specialista. Pensare che un farmaco da banco sia tutto sommato innocuo e che comunicarne l’uso al medico sia superfluo è, di fatto, un errore. Così come lo è esagerare nelle somministrazioni.

Se non sappiamo di preciso quale sia la causa del nostro disturbo oculare

Qualora invece ci si trovi di fronte ad un disturbo non meglio definito, evitare di procedere con l’autodiagnosi e di provvedere con lacrime artificiali per occhio secco senza interpellare lo specialista. La secchezza oculare ed i sintomi ad essa connessi possono avere una miriade di cause differenti: allergiche, ambientali, ormonali, farmacologiche e via dicendo. Agire repentinamente sul sintomo senza indagarne le cause può causarne un peggioramento o mascherare i motivi che l’hanno causato.

Il consiglio: il problema non è solamente il sintomo, ma è la causa che lo ha innescato. Rivolgersi sempre ad uno specialista per capire che cosa ha causato la secchezza oculare e quale sia il programma terapeutico più adatto a noi. A volte l’uso di farmaci da banco prima della visita oculistica può generare, in fase diagnostica, esiti imprecisi. 

In linea generale, ad ogni modo, colliri e lacrime artificiali possono essere davvero un aiuto prezioso ed un’importante fonte di sollievo, laddove inseriti in programmi terapeutici mirati, messi a punto dallo specialista, per il trattamento della secchezza oculare.

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Soffri di secchezza oculare o credi di essere affetto da Sindrome dell’Occhio Secco? Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 1970, saremo lieti di occuparci del tuo benessere oculare.

occhio secco lipi flow - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Una delle possibilità terapeutiche nei confronti della Sindrome dell’Occhio Secco è il trattamento con Lipi Flow. Il trattamento si rivela non solo efficace nel controllo dei sintomi, ma spesso anche risolutivo nei confronti della patologia stessa. A patto che questa sia causata da un’ostruzione delle ghiandole di Meibomio. Ma cosa sono le ghiandole di Meibomio? E in cosa consiste il Lipi Flow? E in quali casi è utile? Approfondiamo assieme l’argomento. 

Perché le ghiandole di Meibomio sono così determinanti per la corretta lubrificazione oculare?

Le ghiandole di Meibomio sono collocate sul bordo palpebrale sia inferiore e che superiore ed hanno il ruolo di secernere la componente lipidica delle lacrime. Qualora queste si ostruiscano, le lacrime risulteranno impoverite, con una prevalenza di sostanze acquee e mucose. E saranno più propense ad evaporare rapidamente. Di conseguenza, l’occhio andrà incontro ad una sensazione di secchezza e di irritazione che presto assumerà carattere di cronicità ed innescando la Sindrome dell’Occhio Secco. Quando questo accade, si parla di Sindrome dell’Occhio Secco di tipo evaporativo. Per trattare la patologia dunque, si individuano soluzioni terapeutiche e trattamenti che aiutino le ghiandole di Meibomio a sbloccarsi e sfiammarsi. Una di queste soluzioni prende il nome di Lipi Flow.

In cosa consiste il trattamento con Lipi Flow?

La tecnologia che sta alla base del trattamento con Lipi Flow ha l’obiettivo di sbloccare le ghiandole di Meibomio ostruite e di favorire il ritorno di un buon equilibro idro lipidico a livello del film lacrimale, di fatto correggendo l’eccessiva evaporazione e la conseguente secchezza oculare. Il trattamento si basa sul concetto di pulsazione termica: grazie ad uno speciale macchinario collocato sulla palpebra, si va ad esercitare una combinazione di movimenti pressori e di somministrazione di calore sulle palpebre. Il trattamento interessa entrambe le palpebre, è di breve durata ed è totalmente indolore. Anzi, la maggior parte dei pazienti che vi si sottopone riferisce di provare sensazioni di grande benessere.

Quando è indicato il Lipi Flow?

Il trattamento con dispositivo Lipi Flow, se praticato con costanza nel rispetto dei tempi e dei protocolli di cura suggeriti dallo specialista, può regalare sollievo sul lungo periodo ed essere anche risolutivo nei confronti della patologia. Tuttavia, il trattamento è consigliato solamente ai pazienti affetti da Sindrome dell’Occhio Secco causata da ostruzione delle Ghiandole di Meibomio. Sarà cura dello specialista, in fase diagnostica, effettuare una serie di test mirati per stabilire le cause precise della sindrome. Un test particolarmente utile per capire se la sindrome è causata da ostruzione dei dotti lacrimali è proprio la Meibografia o Studio del Film Lacrimale.

Leggi anche: la diagnosi dell’occhio secco

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Pensi di soffrire di Sindrome dell’Occhio Secco ma non ne sei sicuro? Oppure ne sei affetto e non ne conosci le cause? O ancora, vorresti sapere se il trattamento con dispositivo Lipi Flow potrebbe fare al caso tuo? Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 1970, saremo lieti di occuparci del tuo benessere oculare.

 

 

 

occhio secco come curarlo - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Com’è noto, per Sindrome dell’Occhio Secco si intende l’alterazione della naturale lubrificazione della superficie oculare. Il suo carattere recidivante e persistente fa sì che, quel che inizialmente sembra un insieme di fastidi passeggeri, possa diventare una vera e propria patologia.Chi ne è affetto, spesso, finisce per doverci fare i conti sul lungo periodo. Parlando dunque di occhio secco, come curarlo a lungo termine? Come ritrovare uno stato di benessere oculare, capace di ripercuotersi positivamente anche su quello psicofisico generale? Facciamo il punto della situazione. 

Obiettivo numero 1: controllare i sintomi della Sindrome dell’Occhio Secco

Il primo obiettivo che si pone chi è affetto da Sindrome dell’Occhio Secco è quello di tenerne a bada i sintomi. Il cosiddetto fai da te è sconsigliabile: ricorrere all’automedicazione potrebbe innescare un effetto boomerang capace di inasprire la sintomatologia. Questo accade perché i sintomi della Sindrome dell’Occhio Secco si presentano come un “circolo vizioso” che può sfuggire dal nostro controllo. Dunque, per far rientrare i sintomi senza esacerbare di riflesso la situazione, la prima cosa da fare è rivolgersi ad un team di professionisti esperti proprio nella diagnosi e nel trattamento della patologia.

Presso il Centro Italiano Occhio Secco sono a tua disposizione strumenti diagnostici d’avanguardia ed una équipe medica altamente specializzata proprio per compiere il primo passo assieme:

  • diagnosticare con certezza la Sindrome dell’Occhio Secco;
  • definirne le cause, fra cui ricordiamo: fattori ormonali, ambientali, farmacologici, patologie autoimmuni;
  • mettere a punto il percorso terapeutico più indicato per ciascun caso.

A seconda delle caratteristiche della patologia, della sua gravità e della sua causa, gli specialisti metteranno a punto un percorso terapeutico mirato. Ad oggi, la Sindrome dell’Occhio Secco non è un nemico impossibile, anzi. Oltre ai più classici approcci tramite lacrime artificiali, terapie farmacologiche a base di anti-infiammatori oppure drenaggio delle ghiandole di Meibomio (ove la causa sia una meibonite, naturalmente), vi sono soluzioni che si avvalgono di strumentazioni d’avanguardia particolarmente efficaci. Tra queste, citiamo i trattamenti con luce pulsata ed il trattamento lipiflow, differenti ma entrambi altamente validi.

Obiettivo numero 2: mantenere nel tempo i risultati ottenuti

Le soluzioni terapeutiche sopracitate – ed in particolare il lipiflow e la luce pulsata – sono in grado di restituire una situazione di benessere oculare in breve tempo. Tuttavia, come detto in apertura e come loro malgrado tutti i pazienti con Sindrome dell’Occhio Secco sanno, la patologia è davvero insidiosa e tende a far ritorno a sorpresa in modo inaspettato. Se a proposito di Occhio Secco, come curarlo sembra chiaro, si pone il problema di come mantenere i risultati ottenuti sul lungo periodo. La parola d’ordine, in questo senso, è aderenza alla terapia.

E’ importantissimo avere un atteggiamento serio improntato alla costanza:

  • rispettando le indicazioni terapeutiche fornite dagli specialisti;
  • evitando di posticipare o saltare gli appuntamenti per eventuali sedute di trattamento, magari incoraggiati dalla sensazione di “sentirsi già meglio”.

In questo modo sarà possibile raggiungere entrambi gli obiettivi e sentirsi davvero meglio sul lungo periodo.

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Se “le hai provate tutte” ma la Sindrome dell’Occhio Secco è ancora una spiacevole e sgradita compagnia, prenota una visita specialistica. Sarà l’occasione per fare il punto della situazione in merito alla tua salute oculare, e per definire un percorso terapeutico capace di restituirti il giusto benessere sul lungo periodo.

Siamo a tua disposizione. Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 1970.

 

occhio secco e lenti a contatto - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Esiste una correlazione fra occhio secco e lenti a contatto? Le moderne lenti sono molto sicure e sono concepite per garantire un’ottimale ossigenazione della cornea e dei tessuti oculari. Tuttavia, per una serie di motivi dipendenti dallo stato di salute oculare di chi le indossa e da come vengono utilizzate, le lenti a contatto possono innescare alcune complicazioni. Tra queste, una marcata secchezza oculare che, se trascurata, può cronicizzarsi sino a diventare un vero e proprio stato patologico: una Sindrome dell’Occhio Secco. 

Sindrome dell’Occhio Secco e lenti a contatto: complicazioni

Nonostante la scienza dei materiali consenta oggi di proporre sul mercato lenti altamente performanti, leggerissime e capaci di mantenere un elevato standard in fatto di ossigenazione della cornea, è pur vero che le lenti entrano in contatto diretto con il film lacrimale, talvolta alterandolo. L’utilizzo prolungato delle lenti a contatto può quindi causare secchezza oculare, non solo in soggetti particolarmente sensibili. Qualora si viva in ambienti particolarmente inquinati o con una qualità dell’aria non eccellente, si assumano determinati farmaci oppure si sia un soggetto allergico, la situazione potrebbe ulteriormente complicarsi. Si andrà dunque incontro al rischio di sviluppare occhio secco.

Altre complicazioni derivanti dall’uso delle lenti a contatto

Le lenti a contatto, pur nella loro straordinaria praticità possono, talvolta, indurre qualche altro problema oculare. Specie, come detto, in situazioni d’uso prolungato oppure poco corretto. A questo proposito citiamo le cheratiti, infiammazioni della cornea, che si possono presentare con caratteristiche e sintomatologie differenti, oppure le congiuntiviti, infiammazioni della congiuntiva. 

Quali sono le opzioni di trattamento per questo tipo di complicazioni?

Nel caso della Sindrome dell’Occhio Secco, i trattamenti possono includere colliri umettanti e lacrime artificiali, sedute di lipi-flow, di probing oppure di luce pulsataCheratiti e congiuntiviti, invece, si curano con farmaci specifici. A seguito di una visita oculistica specialistica molto accurata ed approfondita, il medico potrà anche associare ai trattamenti prescritti la raccomandazione di sospendere o ridurre l’uso delle lenti a contatto. 

Anche chi soffre di calazio e orzaiolo dovrebbe sospendere l’uso delle lenti a contatto?

In caso di orzaiolo o calazio è consigliabile sospendere l’utilizzo delle lenti a contatto, per favorire la corretta guarigione della patologia e ristabilire il corretto equilibrio del film lacrimale. Spesso, peraltro, la presenza di calazio e orzaiolo in abbinamento alle lenti a contatto può peggiorare e cronicizzare l’alterazione del film lacrimale, provocando occhio secco. Per quanto riguarda la terapia, questo genere di infezioni è trattabile spesso con una farmaci di tipo antibiotico. Nel caso del calazio, in particolare, può eventualmente rendersi utile consultare uno specialista ed eseguire un semplice intervento chirurgico.

Conclusioni

Le lenti a contatto, se usate con moderazione, con le dovute attenzioni igieniche ed in accordo con quanto consigliato dallo specialista, non presentano importanti controindicazioni. Tuttavia, nel caso si presentino stati irritativi, sintomi infiammatori o infettivi, è meglio usare una certa cautela e prenotare quanto prima una visita specialistica.

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menopausa - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Il periodo della menopausa è un momento molto delicato della vita di ogni donna da molteplici punti di vista. Dal punto di vista emotivo, la menopausa è segno e sintomo del tempo che avanza e può portare con sé uno stress emotivo talvolta difficile da gestire: la donna percepisce se stessa come diversa “da prima”, e di conseguenza si trova a dover ridefinire il suo ruolo all’interno della famiglia e della società. Dal punto di vista fisico, il mutamento ormonale che caratterizza la menopausa può innescare diversi sintomi: tra questi le più note vampate di calore, ma anche un generale indebolimento dell’apparato scheletrico e, non ultima, una spesso marcata secchezza oculare. Una compagnia spiacevole quest’ultima, che è bene inquadrare, conoscere e trattare adeguatamente. 

Secchezza oculare in menopausa: le cause

Come detto in apertura, la secchezza oculare è uno dei sintomi caratteristici della menopausa. Essa è dovuta al mutamento ormonale che la menopausa porta con sé e, nello specifico, al calo di estrogeni. La sensazione di secchezza è generalizzata ed include tanto gli occhi quanto il palato e l’apparato genitale. Nel caso degli occhi, tuttavia, è fondamentale comprendere che la secchezza non è solamente un sintomo spiacevole, ma al contrario può cronicizzarsi, tramutandosi in una vera e propria patologia: la Sindrome dell’Occhio Secco.

I trattamenti per la Sindrome dell’Occhio Secco in menopausa

La Sindrome dell’Occhio Secco è, a tutti gli effetti, la patologia oculare tipica delle donne in menopausa. La stragrande maggioranza (si stima un buon 90%) infatti ne soffre. Nel momento in cui la secchezza oculare innescata da un calo ormonale si trasforma da sintomo transitorio a vera e propria patologia oculare, è fondamentale prenderne coscienza e trattarla opportunamente.

Perché è fondamentale trattare la Sindrome dell’Occhio Secco?

1 . Perché l’occhio è più soggetto a stati irritativi o infettivi

Quando il film lacrimale che serve a lubrificare l’occhio e difenderlo dalle aggressioni esterne viene meno, tutto l’apparato oculare è più sensibile e più vulnerabile. L’occhio è più esposto ad irritazioni ed infezioni come cheratiti (infiammazione della cornea) e congiuntiviti (infiammazione della congiuntiva).

2 . Perché i sintomi sono costanti e spiacevoli. E sono:

  • arrossamento
  • sensazione di corpo estraneo
  • bruciore oculare
  • desiderio di sfregarsi, strofinarsi, grattarsi le palpebre
  • fotofobia

3 . Perché la Sindrome dell’Occhio Secco è un circolo vizioso

La Sindrome dell’Occhio Secco si caratterizza spesso per una serie di sintomi che altro non sono che una reazione infiammatoria all’alterazione del film lacrimale. Questa infiammazione costante a sua volta aggrava la secchezza e cronicizza la sindrome sul lungo periodo. Trattare la Sindrome dell’Occhio Secco consente di interrompere questa concatenazione di causa effetto.

Secchezza oculare in menopausa: come intervenire?

Le soluzioni e le opzioni di trattamento per la Sindrome dell’Occhio Secco non mancano. Presso il Centro Italiano Occhio Secco disponiamo di esami mirati e di strumenti di ultima generazione per la diagnostica della patologia. A seguito del processo diagnostico, i nostri specialisti definiscono un programma terapeutico che può spaziare da soluzioni farmacologiche fino ai più sofisticati trattamenti con Luce Pulsata, capaci di regalare stabilità e benessere anche sul lungo periodo.

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All’interno del vasto panorama delle proposte terapeutiche per il trattamento della Sindrome dell’Occhio Secco, le proposte spaziano dai sostituti lacrimali biologici all’occlusione dei puntini lacrimali, dalla pulizia dei condotti lacrimali (il probing), fino alle terapie anti-infiammatorie mirate ed altre soluzioni ancora. In questo contesto, una soluzione efficace è rappresentata dalla terapia con Luce Pulsata Intensa Regolata. Quest’ultima è ideale per il trattamento della Sindrome dell’Occhio Secco causata da Meibomite. I pazienti che vi si sottopongono riferiscono un comfort immediato ed un drastico miglioramento dei sintomi sul lungo periodo. Conosciamola più da vicino.

IRLP, Luce Pulsata Intensa Regolata per Occhio Secco: di che si tratta?

Il trattamento a base di luce pulsata si somministra con l’ausilio di uno strumento di ultima generazione disponibile presso il Centro Italiano Occhio Secco. Obiettivo del trattamento è stimolare e “sbloccare” le ghiandole di Meibomio ostruite. Per questo motivo, la luce pulsata è particolarmente indicata proprio per i pazienti affetti da Sindrome dell’Occhio Secco dovuta a Meibomite.

Cosa sono le ghiandole di Meibomio e perché la loro ostruzione può causare la Sindrome dell’Occhio Secco?

Il film lacrimale che mantiene naturalmente idratato e lubrificato il nostro apparato oculare si compone di una parte acquosa e di una parte oleosa e lipidica. Quest’ultima è secreta dalle ghiandole di Meibomio, che si trovano sul bordo palpebrale inferiore. Può capitare che i dotti delle ghiandole di Meibomio si ostruiscano, impedendo alla componente lipidica di fuoriuscire e di svolgere correttamente la sua funzione. Il risultato è una progressiva secchezza oculare che, sul lungo periodo, può innescare la Sindrome dell’Occhio Secco.

Quali sono i sintomi della Sindrome dell’Occhio Secco?

I sintomi che il paziente sperimenta sono:

  • bruciore;
  • sensazione di corpo estraneo;
  • arrossamento;
  • fotofobia.

Come avviene il trattamento con luce pulsata?

Dopo aver applicato un apposito gel sulle palpebre del paziente e dopo avergli fatto indossare la mascherina, si procede al trattamento. Questo consiste nella somministrazione di una serie di impulsi luminosi intorno alla palpebra inferiore, dall’ interno dell’occhio verso l’esterno. Nelle 2 ore successive al trattamento, il paziente comincia ad avvertire una crescente sensazione di comfort, dovuta all’effetto benefico della luce pulsata sulle ghiandole di Meibomio.

Quali sono le caratteristiche del trattamento con luce pulsata per l’Occhio Secco?

Di seguito, le caratteristiche del trattamento:

  • è di breve durata;
  • è totalmente indolore;
  • il paziente può fare ritorno immediatamente alle sue attività quotidiane;
  • la sensazione di comfort è immediata;
  • le ghiandole di Meibomio vengono sbloccate e stimolate a secernere nuove sostanze lipidiche;
  • il beneficio è a lungo termine (mentre nel caso delle lacrime artificiali, per esempio, il beneficio è a breve termine).

Quante sedute sono necessarie per trarre il massimo beneficio dal trattamento con luce pulsata?

Il ciclo terapeutico prevede generalmente 3 sedute (il numero di sedute può variare in funzione delle necessità, stabilite dal medico), di solito una ogni 15 giorni. Sottoporsi a tutte le sedute con cadenza regolare non solo consente di trarre il massimo beneficio dalla terapia con luce pulsata, ma anche di raggiungere risultati stabili nel tempo. Ecco perché si consiglia di seguire l’intero protocollo e di rispettare i tempi consigliati dal medico.

Per sapere se il trattamento per la Sindrome dell’Occhio Secco con luce pulsata fa al caso tuo, è necessaria una visita oculistica approfondita e mirata. Sarà il medico, infatti, a consigliarti le opzioni di trattamento maggiormente idonee rispetto al tuo stato di salute oculare specifico.

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Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 63611970 o scrivici a info@centroitalianoocchiosecco.it

 

 

occhio secco e depressione - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Secondo diverse ricerche scientifiche vi sarebbe una correlazione diretta tra Sindrome dell’Occhio Secco e disturbi dell’umore, in primis ansia e depressione. Una correlazione “in entrata e in uscita”, dal momento che, se da un lato la patologia può innescare ansia e depressione, dall’altro è ugualmente confermato che sono gli stessi disturbi della sfera emotiva a causare, talvolta, la Sindrome dell’Occhio Secco. Tutto ciò mentre oggi una buona parte della comunità non scientifica tende a sottovalutare la patologia, manifestando talvolta una certa indifferenza nei confronti dello stato d’animo di chi ne soffre. Perché soffrire di Sindrome dell’Occhio Secco è decisamente molto spiacevole. E non sentirsi compresi ancor di più. Chi ne è affetto lo può senza alcun dubbio confermare.

La Sindrome dell’Occhio Secco può causare ansia e depressione

Secondo una ricerca scientifica pubblicata sulla rivista Nature, i pazienti affetti da Sindrome dell’Occhio Secco sono maggiormente a rischio di soffrire di disturbi dell’umore rispetto ai pazienti che non ne sono affetti. Statisticamente parlando, il rapporto di rischio è di 3 a 1, ovvero un paziente con Dry Eye Syndrome è 3 volte più a rischio degli altri di soffrire anche di disturbi della sfera emotiva. Questa percentuale sale se la sindrome è causata dal Morbo di Sjogren, una patologia infiammatoria autoimmune che colpisce le ghiandole esocrine causando una marcata disidratazione a più livelli.

Fonte: Nature.com

Un dato che non stupisce

L’oggettività del dato suggerito dalla ricerca scientifica sopracitata non ci stupisce. E’ facile comprendere quanto un paziente affetto dalla patologia possa andare incontro ad una sensazione di scoramento e di malumore che, proprio come la patologia, tendono a cronicizzarsi, trasformandosi in un atteggiamento costante e modificando il carattere di chi ne soffre anche in modo profondo. Non si dimentichi che i sintomi tipici della Sindrome non solo sono cronici e persistenti, ma difficilmente recedono a causa del circolo vizioso che si crea tra le cause scatenanti ed i danni causati sulla superficie oculare. Il risultato è un paziente con crescenti difficoltà anche nel compiere banali azioni quotidiane, come condurre un veicolo o leggere un giornale.

I disturbi dell’umore possono causare la Sindrome dell’Occhio Secco

Se è vero quanto sopra affermato, ovvero che la Sindrome dell’Occhio Secco può causare anche alcuni disturbi dell’umore, diversi studi scientifici di rilevanza internazionale hanno confermato anche l’esatto contrario. Com’è noto, tra i fattori di rischio della patologia troviamo la qualità dell’aria, l’esposizione al sole, l’uso di device elettronici, il fumo di sigaretta, l’utilizzo di lenti a contatto ed anche l’assunzione di alcuni farmaci. Tra questi figurano anche alcuni antidepressivi, la cui assunzione prolungata può compromettere l’equilibrio del film lacrimale e della superficie oculare innescando appunto la Sindrome dell’Occhio Secco.

Fonte: ncbi.nlh.nih.gov

Insomma, se assumere alcuni antidepressivi può causare la Sindrome dell’Occhio Secco, la successiva persistenza della Sindrome può rinforzare i sintomi depressivi innescando un circolo vizioso poco piacevole per il paziente.

Senza una terapia adeguata, la situazione non può che peggiorare

Qualunque sia l’origine della Sindrome dell’Occhio Secco, sottoporsi ad una visita specialistica e definire un piano di trattamento mirato può essere d’aiuto per contenere ed arrestare la fastidiosa sintomatologia che questa porta con sé. Oggi le nuove frontiere della terapia includono trattamenti d’avanguardia – come la luce pulsata –  in grado di offrire risultati concreti ed incoraggianti per chi è affetto dalla patologia.

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Occhio Secco Cause - CIOS Centro Italiano Occhio Secco

La Sindrome dell’Occhio secco è maggiormente nota per essere causata da sbalzi ormonali. E’ tipico il caso della donna che si appresta ad affrontare il periodo della menopausa e che va incontro ad una serie di disturbi tra i quali figura anche la secchezza oculare. Ma è bene ricordare che la secchezza oculare non è un semplice sintomo dell’età che avanza, è ben di più. Si tratta di una vera e propria patologia, le cui cause non si esauriscono negli ormoni “ballerini”. E allora, in merito all’occhio secco, le cause più comuni sono davvero note a tutti? Elenchiamo di seguito le 5 più frequenti.  

Top 5 delle cause dell’Occhio Secco

1 – La qualità dell’aria

I cambiamenti climatici, l’aumento delle temperature medie e dei livelli di particolato nell’aria inducono bruciore, secchezza oculare, sensazione di corpo estraneo e di fastidio. Chi abita in zone fortemente urbanizzate o industrializzate può andare incontro alla Sindrome dell’Occhio Secco anche in giovane e giovanissima età. Non a caso, la Sindrome dell’Occhio Secco può insorgere anche in età pediatrica.

2 – I device elettronici

L’uso massiccio dei device elettronici comporta una crescente abitudine alla visione ravvicinata a scapito di quella sulle lunghe distanze e un meno frequente ammiccamento delle palpebre. La conseguenza è una maggiore evaporazione del film lacrimale, con sintomi associati quali arrossamento ed affaticamento oculare e secchezza oculare.

3 – L’alimentazione

Al giorno d’oggi il tempo dedicato ai pasti, specie durante la settimana, si è ridotto notevolmente. Il risultato è un impoverimento della qualità generale dell’alimentazione, che finisce con il privilegiare cibi “veloci” a scapito di preparazioni fresche e di stagione. Avere un’alimentazione poco bilanciata a favore di carboidrati, affettati, carni rosse e bibite confezionate non aiuta l’apparato visivo a stare bene, ed anzi può predisporre verso alcune patologie oculari. Bere molta acqua e consumare molta frutta e verdura di stagione, al contrario, può mettere al riparo dai sintomi tipici della Sindrome dell’Occhio Secco. Perché per avere un occhio ben idratato è fondamentale che tutto il corpo sia ben idratato.

4 – Alcuni farmaci

Spesso si tende a pensare che un farmaco che si assume per trattare una determinata patologia “limiti” il suo raggio d’azione all’organo o disturbo per il quale è stato prescritto. Non sempre è così. Può capitare, infatti, che vi siano alcuni farmaci che predispongono alla Sindrome dell’Occhio Secco. La pillola anticoncezionale, la terapia ormonale sostitutiva (prescritta solitamente alle donne in menopausa) ed alcuni tranquillanti (per fare qualche esempio), possono innescare, come effetto collaterale, la Sindrome dell’Occhio Secco. Lo stesso vale per alcuni farmaci per cui non serve prescrizione medica, come alcuni anticongestionanti o antistaminici. Attenzione dunque a quali farmaci teniamo sul comodino e cautela nel fai da te: vale sempre il consiglio di consultare il medico.

5 – Le lenti a contatto

Le lenti a contatto rappresentano una grande comodità. Indossarle la mattina e svolgere tutte le incombenze quotidiane senza il pensiero degli occhiali è davvero comodo. Eppure, anche le lenti a contatto devono essere indossate con le dovute cautele, per non incorrere in alcuni sintomi sgradevoli, nonché causare la Sindrome dell’Occhio Secco.