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La Sindrome di Sjogren è una malattia autoimmune caratterizzata da un malfunzionamento delle ghiandole esocrine, che vengono erroneamente attaccate dal sistema immunitario. La sindrome, che prende il nome dal medico svedese che per primo l’ha individuata, colpisce prevalentemente le donne dai 40 anni circa in su. Nonostante questo dato sia chiaro, non lo è invece l’origine della patologia, la cui causa potrebbe essere genetica, ormonale oppure ambientale.

I sintomi della Sindrome di Sjogren

Il paziente affetto da Sindrome di Sjogren sperimenta una secchezza talvolta invalidante specialmente a livello orale ed oculare, ma anche gonfiore e senso di tumefazione alle ghiandole salivari, sintomi da reflusso gastroesofageo, tosse secca persistente, secchezza dell’epidermide e frequenti eruzioni cutanee, secchezza nasale, problemi alla tiroide, secchezza vaginale, dolori articolari e muscolari e formicolio agli arti.

Conseguenze della Sindrome di Sjogren a livello oculare

Come detto, la secchezza oculare è uno dei principali sintomi della Sindrome di Sjogren. I sintomi oculari che accompagnano questa secchezza sono bruciore, sensazione di corpo estraneo (come una sabbiolina), rossore, gonfiore, fotofobia. Non dimentichiamo che se la qualità dell’aria non è buona o se il paziente è un fumatore, questi sintomi hanno una buona probabilità di peggiorare.

La terapia per la secchezza oculare causata dalla sindrome di Sjogren

Per quanto riguarda la secchezza oculare, prima di prendere qualunque tipo di provvedimento, è bene recarsi dall’oculista, che escluderà, per esempio, la presenza di infezioni oppure lesioni della cornea causate proprio dalla scarsa idratazione. La terapia per la secchezza oculare causata dalla sindrome di Sjogren può includere l’uso di lacrime artificiali sia liquide che in gel, il cui obiettivo non è solamente quello di fornire una reidratazione temporanea, ma di tenere l’occhio umidificato per più ore consecutive.

Consigli generali per chi soffre di Sindrome di Sjogren

In linea generale, chi soffre di Sindrome di Sjogren e deve fare i conti quotidianamente con una lunga serie di sintomi fastidiosi e non sempre facili da gestire, dovrebbe programmare con cadenza periodica degli appuntamenti di routine dall’oculista così come dal dentista e naturalmente dal proprio medico di famiglia.

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Sono sempre di più i casi di Sindrome dell’Occhio Secco causati da inquinamento atmosferico sia in soggetti in età pediatrica che in soggetti adulti. Un dato piuttosto allarmante, che dovrebbe preoccuparci non solo in riferimento alla nostra salute oculare, ma più in generale per la qualità dell’aria che respiriamo.

Nonostante la Sindrome dell’Occhio Secco sia sempre stata una patologia oculare legata all’avanzare dell’età con maggiore incidenza nei soggetti di genere femminile, oggi la situazione sembra essere cambiata. In linea generale, i cambiamenti climatici, il surriscaldamento globale e l’aumento dell’inquinamento atmosferico sono fenomeni capaci di rappresentare un pericolo concreto per la sopravvivenza e per la salute umana. Infatti, più l’inquinamento atmosferico registra livelli particolarmente alti, più aumentano i casi di problemi cardiovascolari e respiratori. Anche l’apparato visivo subisce i danni dell’aumentato inquinamento atmosferico, con sintomi quali arrossamento, bruciore e sensazione di corpo estraneo. Questi sintomi sono comuni a diverse tipologie di inquinamento, come il particolato prodotto dal traffico urbano e dai veicoli a motore, l’inquinamento domestico e quello di tipo gassoso presente nell’atmosfera.

Attenzione anche ai soggetti allergici

Insomma, la Sindrome Dell’Occhio Secco si sta diffondendo a macchia d’olio anche tra i soggetti che tradizionalmente potevano ritenersi, per così dire “al sicuro”, proprio in virtù dell’esposizione continuata e massiccia a diverse forme di inquinamento atmosferico. Non sono da meno i soggetti allergici, già predisposti a riniti e ad irritazione delle mucose che, se esposti a livelli di particolato ed inquinamento atmosferico particolarmente alti, potrebbero sviluppare una Sindrome dell’Occhio Secco.

Fonte: PubMed

Come prevenire e come trattare la Sindrome dell’Occhio Secco

Fortunatamente, aggiungiamo noi, gli spunti per fare prevenzione ed i trattamenti mirati per alleviare i sintomi derivanti dalla Sindrome Dell’Occhio Secco non mancano. La prevenzione, come spesso accade in medicina, si fa anche a tavola, avendo cura di consumare cibi freschi e di stagione e di bere molti liquidi, oltre che di avere un occhio di riguardo per la propria flora batterica intestinale. Una flora batterica alterata può infatti essere responsabile di un generale peggioramento dei sintomi correlati alla Sindrome dell’Occhio Secco. Per ciò che concerne i trattamenti, invece, si va dall’uso topico di lacrime artificiali fino ad altre soluzioni, come quelle che proponiamo presso il Centro Italiano Occhio Secco: il lipiflow, la luce pulsata e il probing.

Leggi anche: come si cura l’occhio secco

Vivi in un ambiente particolarmente inquinato e soffri di Sindrome dell’Occhio Secco?

Vivi in un ambiente dove i livelli di inquinamento atmosferico sono particolarmente alti ed hai sperimentato sintomi quali bruciore oculare, arrossamento, sensazione di corpo estraneo? Vuoi conoscere più da vicino le opportunità di trattamento della Sindrome dell’Occhio Secco? Vieni a trovarci chiamando dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 63611970.

 

La Sindrome dell’Occhio Secco è una patologia che colpisce prevalentemente le donne dai 40 anni in su, ma non solo. Sono tanti i fattori che vedono coinvolte molte persone anche di sesso maschile o appartenenti ad altre fasce d’età, inclusi i bambini. Tra i maggiori “imputati” troviamo i device elettronici, dei quali spesso si abusa, ma anche l’inquinamento atmosferico. Si stima che ad oggi vi siano 350 milioni di persone che soffrono di dry eye in tutto il mondo. Un numero da capogiro, al quale fa da riscontro un mercato sempre più in espansione. 

La Sindrome dell’Occhio Secco è una patologia che per lungo tempo è stata sottovalutata sia in ambito medico che in ambito farmaceutico. Oggi, tuttavia, la portata globale del fenomeno, non più circoscritto e legato solamente alla menopausa femminile ma, come già detto, esteso anche a diverse categorie sia per ciò che concerne l’età sia per quanto riguarda il genere, ha spinto gli specialisti, i ricercatori e l’industria farmaceutica a interessarsi al problema in modo sempre più scientifico e sistematico.

Sindrome dell’Occhio Secco: ad ognuno “la sua”

Va detto, tuttavia, che non esiste “una sola” Sindrome dell’Occhio Secco: le cause ed i sintomi possono variare da persona a persona, così come la gravità e la tipologia di alterazione del film lacrimale. Ecco perché è fondamentale rivolgersi ad uno specialista che sia in grado di indicare una terapia mirata.

A proposito di terapie, e poiché la Sindrome dell’Occhio Secco è in continua espansione nella popolazione di tutto il mondo, si stima che per il 2020 il giro d’affari del mercato che si occupa delle terapie per il trattamento della patologia toccherà quote vertiginose.

E’ sempre meglio evitare il “fai da te”

Il motivo è presto detto: per trattare la sindrome dell’Occhio Secco non è sufficiente acquistare un qualunque collirio da banco, al contrario è fondamentale seguire le indicazioni dell’oculista, che avrà cura di valutare lo stato generale della salute oculare del paziente, le cause ed il tipo di dislacrimia, indicando la terapia idonea per ogni caso specifico.

Dunque, se è vero che il mercato per il trattamento del dry eye è in espansione, è anche vero che il fai da te è sempre da evitare, pena la possibilità di andare incontro anche a spiacevoli irritazioni, cheratiti o congiuntiviti dovute all’uso di prodotti non consoni alla propria situazione specifica o ancora all’abuso di prodotti in maniera non coerente con la posologia alla quale è bene attenersi.

Secondo una ricerca presentata recentemente al congresso dell’ARVO – Association for Research in Vision and Ophtalmology – i pazienti affetti da diabete di tipo 2 hanno una maggior propensione a sviluppare una disfunzione delle ghiandole di Meibomio, e di conseguenza anche la Sindrome dell’Occhio Secco. 

Cosa sono le ghiandole di Meibomio

Le ghiandole di Meibomio sono ghiandole sebacee situate nella parte interna dei margini palpebrali. Il loro ruolo è quello di secernere delle sostanze lipidiche importanti per la lubrificazione dell’occhio. Grazie a queste sostanze ed in virtù del naturale riflesso di ammiccamento, l’occhio si mantiene sempre ben lubrificato. Quando i dotti terminali di queste ghiandole si ostruiscono, si ha un abbassamento della qualità e/o della quantità di sostanze lipidiche secrete. I sintomi della Disfunzione delle Ghiandole di Meibomio – che rappresenta una delle possibili cause scatenanti della Sindrome dell’Occhio Secco – sono irritazione, arrossamento, sensazione di corpo estraneo.

I risultati dello studio presentato al congresso dell’ARVO

Lo studio presentato nel corso dell’edizione 2018 del congresso dell’ARVO è stato condotto dalla dottoressa Johanna Garzon ed ha visto la partecipazione di 37 soggetti affetti da diabete di tipo 2 e 36 soggetti sani. Nonostante il 71% dei partecipanti soffrisse di Disfunzione delle Ghiandole di Meibomio, tra questi coloro che presentavano sintomi più gravi erano proprio quelli con i livelli più alti di iperglicemia. Anche l’età si è rivelato un fattore determinante, poiché i soggetti con iperglicemia che presentavano i sintomi più evidenti di Disfunzione delle Ghiandole di Meibomio erano quelli nella fascia d’età tra i 60 ed i 64 anni. Non dimentichiamo, infatti, che il diabete mellito di tipo 2 – a differenza del diabete di tipo 1 –  è proprio tipico dell’età matura.  Alla luce di questi risultati e poiché, come già detto, la Disfunzione delle Ghiandole di Meibomio è uno dei fattori che predispongono alla Sindrome dell’Occhio Secco, lo studio ha evidenziato come i malati di diabete di tipo 2 sono maggiormente propensi a sviluppare questa patologia.

Fonte Garzon J. Effects of diabetes type 2 on Meibomian glands, ocular surface and tear function. Presented at: Association for Research in Vision and Ophthalmology annual meeting; April 28-May 3, 2018; Honolulu.

Occhio Secco Indagine Edra per Novartis

Occhio secco: l’indagine Edra per Novartis, realizzata in occasione della Giornata Mondiale della Vista tenutasi il 12 Ottobre 2017, ha voluto fotografare lo scenario italiano della sindrome dell’occhio secco e del suo legame con le abitudini quotidiane, offrendo spunti utili per la gestione dei pazienti che convivono con questa patologia. Novartis ha coinvolto alcuni fra i più autorevoli  esperti italiani, fra cui Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico, di cui fa parte il Centro Italiano Occhio Secco di Milano.

Occhio secco: indagine e risultati in breve

Quanto è diffuso l’occhio secco? Quali sono i sintomi dell’occhio secco?

Dalla indagine condotta da Edra per Novartis, emerge che nell’ultimo anno il 65% del campione ha sofferto di disturbi oculari. Tra i sintomi più comuni: occhi secchi o arrossati, bruciore, sensazione di avere qualcosa nell’occhio, prurito, annebbiamento visivo e fotofobia.

In quanti conoscono la patologia dell’occhio secco?

La metà degli intervistati non è stata in grado di identificare il proprio disturbo, dimostrando quindi che la conoscenza della sindrome dell’occhio secco è ancora scarsa.

Occhio secco, smartphone e computer

Il 57% degli intervistati utilizza quotidianamente dispositivi digitali come smartphone, tablet o computer, per una durata media di ben oltre le 5 ore. La maggior parte delle persone ritiene che questa esposizione contribuisca ad aumentare il rischio di insorgenza dell’occhio secco.

Sindrome dell’occhio secco: sintomi e cause

L’occhio secco è una patologia che consiste nell’alterazione dell’equilibrio che regola la secrezione e la distribuzione del film lacrimale. La superficie oculare risulta poco lubrificata, con sintomi come bruciore, senso di corpo estraneo, fotofobia e difficoltà ad aprire le palpebre. Le cause dell’occhio secco possono essere diverse: abitudini e stili di vita poco salutari, età, predisposizione ed altre patologie. L’uso prolungato di computer, tablet, e-reader e smartphone sta diventando una delle principali cause della sindrome dell’occhio secco: questa abitudine riduce la frequenza di ammiccamento, cioè del battito delle palpebre, impedendo così all’occhio di lubrificarsi come dovrebbe.

Altre cause sono di origine ormonale, come la menopausa, o l’età avanzata e l’uso di alcuni farmaci, la carenza di vitamina A, la polvere, l’inquinamento, malattie autoimmuni e anche l’abuso delle lenti a contatto.

Il coinvolgimento degli esperti

Al fine di accendere i riflettori sulla sindrome dell’occhio secco, Novartis ha coinvolto alcuni fra i massimi esperti italiani in un tavolo di lavoro per dar vita ad un dibattito sull’attuale situazione di incidenza, diagnosi e trattamento terapeutico della patologia in Italia.

Il tavolo di lavoro è composto da:

  • Massimo Accorinti, Dipartimento di Oftalmologia, Università La Sapienza di Roma;
  • Pasquale Aragona, Dipartimento di Scienze biomediche, Referente Regionale del Centro per le malattie della superficie oculare, Università di Messina;
  • Stefano Barabino, Clinica Oculistica, Di.N.O.G.M.I, Università di Genova;
  • Lucio Buratto, Centro Ambrosiano Oftalmico (CAMO) e Centro Italiano Occhio Secco, Milano
  • Andrea Leonardi, Dipartimento di Neuroscienze, Unità di Oftalmologia, Università di Padova;
  • Francesco Loperfido, responsabile ambulatorio di oftalmologia generale, Ospedale San Raffaele; oftalmologo Commissione Difesa Vista
  • Rita Mencucci, Clinica Oculistica Università di Firenze, Dipartimento di Chirurgia e Medicina Traslazionale, Università di Firenze;
  • Maurizio Rolando, Centro superficie oculare, IsPre Oftalmica, Genova
  • Paolo Vintani, Vice Presidente di Federfarma Milano

La sindrome dell’occhio secco è una patologia ancora troppo sottovalutata e su cui è necessario creare maggiore attenzione e una corretta informazione“ – commentano gli esperti coinvolti nel tavolo di lavoro Ciò significa fare educazione sulle cause che possono contribuire alla comparsa della malattia e creare una cultura sui corretti comportamenti per mantenere in salute i propri occhi. Il tavolo di lavoro vuole analizzare il contesto attuale, sensibilizzare tutti i soggetti coinvolti – esperti e possibili pazienti – fornendo inoltre indicazioni pratiche per aiutare a prevenire e gestire la sindrome dell’occhio secco attraverso un approccio a 360 gradi”.

Fonte: Novartis

Qualche suggerimento in caso di occhio secco

Occhio secco

In caso di occhi rossi o irritati, la prima cosa da fare è rivolgersi al proprio oculista. La sindrome dell’occhio secco, se non trattata correttamente, può peggiorare sensibilmente al punto da influenzare in modo notevole la vita di tutti i giorni. L’oculista potrà inizialmente prescrivere l’utilizzo di lacrime artificiali e la sospensione delle lenti a contatto, qualora in uso. Inoltre è importante idratare correttamente l’organismo, bevendo almeno due litri d’acqua al giorno, e seguire una dieta bilanciata e ricca di omega 3 e omega 6. Per i casi di occhio secco più seri sono previste diverse soluzioni, come l’occlusione dei puntini lacrimali, il lipflow o la luce pulsata.

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Se soffrite di secchezza oculare o desiderate maggiori informazioni,  contattate il Centro Italiano Occhio Secco, la prima struttura in Italia completamente dedicata alla cura di questo disturbo.

www.centroitalianoocchiosecco.itinfo@centroitalianoocchiosecco.it02 63611970

Occhio secco cause: 10 sono i principali fattori scatenanti

Le cause della sindrome dell’occhio secco sono molteplici e di natura molto diversa fra loro. Stili di vita inadeguati, ambienti poco umidificati, patologie pregresse e, soprattutto per le donne, l’età. Si stima che circa il 90% delle donne in menopausa soffra di secchezza oculare. Ma l’incidenza di questo disturbo oculare è in aumento costante, vediamo perché.

Occhio secco: cause e fattori scatenanti in 10 punti

In occasione  della Settimana della prevenzione e diagnosi dell’occhio secco – tenutasi in 5 città italiane fra il 3 ed il 7 aprile di quest’anno col coinvolgimento del Centro Italiano Occhio Secco ed altre 4 importanti strutture, il nostro Dott. Giuseppe Di Meglio ha incontrato gli amici di Silhouette Donna (clicca qui per l’articolo completo) per parlare dei 10 fattori scatenanti che più spesso causano l’occhio secco.

  1. Smog: le polveri sottili irritano ed alterano la lacrimazione;
  2. Fattori ambientali e climatici:  ambienti poco umidi, polverosi, o una prolungata esposizione degli occhi al sole;
  3. Allergie;
  4. Malattie preesistenti: ipotiroidismo, ipertiroidismo, artrite reumatoide, lupus.
  5. Alcuni tipi di farmaci: antidepressivi, antistaminici, decongestionanti nasali, ansiolitici, contraccettivi orali, betabloccanti, diuretici;
  6. Utilizzo assiduo di lenti a contatto;
  7. Lavoro al computer: La scarsa umidificazione dell’ambiente, resa più precaria dalle ventole di raffreddamento dei computer e di altri device, il prolungato senso di impegno e attenzione, lo stress posturale, provocano alla lunga un netto rallentamento dell’ammiccamento palpebrale. Sbattendo meno le palpebre, non lubrifichiamo correttamente i nostri occhi.
  8. Abuso di tablet e smartphone: L’ammiccamento si riduce e la postura in avanti del collo altera l’apertura palpebrale.
  9. Fumo: è causa di quasi il 30% dei casi di occhio secco. Le donne che fumano rischiano di sviluppare una disfunzione del film lacrimale 4 volte di più rispetto alle non fumatrici. Il rischio è aumentato anche dal fumo passivo.
  10. Altre cause: rosacea, degenerazioni della cornea presenti dalla nascita o acquisite, congiuntivi batteriche, allergiche o virali, herpes zoster, infiammazioni delle palpebre (blefariti), interventi di chirurgica oculare o delle palpebre (blefaroplastica), uso di tossina botulinica per fini estetici.

Qualche suggerimento in caso di occhio secco

Occhio secco

In caso di occhi rossi o irritati, la prima cosa da fare è rivolgersi al proprio oculista. La sindrome dell’occhio secco, se non trattata correttamente, può peggiorare sensibilmente al punto da influenzare in modo notevole la vita di tutti i giorni. L’oculista potrà inizialmente prescrivere l’utilizzo di lacrime artificiali e la sospensione delle lenti a contatto, qualora in uso. Inoltre è importante idratare correttamente l’organismo, bevendo almeno due litri d’acqua al giorno, e seguire una dieta bilanciata e ricca di omega 3 e omega 6. Per i casi di occhio secco più seri sono previste diverse soluzioni, come l’occlusione dei puntini lacrimali, il lipflow o la luce pulsata.

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Se soffrite di secchezza oculare o desiderate maggiori informazioni,  contattate il Centro Italiano Occhio Secco, la prima struttura in Italia completamente dedicata alla cura di questo disturbo.

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Dott. Lucio Buratto

Lucio Buratto – direttore scientifico di CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico e Coordinatore del Centro Italiano Occhio Secco – torna ospite di Luciano Onder all’interno della rubrica TG5 Salute, durante il TG5 delle ore 13.00 di Mercoledi 12 Aprile.

Gli argomenti del servizio TV

Il Dott. Buratto parlerà dei sintomi, delle concause e naturalmente dei possibili rimedi per la sindrome dell’occhio secco.

Vi aspettiamo!

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Sindrome dell'occhio secco nei bambini

Un recente studio conferma che l’utilizzo prolungato di smartphone o tablet può causare l’insorgenza della sindrome dell’occhio secco nei bambini.

La sindrome dell’occhio secco è un disturbo oculare piuttosto frequente, che può comportare arrossamento, prurito, bruciore o sensazione di corpo estraneo nell’occhio di chi ne è affetto. La secchezza oculare è dovuta ad una insufficiente produzione di liquido lacrimale o ad una eccessiva evaporazione di esso, e può avere origini congenite, involutive (cioè legate all’invecchiamento) oppure acquisite: l’uso troppo frequente di lenti a contatto o un ambiente poco umido o polveroso sono i classici fattori scatenanti di questa patologia spesso sottovalutata, ma che può comportare problemi molto seri e arrivare, a volte, a compromettere la possibilità di una vita normale.

Fra le cause acquisite dell’occhio secco, l’utilizzo troppo assiduo di smartphone, tablet e computer sta assumendo negli ultimi anni un ruolo sempre più importante, soprattutto fra i bambini. Lo conferma uno studio effettuato dal College of Medicine del Chung Ang University Hospital di Seul e pubblicato su Bmc Ophtalmology.

Fra i bambini presi in esame, l’8,3% di quelli che vivono in città ed utilizzano assiduamente strumenti come lo smartphone hanno presentato i sintomi della sindrome dell’occhio secco. Gli stessi sintomi sono stati riscontrati nel 2,8% dei bambini che vivono in zone più rurali. I bambini che non hanno manifestato alcun tipo di disturbo sono stati quelli che passavano molto più tempo impegnati in attività all’aria aperta anziché davanti al cellulare.

L’utilizzo prolungato di smartphone, tablet, computer o TV può causare l’insorgenza della sindrome dell’occhio secco in quanto durante queste attività i nostri occhi, e quelli dei più piccoli, tendono a sbattere le palpebre molto meno frequentemente del normale, generando un’eccessiva evaporazione ed una ridotta produzione del liquido lacrimale. L’occhio, inoltre, tende a stancarsi a causa del continuo sforzo accomodativo a cui viene sottoposto, dovuto alla distanza troppo ravvicinata a cui vengono tenuti questi device.

La soluzione per i più piccoli c’è ed è molto semplice: limitare l’uso di questi strumenti ad un massimo di mezz’ora al giorno e preferire ad essi attività ricreative alternative e più stimolanti, possibilmente all’aperto.

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Dott. Lucio Buratto

Lucio Buratto – direttore scientifico di CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico e Coordinatore del Centro Italiano Occhio Secco – sarà ospite di Luciano Onder all’interno della rubrica TG5 Salute, durante il TG5 delle ore 13.00 di Mercoledi 23 Novembre.

Il Dott. Buratto parlerà dei sintomi, delle concause e naturalmente dei possibili rimedi per la sindrome dell’occhio secco.

Vi aspettiamo!

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occhio secco tifoso

Gli Europei sono già iniziati e cresce l’attesa per i grandi match che emozioneranno le serate di giugno. Non vogliamo rovinarvi il divertimento, ma è proprio in queste serate così “intense” che i vostri occhi potrebbero essere a rischio. L’occhio secco è infatti uno dei “Disturbi del Tifoso” individuati da Assosalute – Associazione nazionale farmaci di automedicazione che ha elencato i malanni a cui fare estremamente attenzione: secchezza oculare, ma anche mal di schiena e acidità di stomaco sono in agguato!

Soprattutto sono gli occhi a correre i rischi maggiori.

Perché il tifoso rischia di soffrire di occhio secco?

Spesso nelle case degli italiani troviamo tv così grandi e belle che sembrano gli schermi del cinema. In genere questi mega schermi sono appesi al muro e posizionati abbastanza in alto rispetto alla nostra normale visuale, vale a dire ad una posizione scorretta per permetterci di vedere bene. E di goderci la partita. La loro altezza più elevata ci costringe ad avere gli occhi sempre spalancati, facendo aumentare così l’evaporazione del film lacrimale.

L’emozione gioca dei brutti scherzi e per non perderci neanche un momento del match, ci dimentichiamo di ammiccare (sbattere le palpebre). Se poi nell’ambiente è presente un condizionatore acceso, questo aumenterà notevolmente la secchezza oculare.

Cosa può fare il tifoso per evitare l’insorgenza dell’occhio secco?

Innanzitutto è bene posizionare lo schermo TV più in basso possibile e collocare il divano lontano da correnti d’aria. Anche se può sembrare assurdo perdere qualche secondo di partita, è consigliabile fare pause di 10 secondi per massaggiare gli occhi, così li lubrifichiamo. Approfittate della pubblicità: chiudete gli occhi e riposate, oppure alzatevi e camminate., in ogni caso spendete questo tempo lontano dalla televisione. Andate in bagno, detergetevi la faccia e soprattutto gli occhi.

Se già soffrite di secchezza oculare, portate sempre con voi delle lacrime artificiali, sostituti delle nostre naturali e chi ci possono aiutare molto a mantenere l’occhio sempre deterso e lubrificato

Si tratta in fondo di pochi e semplici consigli che possono aiutare a godersi gli EURO2016 in piena libertà.

Perché è bello fare il tifo…anche per i vostri occhi!

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