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Secondo una ricerca presentata recentemente al congresso dell’ARVO – Association for Research in Vision and Ophtalmology – i pazienti affetti da diabete di tipo 2 hanno una maggior propensione a sviluppare una disfunzione delle ghiandole di Meibomio, e di conseguenza anche la Sindrome dell’Occhio Secco. 

Cosa sono le ghiandole di Meibomio

Le ghiandole di Meibomio sono ghiandole sebacee situate nella parte interna dei margini palpebrali. Il loro ruolo è quello di secernere delle sostanze lipidiche importanti per la lubrificazione dell’occhio. Grazie a queste sostanze ed in virtù del naturale riflesso di ammiccamento, l’occhio si mantiene sempre ben lubrificato. Quando i dotti terminali di queste ghiandole si ostruiscono, si ha un abbassamento della qualità e/o della quantità di sostanze lipidiche secrete. I sintomi della Disfunzione delle Ghiandole di Meibomio – che rappresenta una delle possibili cause scatenanti della Sindrome dell’Occhio Secco – sono irritazione, arrossamento, sensazione di corpo estraneo.

I risultati dello studio presentato al congresso dell’ARVO

Lo studio presentato nel corso dell’edizione 2018 del congresso dell’ARVO è stato condotto dalla dottoressa Johanna Garzon ed ha visto la partecipazione di 37 soggetti affetti da diabete di tipo 2 e 36 soggetti sani. Nonostante il 71% dei partecipanti soffrisse di Disfunzione delle Ghiandole di Meibomio, tra questi coloro che presentavano sintomi più gravi erano proprio quelli con i livelli più alti di iperglicemia. Anche l’età si è rivelato un fattore determinante, poiché i soggetti con iperglicemia che presentavano i sintomi più evidenti di Disfunzione delle Ghiandole di Meibomio erano quelli nella fascia d’età tra i 60 ed i 64 anni. Non dimentichiamo, infatti, che il diabete mellito di tipo 2 – a differenza del diabete di tipo 1 –  è proprio tipico dell’età matura.  Alla luce di questi risultati e poiché, come già detto, la Disfunzione delle Ghiandole di Meibomio è uno dei fattori che predispongono alla Sindrome dell’Occhio Secco, lo studio ha evidenziato come i malati di diabete di tipo 2 sono maggiormente propensi a sviluppare questa patologia.

Fonte Garzon J. Effects of diabetes type 2 on Meibomian glands, ocular surface and tear function. Presented at: Association for Research in Vision and Ophthalmology annual meeting; April 28-May 3, 2018; Honolulu.

Occhio Secco Indagine Edra per Novartis

Occhio secco: l’indagine Edra per Novartis, realizzata in occasione della Giornata Mondiale della Vista tenutasi il 12 Ottobre 2017, ha voluto fotografare lo scenario italiano della sindrome dell’occhio secco e del suo legame con le abitudini quotidiane, offrendo spunti utili per la gestione dei pazienti che convivono con questa patologia. Novartis ha coinvolto alcuni fra i più autorevoli  esperti italiani, fra cui Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico, di cui fa parte il Centro Italiano Occhio Secco di Milano.

Occhio secco: indagine e risultati in breve

Quanto è diffuso l’occhio secco? Quali sono i sintomi dell’occhio secco?

Dalla indagine condotta da Edra per Novartis, emerge che nell’ultimo anno il 65% del campione ha sofferto di disturbi oculari. Tra i sintomi più comuni: occhi secchi o arrossati, bruciore, sensazione di avere qualcosa nell’occhio, prurito, annebbiamento visivo e fotofobia.

In quanti conoscono la patologia dell’occhio secco?

La metà degli intervistati non è stata in grado di identificare il proprio disturbo, dimostrando quindi che la conoscenza della sindrome dell’occhio secco è ancora scarsa.

Occhio secco, smartphone e computer

Il 57% degli intervistati utilizza quotidianamente dispositivi digitali come smartphone, tablet o computer, per una durata media di ben oltre le 5 ore. La maggior parte delle persone ritiene che questa esposizione contribuisca ad aumentare il rischio di insorgenza dell’occhio secco.

Sindrome dell’occhio secco: sintomi e cause

L’occhio secco è una patologia che consiste nell’alterazione dell’equilibrio che regola la secrezione e la distribuzione del film lacrimale. La superficie oculare risulta poco lubrificata, con sintomi come bruciore, senso di corpo estraneo, fotofobia e difficoltà ad aprire le palpebre. Le cause dell’occhio secco possono essere diverse: abitudini e stili di vita poco salutari, età, predisposizione ed altre patologie. L’uso prolungato di computer, tablet, e-reader e smartphone sta diventando una delle principali cause della sindrome dell’occhio secco: questa abitudine riduce la frequenza di ammiccamento, cioè del battito delle palpebre, impedendo così all’occhio di lubrificarsi come dovrebbe.

Altre cause sono di origine ormonale, come la menopausa, o l’età avanzata e l’uso di alcuni farmaci, la carenza di vitamina A, la polvere, l’inquinamento, malattie autoimmuni e anche l’abuso delle lenti a contatto.

Il coinvolgimento degli esperti

Al fine di accendere i riflettori sulla sindrome dell’occhio secco, Novartis ha coinvolto alcuni fra i massimi esperti italiani in un tavolo di lavoro per dar vita ad un dibattito sull’attuale situazione di incidenza, diagnosi e trattamento terapeutico della patologia in Italia.

Il tavolo di lavoro è composto da:

  • Massimo Accorinti, Dipartimento di Oftalmologia, Università La Sapienza di Roma;
  • Pasquale Aragona, Dipartimento di Scienze biomediche, Referente Regionale del Centro per le malattie della superficie oculare, Università di Messina;
  • Stefano Barabino, Clinica Oculistica, Di.N.O.G.M.I, Università di Genova;
  • Lucio Buratto, Centro Ambrosiano Oftalmico (CAMO) e Centro Italiano Occhio Secco, Milano
  • Andrea Leonardi, Dipartimento di Neuroscienze, Unità di Oftalmologia, Università di Padova;
  • Francesco Loperfido, responsabile ambulatorio di oftalmologia generale, Ospedale San Raffaele; oftalmologo Commissione Difesa Vista
  • Rita Mencucci, Clinica Oculistica Università di Firenze, Dipartimento di Chirurgia e Medicina Traslazionale, Università di Firenze;
  • Maurizio Rolando, Centro superficie oculare, IsPre Oftalmica, Genova
  • Paolo Vintani, Vice Presidente di Federfarma Milano

La sindrome dell’occhio secco è una patologia ancora troppo sottovalutata e su cui è necessario creare maggiore attenzione e una corretta informazione“ – commentano gli esperti coinvolti nel tavolo di lavoro Ciò significa fare educazione sulle cause che possono contribuire alla comparsa della malattia e creare una cultura sui corretti comportamenti per mantenere in salute i propri occhi. Il tavolo di lavoro vuole analizzare il contesto attuale, sensibilizzare tutti i soggetti coinvolti – esperti e possibili pazienti – fornendo inoltre indicazioni pratiche per aiutare a prevenire e gestire la sindrome dell’occhio secco attraverso un approccio a 360 gradi”.

Fonte: Novartis

Qualche suggerimento in caso di occhio secco

Occhio secco

In caso di occhi rossi o irritati, la prima cosa da fare è rivolgersi al proprio oculista. La sindrome dell’occhio secco, se non trattata correttamente, può peggiorare sensibilmente al punto da influenzare in modo notevole la vita di tutti i giorni. L’oculista potrà inizialmente prescrivere l’utilizzo di lacrime artificiali e la sospensione delle lenti a contatto, qualora in uso. Inoltre è importante idratare correttamente l’organismo, bevendo almeno due litri d’acqua al giorno, e seguire una dieta bilanciata e ricca di omega 3 e omega 6. Per i casi di occhio secco più seri sono previste diverse soluzioni, come l’occlusione dei puntini lacrimali, il lipflow o la luce pulsata.

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Se soffrite di secchezza oculare o desiderate maggiori informazioni,  contattate il Centro Italiano Occhio Secco, la prima struttura in Italia completamente dedicata alla cura di questo disturbo.

www.centroitalianoocchiosecco.itinfo@centroitalianoocchiosecco.it02 63611970

Occhio secco cause: 10 sono i principali fattori scatenanti

Le cause della sindrome dell’occhio secco sono molteplici e di natura molto diversa fra loro. Stili di vita inadeguati, ambienti poco umidificati, patologie pregresse e, soprattutto per le donne, l’età. Si stima che circa il 90% delle donne in menopausa soffra di secchezza oculare. Ma l’incidenza di questo disturbo oculare è in aumento costante, vediamo perché.

Occhio secco: cause e fattori scatenanti in 10 punti

In occasione  della Settimana della prevenzione e diagnosi dell’occhio secco – tenutasi in 5 città italiane fra il 3 ed il 7 aprile di quest’anno col coinvolgimento del Centro Italiano Occhio Secco ed altre 4 importanti strutture, il nostro Dott. Giuseppe Di Meglio ha incontrato gli amici di Silhouette Donna (clicca qui per l’articolo completo) per parlare dei 10 fattori scatenanti che più spesso causano l’occhio secco.

  1. Smog: le polveri sottili irritano ed alterano la lacrimazione;
  2. Fattori ambientali e climatici:  ambienti poco umidi, polverosi, o una prolungata esposizione degli occhi al sole;
  3. Allergie;
  4. Malattie preesistenti: ipotiroidismo, ipertiroidismo, artrite reumatoide, lupus.
  5. Alcuni tipi di farmaci: antidepressivi, antistaminici, decongestionanti nasali, ansiolitici, contraccettivi orali, betabloccanti, diuretici;
  6. Utilizzo assiduo di lenti a contatto;
  7. Lavoro al computer: La scarsa umidificazione dell’ambiente, resa più precaria dalle ventole di raffreddamento dei computer e di altri device, il prolungato senso di impegno e attenzione, lo stress posturale, provocano alla lunga un netto rallentamento dell’ammiccamento palpebrale. Sbattendo meno le palpebre, non lubrifichiamo correttamente i nostri occhi.
  8. Abuso di tablet e smartphone: L’ammiccamento si riduce e la postura in avanti del collo altera l’apertura palpebrale.
  9. Fumo: è causa di quasi il 30% dei casi di occhio secco. Le donne che fumano rischiano di sviluppare una disfunzione del film lacrimale 4 volte di più rispetto alle non fumatrici. Il rischio è aumentato anche dal fumo passivo.
  10. Altre cause: rosacea, degenerazioni della cornea presenti dalla nascita o acquisite, congiuntivi batteriche, allergiche o virali, herpes zoster, infiammazioni delle palpebre (blefariti), interventi di chirurgica oculare o delle palpebre (blefaroplastica), uso di tossina botulinica per fini estetici.

Qualche suggerimento in caso di occhio secco

Occhio secco

In caso di occhi rossi o irritati, la prima cosa da fare è rivolgersi al proprio oculista. La sindrome dell’occhio secco, se non trattata correttamente, può peggiorare sensibilmente al punto da influenzare in modo notevole la vita di tutti i giorni. L’oculista potrà inizialmente prescrivere l’utilizzo di lacrime artificiali e la sospensione delle lenti a contatto, qualora in uso. Inoltre è importante idratare correttamente l’organismo, bevendo almeno due litri d’acqua al giorno, e seguire una dieta bilanciata e ricca di omega 3 e omega 6. Per i casi di occhio secco più seri sono previste diverse soluzioni, come l’occlusione dei puntini lacrimali, il lipflow o la luce pulsata.

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Se soffrite di secchezza oculare o desiderate maggiori informazioni,  contattate il Centro Italiano Occhio Secco, la prima struttura in Italia completamente dedicata alla cura di questo disturbo.

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Dott. Lucio Buratto

Lucio Buratto – direttore scientifico di CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico e Coordinatore del Centro Italiano Occhio Secco – torna ospite di Luciano Onder all’interno della rubrica TG5 Salute, durante il TG5 delle ore 13.00 di Mercoledi 12 Aprile.

Gli argomenti del servizio TV

Il Dott. Buratto parlerà dei sintomi, delle concause e naturalmente dei possibili rimedi per la sindrome dell’occhio secco.

Vi aspettiamo!

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Sindrome dell'occhio secco nei bambini

Un recente studio conferma che l’utilizzo prolungato di smartphone o tablet può causare l’insorgenza della sindrome dell’occhio secco nei bambini.

La sindrome dell’occhio secco è un disturbo oculare piuttosto frequente, che può comportare arrossamento, prurito, bruciore o sensazione di corpo estraneo nell’occhio di chi ne è affetto. La secchezza oculare è dovuta ad una insufficiente produzione di liquido lacrimale o ad una eccessiva evaporazione di esso, e può avere origini congenite, involutive (cioè legate all’invecchiamento) oppure acquisite: l’uso troppo frequente di lenti a contatto o un ambiente poco umido o polveroso sono i classici fattori scatenanti di questa patologia spesso sottovalutata, ma che può comportare problemi molto seri e arrivare, a volte, a compromettere la possibilità di una vita normale.

Fra le cause acquisite dell’occhio secco, l’utilizzo troppo assiduo di smartphone, tablet e computer sta assumendo negli ultimi anni un ruolo sempre più importante, soprattutto fra i bambini. Lo conferma uno studio effettuato dal College of Medicine del Chung Ang University Hospital di Seul e pubblicato su Bmc Ophtalmology.

Fra i bambini presi in esame, l’8,3% di quelli che vivono in città ed utilizzano assiduamente strumenti come lo smartphone hanno presentato i sintomi della sindrome dell’occhio secco. Gli stessi sintomi sono stati riscontrati nel 2,8% dei bambini che vivono in zone più rurali. I bambini che non hanno manifestato alcun tipo di disturbo sono stati quelli che passavano molto più tempo impegnati in attività all’aria aperta anziché davanti al cellulare.

L’utilizzo prolungato di smartphone, tablet, computer o TV può causare l’insorgenza della sindrome dell’occhio secco in quanto durante queste attività i nostri occhi, e quelli dei più piccoli, tendono a sbattere le palpebre molto meno frequentemente del normale, generando un’eccessiva evaporazione ed una ridotta produzione del liquido lacrimale. L’occhio, inoltre, tende a stancarsi a causa del continuo sforzo accomodativo a cui viene sottoposto, dovuto alla distanza troppo ravvicinata a cui vengono tenuti questi device.

La soluzione per i più piccoli c’è ed è molto semplice: limitare l’uso di questi strumenti ad un massimo di mezz’ora al giorno e preferire ad essi attività ricreative alternative e più stimolanti, possibilmente all’aperto.

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Dott. Lucio Buratto

Lucio Buratto – direttore scientifico di CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico e Coordinatore del Centro Italiano Occhio Secco – sarà ospite di Luciano Onder all’interno della rubrica TG5 Salute, durante il TG5 delle ore 13.00 di Mercoledi 23 Novembre.

Il Dott. Buratto parlerà dei sintomi, delle concause e naturalmente dei possibili rimedi per la sindrome dell’occhio secco.

Vi aspettiamo!

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occhio secco tifoso

Gli Europei sono già iniziati e cresce l’attesa per i grandi match che emozioneranno le serate di giugno. Non vogliamo rovinarvi il divertimento, ma è proprio in queste serate così “intense” che i vostri occhi potrebbero essere a rischio. L’occhio secco è infatti uno dei “Disturbi del Tifoso” individuati da Assosalute – Associazione nazionale farmaci di automedicazione che ha elencato i malanni a cui fare estremamente attenzione: secchezza oculare, ma anche mal di schiena e acidità di stomaco sono in agguato!

Soprattutto sono gli occhi a correre i rischi maggiori.

Perché il tifoso rischia di soffrire di occhio secco?

Spesso nelle case degli italiani troviamo tv così grandi e belle che sembrano gli schermi del cinema. In genere questi mega schermi sono appesi al muro e posizionati abbastanza in alto rispetto alla nostra normale visuale, vale a dire ad una posizione scorretta per permetterci di vedere bene. E di goderci la partita. La loro altezza più elevata ci costringe ad avere gli occhi sempre spalancati, facendo aumentare così l’evaporazione del film lacrimale.

L’emozione gioca dei brutti scherzi e per non perderci neanche un momento del match, ci dimentichiamo di ammiccare (sbattere le palpebre). Se poi nell’ambiente è presente un condizionatore acceso, questo aumenterà notevolmente la secchezza oculare.

Cosa può fare il tifoso per evitare l’insorgenza dell’occhio secco?

Innanzitutto è bene posizionare lo schermo TV più in basso possibile e collocare il divano lontano da correnti d’aria. Anche se può sembrare assurdo perdere qualche secondo di partita, è consigliabile fare pause di 10 secondi per massaggiare gli occhi, così li lubrifichiamo. Approfittate della pubblicità: chiudete gli occhi e riposate, oppure alzatevi e camminate., in ogni caso spendete questo tempo lontano dalla televisione. Andate in bagno, detergetevi la faccia e soprattutto gli occhi.

Se già soffrite di secchezza oculare, portate sempre con voi delle lacrime artificiali, sostituti delle nostre naturali e chi ci possono aiutare molto a mantenere l’occhio sempre deterso e lubrificato

Si tratta in fondo di pochi e semplici consigli che possono aiutare a godersi gli EURO2016 in piena libertà.

Perché è bello fare il tifo…anche per i vostri occhi!

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Se soffrite di secchezza oculare o desiderate maggiori informazioni,  contattate il Centro Italiano Occhio Secco, la prima struttura in Italia completamente dedicata alla cura di questo disturbo.

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occhio secco e fumo

Occhio secco e fumo di sigaretta, che correlazione c’è?

I fumatori in Italia ammontano a 14 milioni, un numero ancora elevato che rende il fumo da sigaretta ancora un’emergenza sanitaria: gli italiani fumano in media 13 sigarette al giorno. Sono i risultati di un’indagine commissionata all’Osservatorio Fumo Alcol e Droga dell’Istituto Superiore di Sanità alla Doxa che lo ha realizzato in collaborazione con l’Istituto Mario Negri.
Che il fumo di sigaretta faccia male è cosa risaputa, in quanto ad esso è stato associato un aumentato rischio di sviluppare malattie cardiache, ictus, cancro del polmone ed altri tipi di cancro, e patologie croniche polmonari.
Approfonditi studi epidemiologici hanno dimostrato lo stretto legame tra fumo di sigaretta ed insorgenza di varie patologie oculari, tra cui l’ Occhio Secco e Degenerazione Maculare Legata all’Età.
L’occhio secco rappresenta, nei Paesi industrializzati, uno dei maggiori problemi e causa di molte patologie oculari del segmento anteriore negli individui al di sopra dei 45 anni.
Tra i vari fattori di rischio della secchezza oculare, il fumo di sigaretta è sicuramente tra i più importanti: quasi il 30% dei casi di occhio secco ha infatti come concausa il fumo di sigaretta.
Ad oggi non è ancora chiaro quale sia esattamente il meccanismo alla base del legame tra occhio secco e fumo di sigaretta. Sappiamo che nel fumo di sigaretta sono contenuti all’incirca 4800 composti chimici, 69 dei quali hanno proprietà carcinogeniche accertate, altri sono metalli pesanti e radicali liberi. Questi composti possono provocare un danno ossidativo a livello della congiuntiva, della cornea e delle palpebre sino ad arrivare a livello maculare, inducono la perossidazione lipidica, abbassano il livello degli antiossidanti e riducono il flusso sanguigno promuovendo ischemia, ipossia e microinfarti.
Non solo, ma è stato dimostrato che il fumo di sigaretta riduce la concentrazione del pigmento della macula, composto da luteina e zeaxantina.
Il rischio di contrarre una disfunzione del film lacrimale è da 2 a 4 volte più elevato nei fumatori rispetto ai non fumatori.
È stato osservato che le donne fumatrici hanno una probabilità di sviluppare una disfunzione del film lacrimale di 4 volte rispetto alle donne non fumatrici, mentre per gli uomini questo valore è 3.

Anche i fumatori passivi non sono esenti dagli effetti nocivi del fumo di sigaretta, ed è stato dimostrato che questi hanno un aumentato rischio di sviluppare la patologia rispetto a coloro che non subiscono il fumo passivo.

Per maggiori informazioni sulla cura e la diagnosi dell’occhio secco scrivete a info@centroitalianoocchiosecco.it oppure chiamate lo 02 63611970. 

Le cause dell’occhio secco sono molteplici, ma non tutti ne sono a conoscenza.  Qui di seguito trovate cinque cose che dovete assolutamente sapere sull’occhio secco.

1) L’occhio secco…può portare a un eccesso di lacrimazione!

cause occhio secco

Quando parliamo di occhio secco, stiamo parlando allo stesso tempo della disfunzione del film lacrimale, che ricomprende tutte quelle condizioni (tra cui l’occhio secco) in cui l’idratazione dell’occhio è compromessa o insufficiente. Tra queste condizioni vi è anche l’eccessiva lacrimazione.

Quando l’occhio è troppo secco può esserci come reazione da parte dell’organismo, quella di produrre più lacrime del dovuto. Strano! Ma si tratta di una lacrima acquosa,che non ha gli abituali componenti ( lipidi, mucina ed altro ) e che quindi non svolge la sua fisiologica azione; non solo ma  l’emissione di lacrime acquose priva la ghiandola lacrimale dell’acqua che servirebbe alla vera lacrima che quindi viene prodotta in minor quantità: è un circolo vizioso che bisogna interrompere con una adeguata terapia.

2) Le allergie causano l’occhio secco

cause occhio secco

Oltre a bruciore, rossore, starnuti e altri disturbi di varie entità, le allergie, che si manifestano in modo sempre più frequente, persistente e aggressivo, possono causare secchezza oculare. Questo fenomeno negli ultimi anni ha trasformato le comuni allergie stagionali spesso in fenomeni perenni e persistenti durante tutto l’anno, che hanno importanti effetti anche sui nostri occhi. I gas inquinanti e il micro particolato presente nell’aria si depositano sulle mucose delle vie aeree e sulla congiuntiva innescando una reazione infiammatoria. Il persistere dell’infiammazione può alterare la naturale barriera epiteliale attivando le cellule del sistema immunitario. Questa cronica stimolazione del sistema immunitario rilascia sostanze che nel tempo diventano tossiche per l’organismo ma anche per la cornea e la congiuntiva, modificando così la composizione della lacrime e causando quindi secchezza oculare.

3) L’occhio secco non si cura solo con le lacrime artificiali

cura occhio secco

Lipiflow

Uno dei rimedi più utilizzati, e suggeriti, a chi soffre di secchezza oculare è la lacrima artificiale. Si tratta, come il nome suggerisce, di un sostituto lacrimale che senza dubbio dà sollievo e può aiutare ad alleviare i sintomi meno gravi, ma che in molti casi da solo non è sufficiente a curare l’occhio secco.
Grazie ai passi avanti compiuti dalla ricerca in questi anni, oggi è possibile utilizzare nuove vie e nuove terapie per curare la sindrome dell’occhio secco, come l’occlusione dei puntini lacrimali o l’utilizzo di tecniche come il Lipiflow o la luce pulsata che riattivano la funzione lacrimale. Oggi, quindi, esistono diverse terapie in grado di curare la sindrome dell’occhio secco, ma per intervenire in modo efficace occorre realizzare una diagnosi corretta. Per questo è fondamentale affidarsi alla professionalità di un medico oculista specializzato nella patologia dell’occhio secco.

4) L’occhio secco colpisce soprattutto le donne

cura occhio secco

Alcuni ormoni aiutano a stimolare la produzione di lacrime, per questo le variazioni di livelli ormonali possono ridurre la naturale lacrimazione. Ecco perché la sindrome dell’occhio secco predilige il sesso femminile e interessa frequentemente la donna in gravidanza. Ma è soprattutto dopo i 40-45 anni di età che il problema compare più frequentemente: le donne  in menopausa sono il gruppo più numeroso tra i pazienti che soffrono di occhio secco.  Una frequenza sempre maggiore causata anche dalla significativa anticipazione del ciclo mestruale, dall’uso di lenti a contatto e del trucco oltre che dalla permanenza in ambienti con aria condizionata: la patologia arriva ad interessare fino il 60% circa delle donne.Un numero altissimo. Nei primi 7-8 anni dopo la menopausa, il disturbo è controllabile ma dopo tale periodo, l’involuzione delle ghiandole lacrimali diventa irreversibile. Per questo è importante fare una diagnosi tempestiva e, soprattutto, iniziare per tempo le adeguate terapie sostitutive lacrimali a base di acido ialuronico, o altre lacrime artificiali, o mediante l’assunzione per via orale di integratori contenenti estradiolo.

5) L’occhio secco si può prevenire…a tavola!

salmone

La cura della secchezza oculare passa anche attraverso una corretta alimentazione. Bevete abbastanza acqua? Per mantenere una corretta idratazione della superficie oculare occorre bere almeno 8 bicchieri di acqua al giorno (Preferibilmente fuori dai pasti ).

E poi via libera a pesce e verdure, ricchi di vitamine B3, B6, B12, e antiossidanti Omega 3/Omega 6. Tra gli alimenti consigliati: pesce azzurro, tonno, salmone, sgombro, frutti di mare, olio di colza o di noce, noci e nocciole, selvaggina, lattuga, spinaci, semi di lino, alte quantità di frutta e legumi, agrumi, kiwi, cavoli, germi di grano, margarine vegetali.

Per maggiori informazioni sulla cura dell’occhio secco contattate gli specialisti del Centro Italiano Occhio Secco chiamando lo 02 63611970 oppure scrivendo a info@centroitalianoocchiosecco.it

occhio secco e menopausa

Occhio secco e menopausa, che relazione c’è?

La secchezza oculare (chiamata anche occhio secco o, in inglese, dry eye)  colpisce soprattutto le donne, arrivando a interessare il 50% delle over 45 e fino al 90% delle donne in menopausa.

Come sono correlati occhio secco e menopausa?

Alcuni ormoni aiutano a stimolare la produzione di lacrime. Per questo le variazioni di livelli ormonali possono ridurre il film lacrimale.

Il film lacrimale rappresenta una specie di barriera liquida e dinamica, che nutre e protegge la superficie oculare dalla polvere, dal vento, dalla disidratazione, dai mille fattori esterni che possono creare problemi.  La ridotta secrezione lacrimale è la causa principale della sensazione di occhio secco, e provoca maggiore esposizione dell’occhio nei confronti dell’ambiente esterno e maggiore predisposizione a contrarre irritazioni e infezioni come congiuntiviti e cheratiti.

Ecco perché la sindrome dell’occhio secco predilige le donne soprattutto dopo i 35 -40 anni di età: le donne in gravidanza o in menopausa sono il gruppo più numeroso tra i pazienti che soffrono di secchezza oculare. Una frequenza sempre maggiore causata dalla significativa anticipazione del ciclo mestruale, fino ad interessare il 60% circa delle donne.

I fastidi derivanti dall’occhio secco tendono a divenire più frequenti con il passare degli anni.

L’intolleranza alle lenti a contatto è uno dei primi sintomi di occhio secco nella donna in menopausa.

Nei primi 7-8 anni dopo la menopausa il disturbo è controllabile, ma dopo tale periodo l’involuzione delle ghiandole lacrimali diventa irreversibile. Per questo è importante fare una diagnosi tempestiva e, soprattutto, iniziare per tempo le adeguate terapie sostitutive lacrimali a base di acido ialuronico, o altre lacrime artificiali, o mediante l’assunzione per via orale di integratori contenenti estradiolo (un estrogeno prodotto dalle ovaie, usato in ambito farmacologico contro i sintomi della menopausa).

Le attuali generazioni femminili hanno in media uno sviluppo ormonale molto anticipato, intorno ai 12- 13 anni, rispetto a solo una decina di anni fa: ciò significa che queste ragazze si avvicineranno alla menopausa verso i 45-48 anni, con conseguenze disidratative che coinvolgono vari distretti, fra cui anche quello oculare.

Le variazioni ormonali legate al periodo menopausale possono facilitare l’insorgenza di cataratta, del glaucoma e delle degenerazioni maculari anche in età precoce, e provocare patologie come infiammazioni della tiroide o tiroiditi autoimmuni.

Il Centro Italiano Occhio Secco è il primo centro italiano completamente dedicato alla cura della Sindrome dell’Occhio Secco. Per maggiori informazioni chiamate lo 02 63611970 oppure scrivete a info@centroitalianoocchiosecco.it.