occhio secco e lenti a contatto - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Esiste una correlazione fra occhio secco e lenti a contatto? Le moderne lenti sono molto sicure e sono concepite per garantire un’ottimale ossigenazione della cornea e dei tessuti oculari. Tuttavia, per una serie di motivi dipendenti dallo stato di salute oculare di chi le indossa e da come vengono utilizzate, le lenti a contatto possono innescare alcune complicazioni. Tra queste, una marcata secchezza oculare che, se trascurata, può cronicizzarsi sino a diventare un vero e proprio stato patologico: una Sindrome dell’Occhio Secco. 

Sindrome dell’Occhio Secco e lenti a contatto: complicazioni

Nonostante la scienza dei materiali consenta oggi di proporre sul mercato lenti altamente performanti, leggerissime e capaci di mantenere un elevato standard in fatto di ossigenazione della cornea, è pur vero che le lenti entrano in contatto diretto con il film lacrimale, talvolta alterandolo. L’utilizzo prolungato delle lenti a contatto può quindi causare secchezza oculare, non solo in soggetti particolarmente sensibili. Qualora si viva in ambienti particolarmente inquinati o con una qualità dell’aria non eccellente, si assumano determinati farmaci oppure si sia un soggetto allergico, la situazione potrebbe ulteriormente complicarsi. Si andrà dunque incontro al rischio di sviluppare occhio secco.

Altre complicazioni derivanti dall’uso delle lenti a contatto

Le lenti a contatto, pur nella loro straordinaria praticità possono, talvolta, indurre qualche altro problema oculare. Specie, come detto, in situazioni d’uso prolungato oppure poco corretto. A questo proposito citiamo le cheratiti, infiammazioni della cornea, che si possono presentare con caratteristiche e sintomatologie differenti, oppure le congiuntiviti, infiammazioni della congiuntiva. 

Quali sono le opzioni di trattamento per questo tipo di complicazioni?

Nel caso della Sindrome dell’Occhio Secco, i trattamenti possono includere colliri umettanti e lacrime artificiali, sedute di lipi-flow, di probing oppure di luce pulsataCheratiti e congiuntiviti, invece, si curano con farmaci specifici. A seguito di una visita oculistica specialistica molto accurata ed approfondita, il medico potrà anche associare ai trattamenti prescritti la raccomandazione di sospendere o ridurre l’uso delle lenti a contatto. 

Anche chi soffre di calazio e orzaiolo dovrebbe sospendere l’uso delle lenti a contatto?

In caso di orzaiolo o calazio è consigliabile sospendere l’utilizzo delle lenti a contatto, per favorire la corretta guarigione della patologia e ristabilire il corretto equilibrio del film lacrimale. Spesso, peraltro, la presenza di calazio e orzaiolo in abbinamento alle lenti a contatto può peggiorare e cronicizzare l’alterazione del film lacrimale, provocando occhio secco. Per quanto riguarda la terapia, questo genere di infezioni è trattabile spesso con una farmaci di tipo antibiotico. Nel caso del calazio, in particolare, può eventualmente rendersi utile consultare uno specialista ed eseguire un semplice intervento chirurgico.

Conclusioni

Le lenti a contatto, se usate con moderazione, con le dovute attenzioni igieniche ed in accordo con quanto consigliato dallo specialista, non presentano importanti controindicazioni. Tuttavia, nel caso si presentino stati irritativi, sintomi infiammatori o infettivi, è meglio usare una certa cautela e prenotare quanto prima una visita specialistica.

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menopausa - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Il periodo della menopausa è un momento molto delicato della vita di ogni donna da molteplici punti di vista. Dal punto di vista emotivo, la menopausa è segno e sintomo del tempo che avanza e può portare con sé uno stress emotivo talvolta difficile da gestire: la donna percepisce se stessa come diversa “da prima”, e di conseguenza si trova a dover ridefinire il suo ruolo all’interno della famiglia e della società. Dal punto di vista fisico, il mutamento ormonale che caratterizza la menopausa può innescare diversi sintomi: tra questi le più note vampate di calore, ma anche un generale indebolimento dell’apparato scheletrico e, non ultima, una spesso marcata secchezza oculare. Una compagnia spiacevole quest’ultima, che è bene inquadrare, conoscere e trattare adeguatamente. 

Secchezza oculare in menopausa: le cause

Come detto in apertura, la secchezza oculare è uno dei sintomi caratteristici della menopausa. Essa è dovuta al mutamento ormonale che la menopausa porta con sé e, nello specifico, al calo di estrogeni. La sensazione di secchezza è generalizzata ed include tanto gli occhi quanto il palato e l’apparato genitale. Nel caso degli occhi, tuttavia, è fondamentale comprendere che la secchezza non è solamente un sintomo spiacevole, ma al contrario può cronicizzarsi, tramutandosi in una vera e propria patologia: la Sindrome dell’Occhio Secco.

I trattamenti per la Sindrome dell’Occhio Secco in menopausa

La Sindrome dell’Occhio Secco è, a tutti gli effetti, la patologia oculare tipica delle donne in menopausa. La stragrande maggioranza (si stima un buon 90%) infatti ne soffre. Nel momento in cui la secchezza oculare innescata da un calo ormonale si trasforma da sintomo transitorio a vera e propria patologia oculare, è fondamentale prenderne coscienza e trattarla opportunamente.

Perché è fondamentale trattare la Sindrome dell’Occhio Secco?

1 . Perché l’occhio è più soggetto a stati irritativi o infettivi

Quando il film lacrimale che serve a lubrificare l’occhio e difenderlo dalle aggressioni esterne viene meno, tutto l’apparato oculare è più sensibile e più vulnerabile. L’occhio è più esposto ad irritazioni ed infezioni come cheratiti (infiammazione della cornea) e congiuntiviti (infiammazione della congiuntiva).

2 . Perché i sintomi sono costanti e spiacevoli. E sono:

  • arrossamento
  • sensazione di corpo estraneo
  • bruciore oculare
  • desiderio di sfregarsi, strofinarsi, grattarsi le palpebre
  • fotofobia

3 . Perché la Sindrome dell’Occhio Secco è un circolo vizioso

La Sindrome dell’Occhio Secco si caratterizza spesso per una serie di sintomi che altro non sono che una reazione infiammatoria all’alterazione del film lacrimale. Questa infiammazione costante a sua volta aggrava la secchezza e cronicizza la sindrome sul lungo periodo. Trattare la Sindrome dell’Occhio Secco consente di interrompere questa concatenazione di causa effetto.

Secchezza oculare in menopausa: come intervenire?

Le soluzioni e le opzioni di trattamento per la Sindrome dell’Occhio Secco non mancano. Presso il Centro Italiano Occhio Secco disponiamo di esami mirati e di strumenti di ultima generazione per la diagnostica della patologia. A seguito del processo diagnostico, i nostri specialisti definiscono un programma terapeutico che può spaziare da soluzioni farmacologiche fino ai più sofisticati trattamenti con Luce Pulsata, capaci di regalare stabilità e benessere anche sul lungo periodo.

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All’interno del vasto panorama delle proposte terapeutiche per il trattamento della Sindrome dell’Occhio Secco, le proposte spaziano dai sostituti lacrimali biologici all’occlusione dei puntini lacrimali, dalla pulizia dei condotti lacrimali (il probing), fino alle terapie anti-infiammatorie mirate ed altre soluzioni ancora. In questo contesto, una soluzione efficace è rappresentata dalla terapia con Luce Pulsata Intensa Regolata. Quest’ultima è ideale per il trattamento della Sindrome dell’Occhio Secco causata da Meibomite. I pazienti che vi si sottopongono riferiscono un comfort immediato ed un drastico miglioramento dei sintomi sul lungo periodo. Conosciamola più da vicino.

IRLP, Luce Pulsata Intensa Regolata per Occhio Secco: di che si tratta?

Il trattamento a base di luce pulsata si somministra con l’ausilio di uno strumento di ultima generazione disponibile presso il Centro Italiano Occhio Secco. Obiettivo del trattamento è stimolare e “sbloccare” le ghiandole di Meibomio ostruite. Per questo motivo, la luce pulsata è particolarmente indicata proprio per i pazienti affetti da Sindrome dell’Occhio Secco dovuta a Meibomite.

Cosa sono le ghiandole di Meibomio e perché la loro ostruzione può causare la Sindrome dell’Occhio Secco?

Il film lacrimale che mantiene naturalmente idratato e lubrificato il nostro apparato oculare si compone di una parte acquosa e di una parte oleosa e lipidica. Quest’ultima è secreta dalle ghiandole di Meibomio, che si trovano sul bordo palpebrale inferiore. Può capitare che i dotti delle ghiandole di Meibomio si ostruiscano, impedendo alla componente lipidica di fuoriuscire e di svolgere correttamente la sua funzione. Il risultato è una progressiva secchezza oculare che, sul lungo periodo, può innescare la Sindrome dell’Occhio Secco.

Quali sono i sintomi della Sindrome dell’Occhio Secco?

I sintomi che il paziente sperimenta sono:

  • bruciore;
  • sensazione di corpo estraneo;
  • arrossamento;
  • fotofobia.

Come avviene il trattamento con luce pulsata?

Dopo aver applicato un apposito gel sulle palpebre del paziente e dopo avergli fatto indossare la mascherina, si procede al trattamento. Questo consiste nella somministrazione di una serie di impulsi luminosi intorno alla palpebra inferiore, dall’ interno dell’occhio verso l’esterno. Nelle 2 ore successive al trattamento, il paziente comincia ad avvertire una crescente sensazione di comfort, dovuta all’effetto benefico della luce pulsata sulle ghiandole di Meibomio.

Quali sono le caratteristiche del trattamento con luce pulsata per l’Occhio Secco?

Di seguito, le caratteristiche del trattamento:

  • è di breve durata;
  • è totalmente indolore;
  • il paziente può fare ritorno immediatamente alle sue attività quotidiane;
  • la sensazione di comfort è immediata;
  • le ghiandole di Meibomio vengono sbloccate e stimolate a secernere nuove sostanze lipidiche;
  • il beneficio è a lungo termine (mentre nel caso delle lacrime artificiali, per esempio, il beneficio è a breve termine).

Quante sedute sono necessarie per trarre il massimo beneficio dal trattamento con luce pulsata?

Il ciclo terapeutico prevede generalmente 3 sedute (il numero di sedute può variare in funzione delle necessità, stabilite dal medico), di solito una ogni 15 giorni. Sottoporsi a tutte le sedute con cadenza regolare non solo consente di trarre il massimo beneficio dalla terapia con luce pulsata, ma anche di raggiungere risultati stabili nel tempo. Ecco perché si consiglia di seguire l’intero protocollo e di rispettare i tempi consigliati dal medico.

Per sapere se il trattamento per la Sindrome dell’Occhio Secco con luce pulsata fa al caso tuo, è necessaria una visita oculistica approfondita e mirata. Sarà il medico, infatti, a consigliarti le opzioni di trattamento maggiormente idonee rispetto al tuo stato di salute oculare specifico.

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occhio secco e depressione - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Secondo diverse ricerche scientifiche vi sarebbe una correlazione diretta tra Sindrome dell’Occhio Secco e disturbi dell’umore, in primis ansia e depressione. Una correlazione “in entrata e in uscita”, dal momento che, se da un lato la patologia può innescare ansia e depressione, dall’altro è ugualmente confermato che sono gli stessi disturbi della sfera emotiva a causare, talvolta, la Sindrome dell’Occhio Secco. Tutto ciò mentre oggi una buona parte della comunità non scientifica tende a sottovalutare la patologia, manifestando talvolta una certa indifferenza nei confronti dello stato d’animo di chi ne soffre. Perché soffrire di Sindrome dell’Occhio Secco è decisamente molto spiacevole. E non sentirsi compresi ancor di più. Chi ne è affetto lo può senza alcun dubbio confermare.

La Sindrome dell’Occhio Secco può causare ansia e depressione

Secondo una ricerca scientifica pubblicata sulla rivista Nature, i pazienti affetti da Sindrome dell’Occhio Secco sono maggiormente a rischio di soffrire di disturbi dell’umore rispetto ai pazienti che non ne sono affetti. Statisticamente parlando, il rapporto di rischio è di 3 a 1, ovvero un paziente con Dry Eye Syndrome è 3 volte più a rischio degli altri di soffrire anche di disturbi della sfera emotiva. Questa percentuale sale se la sindrome è causata dal Morbo di Sjogren, una patologia infiammatoria autoimmune che colpisce le ghiandole esocrine causando una marcata disidratazione a più livelli.

Fonte: Nature.com

Un dato che non stupisce

L’oggettività del dato suggerito dalla ricerca scientifica sopracitata non ci stupisce. E’ facile comprendere quanto un paziente affetto dalla patologia possa andare incontro ad una sensazione di scoramento e di malumore che, proprio come la patologia, tendono a cronicizzarsi, trasformandosi in un atteggiamento costante e modificando il carattere di chi ne soffre anche in modo profondo. Non si dimentichi che i sintomi tipici della Sindrome non solo sono cronici e persistenti, ma difficilmente recedono a causa del circolo vizioso che si crea tra le cause scatenanti ed i danni causati sulla superficie oculare. Il risultato è un paziente con crescenti difficoltà anche nel compiere banali azioni quotidiane, come condurre un veicolo o leggere un giornale.

I disturbi dell’umore possono causare la Sindrome dell’Occhio Secco

Se è vero quanto sopra affermato, ovvero che la Sindrome dell’Occhio Secco può causare anche alcuni disturbi dell’umore, diversi studi scientifici di rilevanza internazionale hanno confermato anche l’esatto contrario. Com’è noto, tra i fattori di rischio della patologia troviamo la qualità dell’aria, l’esposizione al sole, l’uso di device elettronici, il fumo di sigaretta, l’utilizzo di lenti a contatto ed anche l’assunzione di alcuni farmaci. Tra questi figurano anche alcuni antidepressivi, la cui assunzione prolungata può compromettere l’equilibrio del film lacrimale e della superficie oculare innescando appunto la Sindrome dell’Occhio Secco.

Fonte: ncbi.nlh.nih.gov

Insomma, se assumere alcuni antidepressivi può causare la Sindrome dell’Occhio Secco, la successiva persistenza della Sindrome può rinforzare i sintomi depressivi innescando un circolo vizioso poco piacevole per il paziente.

Senza una terapia adeguata, la situazione non può che peggiorare

Qualunque sia l’origine della Sindrome dell’Occhio Secco, sottoporsi ad una visita specialistica e definire un piano di trattamento mirato può essere d’aiuto per contenere ed arrestare la fastidiosa sintomatologia che questa porta con sé. Oggi le nuove frontiere della terapia includono trattamenti d’avanguardia – come la luce pulsata –  in grado di offrire risultati concreti ed incoraggianti per chi è affetto dalla patologia.

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Occhio Secco Cause - CIOS Centro Italiano Occhio Secco

La Sindrome dell’Occhio secco è maggiormente nota per essere causata da sbalzi ormonali. E’ tipico il caso della donna che si appresta ad affrontare il periodo della menopausa e che va incontro ad una serie di disturbi tra i quali figura anche la secchezza oculare. Ma è bene ricordare che la secchezza oculare non è un semplice sintomo dell’età che avanza, è ben di più. Si tratta di una vera e propria patologia, le cui cause non si esauriscono negli ormoni “ballerini”. E allora, in merito all’occhio secco, le cause più comuni sono davvero note a tutti? Elenchiamo di seguito le 5 più frequenti.  

Top 5 delle cause dell’Occhio Secco

1 – La qualità dell’aria

I cambiamenti climatici, l’aumento delle temperature medie e dei livelli di particolato nell’aria inducono bruciore, secchezza oculare, sensazione di corpo estraneo e di fastidio. Chi abita in zone fortemente urbanizzate o industrializzate può andare incontro alla Sindrome dell’Occhio Secco anche in giovane e giovanissima età. Non a caso, la Sindrome dell’Occhio Secco può insorgere anche in età pediatrica.

2 – I device elettronici

L’uso massiccio dei device elettronici comporta una crescente abitudine alla visione ravvicinata a scapito di quella sulle lunghe distanze e un meno frequente ammiccamento delle palpebre. La conseguenza è una maggiore evaporazione del film lacrimale, con sintomi associati quali arrossamento ed affaticamento oculare e secchezza oculare.

3 – L’alimentazione

Al giorno d’oggi il tempo dedicato ai pasti, specie durante la settimana, si è ridotto notevolmente. Il risultato è un impoverimento della qualità generale dell’alimentazione, che finisce con il privilegiare cibi “veloci” a scapito di preparazioni fresche e di stagione. Avere un’alimentazione poco bilanciata a favore di carboidrati, affettati, carni rosse e bibite confezionate non aiuta l’apparato visivo a stare bene, ed anzi può predisporre verso alcune patologie oculari. Bere molta acqua e consumare molta frutta e verdura di stagione, al contrario, può mettere al riparo dai sintomi tipici della Sindrome dell’Occhio Secco. Perché per avere un occhio ben idratato è fondamentale che tutto il corpo sia ben idratato.

4 – Alcuni farmaci

Spesso si tende a pensare che un farmaco che si assume per trattare una determinata patologia “limiti” il suo raggio d’azione all’organo o disturbo per il quale è stato prescritto. Non sempre è così. Può capitare, infatti, che vi siano alcuni farmaci che predispongono alla Sindrome dell’Occhio Secco. La pillola anticoncezionale, la terapia ormonale sostitutiva (prescritta solitamente alle donne in menopausa) ed alcuni tranquillanti (per fare qualche esempio), possono innescare, come effetto collaterale, la Sindrome dell’Occhio Secco. Lo stesso vale per alcuni farmaci per cui non serve prescrizione medica, come alcuni anticongestionanti o antistaminici. Attenzione dunque a quali farmaci teniamo sul comodino e cautela nel fai da te: vale sempre il consiglio di consultare il medico.

5 – Le lenti a contatto

Le lenti a contatto rappresentano una grande comodità. Indossarle la mattina e svolgere tutte le incombenze quotidiane senza il pensiero degli occhiali è davvero comodo. Eppure, anche le lenti a contatto devono essere indossate con le dovute cautele, per non incorrere in alcuni sintomi sgradevoli, nonché causare la Sindrome dell’Occhio Secco.

cataratta e occhio secco - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Il notevole progresso tecnologico che negli ultimi decenni ha esercitato un’influenza positiva nel campo della chirurgia oftalmica. Insieme alla messa a punto di nuove tecniche d’esecuzione degli interventi, hanno segnato la svolta anche per quanto riguarda il trattamento della cataratta. Se a questo aggiungiamo il progressivo invecchiamento della popolazione mondiale ed il fatto che l’ingresso nell’età anziana slitta sempre più in avanti, non sarà difficile comprendere perché l’intervento di cataratta al giorno d’oggi è una procedura che possiamo definire di routine. Ma cosa succede però, al paziente che riceve una diagnosi di cataratta pur essendo affetto da Sindrome Dell’Occhio Secco? 

L’intervento di cataratta oggi è davvero di routine

Come anticipato, l’intervento di cataratta è oggi uno dei più praticati al mondo. E’ anche una delle procedure mediche con una percentuale di rischio intraoperatorio e postoperatorio tra le più basse in assoluto. L’intervento prevede che il cristallino naturale, in via di opacizzazione, sia rimosso. Per eseguire la rimozione si usa uno speciale strumento ad ultrasuoni, chiamato facoemulsificatore, che frantuma ed aspira il cristallino. In seguito, all’interno della capsula che conteneva il cristallino si inserisce una nuova lente intraoculare, o cristallino artificiale. Quest’ultimo è perfettamente trasparente e, ove necessario, può anche essere dotato di un potere diottrico coerente con le esigenze del paziente. E’ evidente quindi che l’intervento di cataratta offre al paziente una lunga lista di vantaggi:

  • permette di ripristinare la trasparenza del cristallino per tutta la durata della vita del paziente, tramite la sostituzione di quello naturale con uno artificiale;
  • permette di correggere i difetti visivi (miopia, astigmatismo, ipermetropia);
  • è di breve durata;
  • è indolore: sono sufficienti alcune gocce di collirio anestetico;
  • si esegue in day surgery: al termine dell’intervento si può far ritorno presso la propria abitazione.

L’intervento di cataratta ha controindicazioni?

L’intervento di cataratta non ha controindicazioni. Come qualunque intervento di chirurgia oftalmica, esso può portare ad un po’ di discomfort postoperatorio che include alcuni sintomi temporanei. Tra questi, un pò di fotofobia, arrossamento, sensazione di corpo estraneo ed un un calo dell’idratazione della superficie oculare.

Cataratta e occhio secco, che fare? Sarà lo specialista a fare le giuste valutazioni

Un paziente già affetto da Sindrome dell’Occhio Secco potrebbe risentire maggiormente dei sintomi post operatori che caratterizzano l’intervento di cataratta, ed in particolare dell’alterazione dell’idratazione della superficie oculare. Una situazione che va presa in esame dallo specialista che, dopo un’attenta valutazione dello stato di salute oculare del paziente, metterà a punto dei trattamenti pre e post operatori mirati. L’obiettivo, ripristinare il più possibile la corretta idratazione oculare. I pazienti affetti da Sindrome dell’Occhio secco possono quindi affrontare l’intervento dopo aver discusso con lo specialista e stabilito un iter da seguire durante tutto il percorso prima, durante e dopo l’intervento.

Prenota la tua visita oculistica specialistica

Non esitare a prenotare una visita oculistica specialistica per accertare il tuo stato di salute oculare e discutere con l’oculista la possibilità di affrontare l’intervento di cataratta e di gestire correttamente i sintomi della Sindrome dell’Occhio Secco.

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chirurgia refrattiva - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

La chirurgia refrattiva ha l’obiettivo di correggere uno o più difetti visivi. Le tecniche ad oggi maggiormente in uso sono la PRK e la Femto-Lasik. Due soluzioni egualmente valide ed efficaci per diverse tipologie di pazienti ed esigenze. Come si deve orientare il paziente con Sindrome dell’Occhio Secco che desideri avvicinarsi alla chirurgia refrattiva? E’ possibile sottoporsi a questo genere di intervento oppure è un sogno destinato a rimanere nel cassetto? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sul tema. 

Interventi di chirurgia oftalmica ed idratazione oculare

Gli interventi di chirurgia oftalmica possono includere qualche ripercussione temporanea sulla lacrimazione oculare. Non a caso dopo un intervento di chirurgia oftalmica può capitare che il medico prescriva, nell’ambito della terapia post operatoria, l’uso di un collirio. L’obiettivo, quello di ripristinare la corretta idratazione oculare nel minor tempo possibile e ridurre il discomfort post operatorio.

Primo passo verso la chirurgia refrattiva: fare tutte le valutazioni del caso

Decidere di operare un paziente che già a monte soffre di un disturbo di dislacrimia necessita una serie di attente valutazioni in virtù dell’ipersensibilità della superficie oculare del paziente, e del fatto che il suo film lacrimale non è del tutto integro. Ciò non significa che l’idea di avvicinarsi alla chirurgia refrattiva sia da scartare a priori, ma certamente che sia fondamentale fare tutte le valutazioni del caso. Ciascun paziente va esaminato singolarmente attraverso una serie di esami per verificare l’impatto della sindrome sul suo apparato visivo, l’entità dei suoi difetti visivi e la reale fattibilità dell’intervento.

Quale intervento di chirurgia refrattiva è maggiormente consigliato ad un paziente affetto da Sindrome dell’Occhio Secco?

Come anticipato in apertura, le tecniche in uso per quanto riguarda la chirurgia refrattiva sono la PRK e la Femto-LASIK. Si consideri che la PRK prevede un’ablazione piuttosto estesa e profonda della superficie corneale che, nel paziente affetto da Sindrome dell’Occhio Secco, potrebbe causare un ritardo nella riepitelizzazione e portare ad un discomfort post operatorio.

Lo screening preoperatorio è fondamentale

Obiettivo: arrivare all’intervento nel miglior stato di salute oculare possibile

Un primo passo da fare sarà naturalmente quello di prenotare una visita specialistica oculistica, che includerà, oltre ad un colloquio approfondito con il medico, anche una serie di test per valutare lo stato di salute dell’occhio. Tra questi citiamo il test di Shirmer, il test dell’osmolarità, il break-up-time test e l’ocular surface disease index. Sono tutti test utili per comprendere lo stato di salute della superficie oculare e l’integrità del film lacrimale.

Se il paziente intende avvicinarsi alla chirurgia refrattiva, il medico potrà valutare di trattare la patologia – con terapia o trattamenti mirati –  cercando di lenire le infiammazioni in atto e di reidratare quanto più possibile la superficie oculare. L’obiettivo, portare il paziente al giorno dell’intervento nel miglior stato di salute oculare possibile. Dalla salute dell’occhio possono infatti dipendere sia l’esito dell’intervento, sia la durata della guarigione.

 

luce pulsata - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

La scienza e la tecnologia applicate al settore della medicina e della chirurgia sono da sempre impegnate in un percorso incessante di studio e ricerca: l’obiettivo, quello di individuare soluzioni utili ed accessibili in grado di favorire il benessere della collettività. Un benessere che non si esaurisca nella sola cura delle patologie, ma che riguardi anche, ove possibile, la prevenzione ed il follow up. Questo discorso vale anche per la Sindrome dell’Occhio Secco, una patologia il cui bacino di diffusione, sia in termini numerici che demografici, sta aumentando di pari passo rispetto all’espansione di altri fenomeni ad essa strettamente collegati: l’uso dei device elettronici, il surriscaldamento globale, l’inquinamento dell’aria sono alcuni di essi.

Presso il CIOS la tecnologia è di casa

La Sindrome dell’Occhio Secco è, oggi, una patologia cronica finalmente riconosciuta ed accettata come tale da medici e specialisti di tutto il mondo. Se fino a pochi anni fa i sintomi della Sindrome dell’Occhio Secco erano interpretati come noiosi fastidi tipici delle donne in menopausa, oggi la patologia riveste un ruolo di primo piano nell’ambito dell’oftalmologia al pari di molte altre più note, come il glaucoma o la cataratta. Ne sono affette, infatti, persone di qualunque età, inclusi pazienti pediatrici. In questo contesto, il Centro Italiano Occhio Secco si pone come centro d’eccellenza votato alla cura dei pazienti affetti da Sindrome dell’Occhio Secco e si avvale delle più moderne tecnologie.

Tecnologie utili alla diagnosi dell’occhio secco

La tecnologia è presente durante tutta la fase diagnostica: si pensi all’uso della lampada a fessura, dell’interferometro e del Polaris CSO.

  • Lampada a fessura: serve per eseguire la biomicroscopia digitalizzata, un test che si effettua per osservare le strutture anteriori dell’occhio e della palpebra;
  • L’interferometro: si tratta di uno strumento non invasivo che permette di osservare la composizione delle lacrime. Grazie a questo esame, il medico può accertare la presenza o meno dello strato lipidico (fondamentale per una buona funzione della lacrima), la sua distribuzione e la sua collocazione precisa.
  • Polaris CSO: è un esame volto a valutare la qualità del film lacrimale, la sua composizione e la sua distribuzione a livello delle strutture oculari.

Luce pulsata e Lipiflow: tecnologie utili per la terapia dell’occhio secco

La tecnologia d’avanguardia si pone al servizio dei pazienti con Sindrome dell’Occhio Secco anche sul fronte della terapia. I due trattamenti ad apporto tecnologico dei quali oggi è possibile avvalersi, sono la luce pulsata ed il lipiflow.

  • Luce pulsata: presso il CIOS è possibile sottoporsi ad un trattamento a base di luce pulsata di ultima generazione pensato appositamente per i pazienti affetti da Sindrome dell’Occhio Secco. La soluzione prende il nome di Intense Regulated Pulsed Light, ed è un dispositivo di ultima generazione basato su una luce pulsata policromatica.
  • Lipiflow: si tratta di un trattamento a pulsazione termica, che abbina quindi meccanica e calore, per sbloccare i dotti delle ghiandole di Meibomio ostruiti.

Luce pulsata per il trattamento della Sindrome dell’Occhio Secco. L’Intense Regulated Pulsed Light

L’Intense Regulated Pulsed Light è un macchinario di ultima generazione presente solamente in pochi centri d’eccellenza ed utilizzato per trattare con successo la Sindrome dell’Occhio Secco causata da Meibonite. Grazie ad una speciale luce pulsata policromatica, le ghiandole di Meibomio vengono stimolate a riprendere la loro normale funzione. La seduta ha la durata di pochi minuti ed è indolore. Il paziente viene fatto accomodare su un lettino dopodichè vengono applicati alcuni flash luminosi a livello della palpebra inferiore, dall’interno verso l’esterno (dal naso verso la tempia). Per ottenere un risultato soddisfacente, si tenga presente che la terapia completa include 4 sedute durante le quali vengono trattati entrambi gli occhi. I trattamenti sono indolori, semplici da ricevere ed efficaci.

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occhio secco e trucco - Centro Italiano Occhio Secco

A proposito di occhio secco e trucco, nel corso di un convegno svoltosi a Roma nel 2019 la società scientifica Tear Film & Ocular Surface Society ha indicato, prove alla mano, alcuni fattori scatenanti la Sindrome dell’Occhio Secco. Tra questi, anche uno dei migliori amici delle donne: il mascara. 

Un convegno dedicato alle patologie della superficie oculare

Al convegno European TFOS Ambassador Meeting hanno preso parte alcuni tra i più noti e preparati medici, studiosi e ricercatori della superficie oculare. Tra i temi affrontati, le patologie che possono colpire questa delicatissima parte del nostro apparato visivo ma anche i fattori predisponenti ed i fattori di rischio di queste patologie. Durante i lavori è emerso chiaramente che la superficie oculare può essere colpita da alcune patologie croniche anche piuttosto gravi. E non solo: secondo uno studio presentato dalla Tear Film & Ocular Surface Society di Boston, vi sono anche alcune abitudini che possono predisporre allo sviluppo delle patologie della superficie oculare, non ultima la Dry Eye Syndrome – Sindrome dell’Occhio Secco.

Occhio secco e trucco: le conclusioni dello studio presentato dalla TFOS

Secondo lo studio TFOS Dews II presentato a Roma dalla TFOS, anche i cosmetici per il make-up degli occhi possono favorire l’insorgenza della Sindrome dell’Occhio Secco. Questo accade perchè alcune microparticelle di questi prodotti cosmetici potrebbero andare a depositarsi proprio sulla superficie oculare. La conseguenza è un’alterazione del naturale e corretto equilibrio del film idrolipidico che protegge questa parte del nostro apparato visivo.

Occhio secco e trucco: l’imputato numero uno è il mascara

Scovolino poco igienico e ingredienti non sempre sani possono favorire un impoverimento del film lacrimale

Lo studio su occhio secco e trucco ha sottolineato in particolare come il mascara sia uno dei prodotti che maggiormente possono compromettere l’equilibrio del film idrolipidico della superficie oculare. Questo accade perché lo scovolino del mascara già dopo alcune settimane di utilizzo comincia ad ospitare acari, batteri, residui di cellule morte e sebo. Si noti che questo accumulo di particelle è potenzialmente dannoso e poco igienico anche qualora ad utilizzare il mascara sia sempre la stessa persona.

Oltre alle ragioni igieniche sopra illustrate, gli studiosi hanno messo in evidenza la potenziale capacità irritativa del mascara e dei cosmetici più in generale, anche in virtù della presenza di alcuni ingredienti in grado di impoverire lo strato oleoso del film lacrimale. Un impoverimento che si traduce in una progressiva secchezza oculare ed in fenomeni irritativi che, sul lungo periodo, si possono aggravare e/o cronicizzare.

Non a caso, dunque, la Sindrome dell’Occhio Secco sarebbe maggiormente diffusa tra i pazienti di sesso femminile.

Consigli utili per contrastare l’impoverimento del film lacrimale

Alla luce di quanto emerso nel corso del convegno “European TFOS Ambassador Meeting”, possiamo dare ai nostri lettori (in questo caso alle nostre lettrici) alcuni consigli preziosi:

  1. Acquistate sempre cosmetici di buona qualità. Soffermatevi a leggere l’INCI di ciascun prodotto. I prodotti particolarmente ricchi di siliconi, parabeni e petrolati andrebbero, in generale, evitati. Da prediligere invece i prodotti a base di prodotti naturali;
  2. Non tenete i cosmetici nella vostra trousse per troppo tempo. Anche se non sono terminati, controllateli periodicamente e non conservateli per oltre 12 mesi;
  3. Struccatevi sempre molto bene prima di coricarvi, anche se vi sentite davvero stanche;
  4. Se usate le lenti a contatto, non fatevi prendere dalla pigrizia, ma toglietele prima di coricarvi;
  5. Non prestate i vostri cosmetici (mascara, eye liner, ombretti, ma anche spugnette o pennellini per il trucco) ad altre persone.

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Per saperne di più o prenotare un appuntamento presso il Centro Italiano Occhio Secco, potete contattarci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 1970.

 

 

La Sindrome dell’Occhio Secco non è una condizione da accettare passivamente. Al contrario, è una patologia che va prima di tutto indagata ed accertata, e poi opportunamente trattata. Dovete sapere, prima di tutto, che la diagnosi non si effettua solamente con un colloquio e con l’osservazione esterna. Al contrario, esistono degli strumenti diagnostici capaci di individuarla con precisione. Ecco quali sono. 

Diagnosi della Sindrome dell’Occhio Secco. Gli strumenti

La diagnosi certa è il primo passo per cominciare a stare meglio

Il Centro Italiano Occhio Secco è dotato di una serie di apparecchiature per la diagnosi precisa della Sindrome dell’Occhio Secco. Ottenere la diagnosi non vuol dire avere la certezza che si è affetti da una patologia della quale sarà difficile liberarsi. Anzi, significa intraprendere un percorso di controllo e di cura della patologia. Insomma, si tratta del primo passo verso una qualità di vita decisamente migliore, dal momento che chi ne é affetto sa bene quanto i sintomi possano talvolta rivelarsi limitanti.

Ecco dunque gli strumenti per la diagnosi della Sindrome dell’Occhio Secco

Di seguito vi illustreremo gli strumenti ed i test per la diagnosi della Sindrome dell’Occhio Secco.

  1. Biomicroscopia digitalizzata: è un test che prevede l’osservazione delle strutture anteriori dell’occhio e della palpebra ed eventualmente si può effettuare la colorazione del film lacrimale, con l’obiettivo verificare lo stato di salute della cornea, delle palpebre e della congiuntiva.
  2. Meibografia: è un esame che consente di valutare lo stato di salute delle Ghiandole di Meibomio, alcune tra le ghiandole secretorie che garantiscono la giusta lubrificazione all’occhio. Il loro ruolo è quello di secernere la componente lipidica delle lacrime, quindi sono molto importanti nel processo di lubrificazione oculare oltre a limitare l’evaporazione della parte acquosa. Spesso, la Sindrome dell’Occhio Secco è causata da un’ostruzione di queste ghiandole.
  3. Interferometria del film lacrimale: l’interferometro è uno strumento non invasivo che permette di osservare la qualità delle lacrime, e quindi la loro composizione. Sarà possibile accertare la presenza o meno dello strato lipidico, la sua distribuzione e collocazione sulle strutture anteriori dell’occhio.
  4. Polaris CSO: anche questo esame per la diagnosi della Sindrome dell’Occhio Secco è fondamentale per valutare la qualità del film lacrimale, la sua composizione e la sua distribuzione a livello delle strutture oculari.
  5. Test di osmolarità: in questo caso, si analizza un campione del film lacrimale del paziente. L’obiettivo è accertare il livello di osmolarità, ovvero di tonicità del film lacrimale. Più questo è alto, più la Sindrome è avanzata.
  6. Test dell’infiammazione: è un test che si effettua prelevando un piccolo campione di lacrime dal bordo inferiore congiuntivale del paziente.
  7. Test di Schirmer: questo test prevede che si applichi una strisciolina di una speciale carta assorbente nella parte inferiore dell’occhio, a livello del bordo inferiore congiuntivale. Il paziente deve poi chiudere gli occhi. Il livello di idratazione dell’occhio determinerà il livello di imbibimento della carta.

 

E’ possibile prenotare un appuntamento presso il Centro Italiano Occhio Secco chiamando dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 1970.