occhio secco e sonno - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Occhio secco e sonno, esiste un legame? Come abbiamo avuto più volte occasione di ripetere sulle pagine di questo magazine, la Sindrome dell’Occhio Secco può influire notevolmente sulla qualità di vita di chi ne è affetto. I sintomi che tipicamente accompagnano la patologia possono, infatti, complicare lo svolgimento di molte attività, sia sul lavoro che per quanto riguarda la vita sociale, gli hobby e il tempo libero. Ma la sindrome non si manifesta solamente durante il giorno: diversi team di ricercatori hanno infatti indagato il legame che sussiste tra Sindrome dell’Occhio Secco e riposo notturno.

Sindrome dell’Occhio Secco e sonno, qual è il legame

Le ricerche scientifiche condotte per valutare il legame tra Sindrome dell’Occhio Secco e sonno hanno consentito di stabilire che si tratta di un legame bidirezionale. O meglio, di un vero e proprio circolo vizioso. Infatti, se i disturbi del sonno influenzano il benessere oculare, si può dire anche l’esatto contrario. Ovvero, che i disturbi oculari (secchezza, bruciore, sensazione di corpo estraneo) pregiudicano la qualità del sonno.

Cosa dice la scienza

Cominciamo subito da un dato: i pazienti affetti da Sindrome dell’Occhio Secco dormono meno. E non solo: i disturbi del sonno affliggono i pazienti con Occhio Secco dal 15% al 64% in più rispetto a chi non ce l’ha. Una percentuale decisamente elevata che ci fa subito comprendere come sia stretto il legame tra Occhio Secco e sonno.

La durata minore del sonno pregiudica a sua volta la qualità del sonno. Si dorme poco e male, insomma. Di conseguenza, spesso durante il giorno si sperimentano sonnolenza, irritabilità, difficoltà nel porre la giusta attenzione nelle varie attività quotidiane.

Gli scienziati hanno indagato anche i cambiamenti nella qualità e quantità del film lacrimale nei soggetti affetti da un’alterazione dei corretti cicli di sonno e veglia.

Effettivamente, dati alla mano, una scarsa qualità del sonno si riflette negativamente su più fronti

  • pregiudica l’efficienza del sistema immunitario
  • aumenta la sensibilità al dolore
  • può peggiorare il quadro della sintomatologia della Sindrome dell’Occhio Secco

Ma non solo. Possono entrare in gioco anche altre patologie, a loro volta causate oppure esacerbate dal circolo vizioso che alimenta una inadeguata qualità del sonno ed i sintomi tipici correlati alla secchezza oculare.

Tra queste patologie menzioniamo dunque la Sindrome di Sjogren, ma anche disturbi dell’umore, ansia e depressione. Da non trascurare, infine, i disturbi che interessano il sistema cardiocircolatorio, spesso legati a una qualità del sonno non ottimale.

Prendersi cura della propria salute oculare per interrompere il circolo vizioso

Alla luce di quanto descritto sopra, è facile comprendere l’importanza di prendersi cura della propria salute oculare. La Sindrome dell’Occhio Secco è una patologia che forse più di molte altre tende a cronicizzarsi. Recarsi presso uno specialista in materia è fondamentale per predisporre un percorso di cura mirato e personalizzato.

Curare la sindrome dell’Occhio Secco per dormire meglio

Oggi le cure per la Sindrome dell’Occhio Secco sono innumerevoli. Si va dalle lacrime artificiali sino a protocolli di cura che vedono l’impiego di tecnologie di ultima generazione, come la luce pulsata. In ogni caso, e qualunque sia la causa che ha innescato la sindrome, è fondamentale strutturare un piano terapeutico personalizzato ed orientato a raggiungere un risultato di benessere oculare che perduri nel tempo.

In questo modo sarà anche possibile cominciare a riposare meglio e disinnescare il circolo vizioso che tiene strettamente legati secchezza oculare ed una compromessa qualità del sonno.

Vuoi saperne di più?

Chiamaci: siamo a tua disposizione da lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 1970 o scrivici a info@centroitalianoocchiosecco.it.

 

occhio secco e stress - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Abbiamo avuto modo di ripetere diverse volte sulle pagine di questo magazine che i fattori scatenanti la Sindrome dell’Occhio Secco sono davvero innumerevoli e trasversali. Genere, età, patologie pregresse, assunzione di farmaci, inquinamento, menopausa, uso prolungato di lenti a contatto, tipo di lavoro svolto e molto altro. Ma qual è il legame tra occhio secco e stress? Possiamo considerare lo stress come fattore determinante  dell’esordio e xdella progressione dalla patologia? Essere stressati può causare l’Occhio Secco o peggiorarne la sintomatologia?

Occhio Secco e stress: un circolo vizioso da non sottovalutare

Ebbene, lo stress può essere al contempo causa e conseguenza della Sindrome dell’Occhio Secco. Un vero e proprio circolo vizioso che è fondamentale (e non sempre facile) disinnescare. Ma in che modo?

La Sindrome dell’Occhio Secco è una patologia cronica e per certi aspetti invalidante. Invalidante perché preclude a chi ne è affetto la libertà di godere appieno di alcuni momenti della vita. Momenti all’aria aperta, viaggi in aereo, giornate trascorse in spiaggia, ma anche lunghe permanenze in ambienti come uffici o sale riunioni… l’insidia è sempre dietro l’angolo. La qualità dell’aria, le polveri sottili, il sole, il vento, la sabbia… l’occhio di chi è affetto dalla sindrome ha una sensibilità molto marcata. E può andare incontro ad arrossamento, bruciore, iperlacrimazione nelle occasioni più svariate. Di conseguenza stress, tensione nervosa, ansia e persino depressione possono diventare la spiacevole compagnia di chi è affetto dalla Sindrome dell’Occhio Secco.

I farmaci per il benessere emotivo possono provocare un impoverimento del film lacrimale

Qualora si cerchi di gestire la propria salute emotiva con l’aiuto dei farmaci, è possibile innescare una cronicizzazione nonché una recrudescenza dei sintomi. Questo accade perché alcuni farmaci ansiolitici o antidepressivi sono di fatto responsabili di una disidratazione e di un impoverimento del film lacrimale. Lasciando il paziente in balia di un vero e proprio circolo vizioso, dove disturbi oculari e malessere emotivo si alternano e spesso si accavallano in modo davvero spiacevole.

occhio secco e stress - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Come interrompere il legame causa effetto tra occhio secco e stress?

Spesso si tratta di un legame stretto e difficile da interrompere. Le strade da intraprendere dunque saranno due:

  1. interpellare un medico oculista specializzato nella sindrome dell’Occhio Secco. Si occuperà di diagnosticare la patologia individuando le cause che l’hanno innescata, e indicando il percorso terapeutico più idoneo per controllarla e curarla efficacemente sul lungo periodo (potrà essere un ciclo di sedute di luce pulsata, una terapia farmacologica o altro).
  2. sarà poi utile rivolgersi anche ad uno specialista per quanto riguarda i sintomi della sfera emotiva, con cui fare un percorso riabilitativo, basato su colloqui o su farmaci che tengano conto dello stato di salute visiva del paziente.

Centro Italiano Occhio Secco: competenza medica e la giusta dose di empatia

Essere affetti da sindrome dell’occhio secco non è facile. E’ una patologia che mette a dura prova non solo il benessere oculare, ma anche la sfera emotiva di chi ne è affetto. Che spesso finisce col sentirsi frustrato, triste e incompreso. Presso il Centro Italiano Occhio Secco opera un team di medici oculisti specializzati nel trattamento della sindrome e dei suoi sintomi. Medici competenti ma al contempo dotati della giusta empatia. Specialisti che sapranno indirizzarti verso i percorsi terapeutici migliori dandoti al contempo l’appoggio e la comprensione che forse altrove fatichi a trovare.

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sindrome dell'occhio secco curiosità - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

La Sindrome dell’Occhio Secco è spesso sottovalutata e confusa con un disturbo transitorio di secchezza oculare. In realtà è una vera e propria patologia, che nasconde insidie e fastidi che vanno ben oltre la semplice sensazione di mancata idratazione oculare. Approfittiamo di questa considerazione per conoscere qualche curiosità sul tema e sfatare qualche falso mito, a beneficio di chi soffra di secchezza oculare ma non abbia mai avuto modo di approfondire l’argomento. 

3 falsi miti sulla Sindrome dell’Occhio Secco

1 – La Sindrome dell’Occhio Secco non sempre causa secchezza oculare

Cominciamo subito con una curiosità che forse vi lascerà un po’ basiti. Nonostante si chiami Sindrome dell’Occhio Secco, la patologia non porta sempre con sé una marcata secchezza oculare. Anzi. Chi ne soffre potrebbe sperimentare una certa iperlacrimazione. Ma com’è possibile? Accade perché le lacrime, impoverite della loro parte lipidica, si ritrovano ad essere marcatamente acquose. E non riescono ad esercitare la naturale funzione di lubrificazione, andando di fatto disperse al di fuori dell’occhio.

La diagnostica ci viene in aiuto per confermare la presenza della patologia

Nel caso di un sintomo insolito o che non comprendiamo, rivolgiamoci ad un oculista specialista. Per valutare la qualità delle lacrime ed il livello di secchezza oculare vi sono oggi diversi test diagnostici particolarmente validi. Tra questi, menzioniamo il test di Schirmer e la biomicroscopia digitalizzata.

Il falso mito: pensare che tutte le persone affette da Sindrome dell’Occhio Secco producano meno lacrime di chi non lo è.

2 – La terapia per la Sindrome dell’Occhio Secco non è una soltanto

La Sindrome dell’Occhio Secco è una patologia multifattoriale. Questo significa che le cause della Sindrome dell’Occhio Secco possono essere più d’una. Talvolta pesa maggiormente il fattore ormonale, altre volte quello ambientale, altre volte ancora l’assunzione di farmaci o una patologia autoimmune preesistente… tIl mix di fattori ed il loro peso è differente da individuo a individuo. Pertanto non è possibile trattare la patologia sempre allo stesso modo.

Anche in questo caso, la diagnostica è fondamentale per comprendere la causa della patologia

Alcuni test diagnostici sono molto utili per individuare o escludere una o l’altra causa della Sindrome dell’Occhio Secco. La meibografia, ovvero l’esame che si occupa di valutare lo stato di salute delle ghiandole di Meibomio, è uno di questi. Naturalmente, è compito dello specialista eseguirli ed interpretarli correttamente, nel contesto di una visita oculistica specialistica per la Sindrome dell’Occhio Secco.

Il falso mito: pensare che la cura d’elezione della Sindrome dell’Occhio Secco sia data dalle lacrime artificiali e dai colliri reidratanti. Al contrario, ad ogni possibile causa corrisponderà un percorso terapeutico differente e personalizzato.

3 – La Sindrome dell’Occhio Secco può manifestarsi ad ogni età

Questa curiosità sulla Sindrome dell’Occhio Secco è molto interessante, ed è importante che anche i genitori ne vengano a conoscenza. Negli ultimi anni si sono verificati diversi casi di Sindrome dell’Occhio Secco anche in età pediatrica ed evolutiva. La forte dipendenza da schermi elettronici, la qualità dell’aria, una dieta poco varia e ricca di frutta e verdura, e le allergie preesistenti possono innescare la sindrome anche in giovane età.

Aiutare il bambino a ritrovare il suo benessere oculare è fondamentale

Per crescere al meglio sia nella famiglia, che nell’apprendimento scolastico, così come nell’ambito della socializzazione, i bambini hanno bisogno di stare bene. Per aiutare il bambino a ritrovare il suo benessere globale e a coltivare la giusta dose di sicurezza in se stesso e di autostima, la famiglia è fondamentale. Così come lo sono il pediatra e gli specialisti. Ed è proprio la giusta sinergia tra famiglia e specialisti nella diagnosi e cura della Sindrome dell’Occhio Secco la chiave di volta per trattare con successo il disturbo anche nei più piccoli.

Il falso mito: pensare che l’Occhio Secco colpisca solo gli adulti.

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L’iperlacrimazione è un disturbo oculare che, se persiste nel tempo, può diventare una compagnia decisamente sgradita e fastidiosa. Le cause che la possono innescare sono differenti: allergie, congiuntiviti, difetti visivi non corretti o corretti erroneamente, ptosi della palpebra inferiore e altre. Aggiungiamo all’elenco anche la Sindrome dell’Occhio Secco. Ma come? Direte voi. E’ possibile soffrire di iperlacrimazione e di secchezza oculare al tempo stesso? Ebbene si. Vediamo come e perché.

Che cosa si intende per iperlacrimazione

Noi tutti la chiamiamo iperlacrimazione o lacrimazione eccessiva, ma il termine medico è epifora. Lungo la parte interna del bordo palpebrale si trovano le ghiandole di Meibomio. Queste ghiandole sono deputate alla secrezione delle lacrime, che sono composte da un mix di acqua, lipidi e proteine. Il film lacrimale secreto dalle ghiandole di Meibomio esercita una preziosa azione di difesa delle strutture oculari da parte degli agenti esterni: esso infatti mantiene pulita, protetta e ben idratata la superficie oculare.

Fanno parte di questo importante meccanismo di idratazione e lubrificazione anche il dotto nasolacrimale ed il sacco lacrimale. A volte questo sistema non funziona correttamente o non riesce a svolgere la sua funzione a causa di alcuni agenti esterni o patologie oculari. Accade allora che le lacrime si disperdano al di fuori degli occhi: è questa l’iperlacrimazione.

Come accennato in apertura, le cause possono essere innumerevoli:

  • allergie o congiuntiviti, che irritano l’occhio innescando un’alterazione della quantità del film lacrimale;
  • infezioni batteriche o virali;
  • problemi oculari di tipo estetico e funzionale, come la ptosi del bordo palpebrale inferiore;
  • intasamento del sistema di drenaggio delle lacrime verso il naso;
  • ammiccamento insufficiente;
  • alterazione della qualità del film lacrimale che, se impoverito della sua parte lipidica, non riesce a distribuirsi in modo omogeneo.

L’epifora può essere anche causata da un trauma, da una patologia non oculare transitoria o autoimmune (sinusite o Sindrome di Sjogren, solo per fare qualche esempio), o dall’assunzione di determinati farmaci in modo prolungato nel tempo (cortisonici, chemioterapici….)

La visita oculistica specialistica è fondamentale per individuare l’origine dell’iperlacrimazione così come il percorso terapeutico mirato per le proprie esigenze di salute visiva.

Sintomi che si accompagnano all’epifora

L’epifora talvolta si presenta come sintomo isolato e del tutto transitorio, altre volte invece è accompagnata da altri disturbi e permane nel tempo. Tra i sintomi che possono accompagnarla citiamo:

  • fotofobia
  • arrossamento oculare
  • prurito e bruciore oculare
  • sensazione di corpo estraneo

In commercio vi sono innumerevoli farmaci da banco ad azione lenitiva di questi sintomi. Alcuni sono a base di camomilla o malva, altri a base di acido ialuronico o altri principi attivi naturali. Può trattarsi di colliri o salviette per la pulizia oculare. Questi farmaci sono spesso di grande aiuto, ma prima di acquistarli si consiglia sempre di chiedere il parere del medico: somministrarli in modo autonomo senza conoscere l’origine dell’iperlacrimazione può causare anche un peggioramento dei sintomi. Che sul lungo periodo potrebbero diventare ancor più difficili da eradicare.

Iperlacrimazione e Sindrome dell’Occhio Secco

Tra le cause della iperlacrimazione abbiamo menzionato anche l’alterazione della qualità del film lacrimale. La Sindrome dell’Occhio Secco si caratterizza per un’alterata qualità del film lacrimale che, impoverito della sua parte lipidica, non riesce a distribuirsi correttamente sulla superficie oculare e si disperde al di fuori di essa. Ma non solo. Più le lacrime si fanno “povere” e marcatamente acquose, più l’occhio perde la sua naturale idratazione e più cercherà di produrne di nuova, per compensare la perdita. Per questo motivo una lacrimazione abbondante può essere uno dei sintomi distintivi della Sindrome dell’Occhio Secco.

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Vuoi prenotare una visita oculistica specialistica per la Sindrome dell’Occhio Secco? Chiamaci: siamo a tua disposizione da lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 1970 o scrivici a info@centroitalianoocchiosecco.it.

 

curare occhio secco - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

L’Occhio Secco è una patologia che, se trascurata, può diventare difficile da gestire e persino invalidante. Chi ne è affetto sa che è un problema spiacevole interrotto da brevi e illusori momenti di sollievo, capace di ripresentarsi improvvisamente in tutta la sua asprezza. Grazie ad alcune piccole accortezze, è possibile tuttavia prolungare notevolmente i momenti di benessere, godendone e traendone beneficio il più possibile. Vediamo dunque come curare l’occhio secco in modo efficace.

La Sindrome dell’Occhio Secco: innumerevoli cause, diverse terapie

La Sindrome dell’Occhio Secco è una patologia che colpisce ampie porzioni di popolazione in tutto il mondo. La sua vasta diffusione è dovuta alla multifattorialità che ne determina l’esordio. Se per alcuni pazienti la radice della patologia è da individuare in cause di tipo ormonale, per altri invece l’Occhio Secco è scatenato da fattori ambientali o comportamentali. E poiché le cause possono essere differenti ed in varia combinazione tra di loro, anche le terapie per la Sindrome dell’Occhio Secco sono diverse.

Si sente spesso parlare dell’importanza dell’aderenza alla terapia per ciò che concerne i modi ed i tempi di somministrazione delle cure mediche. Anche nel caso delle terapie per l’Occhio Secco, aderire ai protocolli indicati dallo specialista è la chiave per il buon esito dei trattamenti.

Curare l’occhio secco con costanza

Ad oggi Lipiflow e Luce Pulsata sono tra i trattamenti per la cura dell’Occhio Secco capaci di restituire risultati tangibili e durevoli ad una vasta gamma di pazienti. Tuttavia, la Sindrome dell’Occhio Secco è una patologia subdola ed insidiosa. Essa è capace di ripresentarsi a più riprese non appena si abbassa la guardia. Con una recrudescenza dei sintomi da non sottovalutare.

Non è infrequente che già dopo la prima seduta di trattamento il paziente ritrovi uno stato di benessere capace di indurlo all’ottimismo ed al buonumore. Uno “stato di grazia” sicuramente apprezzabile, che ci dà la misura dell’efficacia dei trattamenti oggi in uso per la cura della Sindrome dell’Occhio Secco. Ma è proprio quando si comincia a trarre i primi benefici che si tende ad allentare l’impegno, posticipando e diradando gli appuntamenti rispetto alla cadenza indicata dallo specialista.

Al contrario, proseguire la terapia seguendo con rigore i modi e i tempi prescritti è fondamentale non solo per la riuscita del protocollo di cura, ma anche per prolungare la durata dei suoi effetti sul lungo periodo. Il segreto dunque risiede nella costanza e nella consapevolezza di avere a che fare con una patologia che, proprio come un circolo vizioso, non esiterà a ripresentarsi non appena ne trova l’occasione.

No ai trattamenti fai da te

Un’altra osservazione fondamentale da fare riguarda l’abitudine sbagliata di eseguire piccole autodiagnosi e di recarsi in farmacia per acquistare farmaci da banco. Sfortunatamente, alla base della Sindrome dell’Occhio Secco c’è un insieme di meccanismi particolarmente delicato e suscettibile verso i quali si sconsiglia di agire in autonomia. Anche il più blando farmaco da banco può rivelarsi un’arma a doppio taglio, scatenando un effetto boomerang decisamente insidioso e difficile da gestire in seconda battuta. Dunque, il consiglio è quello di chiedere sempre consiglio allo specialista anche qualora si decida di ricorrere ad un prodotto apparentemente innocuo o privo di effetti collaterali.

Vuoi saperne di più?

Vuoi conoscere più da vicino i migliori trattamenti per la cura della Sindrome dell’Occhio Secco? Chiamaci: siamo a tua disposizione da lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 63611970 o scrivici a info@centroitalianoocchiosecco.it.

occhio secco e menopausa - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Con l’arrivo della menopausa, il corpo della donna va incontro ad una serie di cambiamenti anche di un certo rilievo. Un vero e proprio uragano di sintomi non sempre piacevoli, che investono spesso anche la sfera emotiva. Tra questi, sudorazione notturna, vampate di calore, palpitazioni, vertigini e molti altri. Anche l’apparato visivo è colpito dalle manifestazioni tipiche di questo periodo così delicato della vita della donna. Approfondiamo dunque il tema del rapporto esistente tra Occhio Secco e menopausa, e vediamo quali possono essere le strade da intraprendere per ritrovare il proprio benessere oculare. 

Climaterio e menopausa: cosa sono

Climaterio e menopausa sono i termini con i quali si indica l’insieme di manifestazioni fisiche ed emotive che conducono al termine del periodo fertile della donna. Nello specifico, il climaterio include 3 momenti, chiamati premenopausa, menopausa e postmenopausa. Durante la premenopausa cominciano a manifestarsi i primi sintomi che indicano che le ovaie stanno cominciando a cessare la loro funzionalità. La premenopausa può durare diversi anni. Ad essa fa seguito la menopausa, periodo durante il quale le mestruazioni scompaiono. A questo periodo fa seguito la post menopausa. Durante l’intero processo si verifica un progressivo calo di estrogeni nel sangue.

Occhio Secco e Menopausa: i sintomi

Durante la menopausa e la post menopausa la donna sperimenta alcuni sintomi da disidratazione. Si tratta di sintomi connessi al calo di estrogeni nel sangue. Tra questi menzioniamo la secchezza vaginale, la disidratazione cutanea e, non ultimo, la secchezza oculare. Anche gli occhi, infatti, risentono notevolmente delle modificazioni ormonali poste in essere da questo delicato periodo della sfera femminile. La letteratura scientifica ha posto in correlazione il calo di estrogeni alla cheratocongiuntivite secca, ovvero alla Sindrome dell’Occhio Secco. 

Il calo di estrogeni porta ad una evaporazione del film lacrimale con conseguente comparsa di un insieme di sintomi quali:

  • sensazione di secchezza oculare;
  • iperlacrimazione;
  • bruciore;
  • arrossamento;
  • sensazione di corpo estraneo;
  • fotofobia.

Alla lunga, e qualora non si intervenga, questi sintomi tendono a diventare cronici, innescando un vero e proprio circolo vizioso spesso esacerbato dall’uso non oculato dei farmaci da banco.

I farmaci da banco, gli idratanti oculari e le lacrime artificiali possono essere d’aiuto. Ma al fine di evitare uno sgradevole “effetto boomerang” vanno somministrati sempre dietro consiglio del proprio oculista e seguendo la posologia prescritta. 

Dott. Giuseppe di Meglio, Medico Oculista esperto in Sindrome dell’Occhio Secco presso il Centro Italiano Occhio Secco.

Possibilità di trattamento

E’ molto importante intervenire non appena i sintomi della Sindrome dell’Occhio Secco cominciano a manifestarsi. L’avanzare del tempo tende a peggiorare il quadro clinico e ad esporre l’occhio ad altri disturbi causati proprio dall’impoverimento del film lacrimale, come cheratiti e congiuntiviti.

Terapia sostitutiva ormonale

La Sindrome dell’Occhio Secco innescata dall’alterazione degli equilibri ormonali va trattata con le dovute attenzioni, rivolgendosi tanto al proprio ginecologo di fiducia, quanto al proprio oculista specializzato in secchezza oculare. Alcune ricerche scientifiche hanno evidenziato come la terapia sostitutiva ormonale possa essere d’aiuto nel migliorare il quadro clinico della Sindrome. Assumere estrogeni aiuta la produzione di lacrime ed è utile a controllare tutti gli altri sintomi tipici della patologia. Ma non solo: gli studiosi hanno sottolineato come anche i livelli di prolattina e di testosterone influiscano sull’alterazione del film lacrimale.

Colliri e farmaci per uso topico

Si consideri, peraltro, che oltre agli sbalzi ormonali, anche la riduzione di produzione di collagene e di acido ialuronico tipica dell’età avanzata può essere un fattore predisponente allo sviluppo della Sindrome dell’Occhio Secco. Oltre alla terapia sostitutiva ormonale, sarà dunque utile somministrare dei colliri a base di acido ialuronico. Chiedere consiglio allo specialista è d’obbligo.

Trattamento a base di luce pulsata per un beneficio sul lungo periodo

Infine, molto utili si sono rivelati i trattamenti a base di luce pulsata. I rimedi per uso topico sono efficaci ma che regalano una sensazione di benessere sul breve periodo. Al contrario, la luce pulsata è in grado di offrire uno stato di benessere oculare sul lungo periodo. Agendo sulle ghiandole di Meibomio, il trattamento con luce pulsata favorisce il ripristino del corretto equilibrio del film lacrimale, con particolare riferimento alle sue componenti lipidiche.

L’efficacia della luce pulsata è comprovata scientificamente. Oltre a ripristinare il corretto funzionamento delle ghiandole di Meibomio, regala una piacevole sensazione di comfort oculare e di benessere psicofisico ai pazienti che vi si sottopongono.

Dott. Giuseppe di Meglio, Medico Oculista esperto in Sindrome dell’Occhio Secco presso il Centro Italiano Occhio Secco.

Altri consigli utili sul tema occhio secco e menopausa

Si consiglia di seguire sempre con precisione le terapie prescritte dai propri medici avendo cura di rispettare i tempi di somministrazione così come i dosaggi. Evitare di abusare con il “fai da te”, cercare di limitare l’uso di lenti a contatto e bere molta acqua sono altresì di grande aiuto per migliorare il quadro clinico tipico della Sindrome dell’Occhio Secco. Ancora, si consiglia di riposare adeguatamente ed avere una dieta sana e varia, assumendo anche alimenti che contengono estrogeni naturali. Tra questi citiamo l’olio di oliva, le olive, le ciliegie, i broccoli, le uova, le cipolle rosse, i fagioli, il cavolfiore.

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occhio secco e vacanze - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Finalmente il conto alla rovescia per le vacanze estive è terminato e il giorno della partenza è imminente. Ci aspettano momenti di relax e divertimento, ma siamo consapevoli che la Sindrome dell’Occhio Secco potrebbe darci qualche fastidio. D’altronde, tra cambiamenti climatici e d’abitudini, i nostri occhi sono spesso i primi a farne le spese. Insomma, il binomio occhio secco e vacanze non è sempre dei più felici. Vediamo dunque qualche consiglio utile per partire in serenità mettendo in atto i giusti accorgimenti per prendersi cura del proprio benessere oculare anche lontano da casa. 

Prima di partire per le vacanze

Prima di partire per le vacanze estive si consiglia di consultare il proprio specialista. Sarà lui a suggerire, oltre alla terapia già in corso per il trattamento della Sindrome dell’Occhio Secco, qualche buon prodotto reidratante da viaggio. Abbinare alla terapia ordinaria già prescritta qualche prodotto che sia d’aiuto durante le vacanze è utile, ma è sempre meglio chiedere consiglio a chi ci ha in cura, al fine di evitare di innescare uno sgradito effetto boomerang. E di tornare a casa in preda ad una recrudescenza dei sintomi.

Come comportarsi durante il viaggio

I fastidi derivanti dal binomio occhio secco e vacanze cominciano già durante il tragitto verso la meta prescelta. Chi è affetto dalla Sindrome dell’Occhio Secco sa bene che bastano piccoli cambiamenti nella propria routine per innescare numerosi sintomi caratterizzanti la patologia ed il circolo vizioso che spesso ne consegue. Attenzione dunque a treni e aerei, all’interno dei quali l’aria condizionata non è modulabile secondo le nostre esigenze. All’interno delle cabine di questi mezzi di trasporto, l’aria è spesso secca e non è escluso che sia carica di polvere e pulviscolo. Il consiglio è quello di viaggiare con una mascherina per gli occhi sottomano se si tratta di spostamenti lunghi. Se invece si tratta di brevi tragitti, conviene tenere in borsa delle salviettine oculari ad azione detergente ed idratante e un collirio decongestionante monodose.

Piccoli accorgimenti una volta giunti presso il proprio alloggio

Una volta giunti a destinazione e preso possesso dell’alloggio, assicuratevi che questo sia ben pulito. Fate circolare l’aria e rimuovete tappeti e tessili non necessari. I tessili possono essere ricettacolo di particelle inquinanti e di polvere, spesso messi in circolo dai filtri dei sistemi di condizionamento. Se alloggiate in un albergo, chiedete che siano rimossi dalla vostra stanza. Se invece avete preso un appartamento in affitto, non dovrete far altro che spostarli, riponendoli in un armadio o una cassapanca. Abbiate cura di arieggiare gli ambienti ogni mattina, così da garantire un buon ricambio d’aria.

Occhio secco e vacanze: come comportarsi durante la permanenza presso la propria destinazione

Mare, montagna, lago, città d’arte? Ogni destinazione presenta le sue insidie. Se in spiaggia sabbia e vento possono essere particolarmente insidiosi per chi è affetto da Sindrome dell’Occhio Secco, la città d’arte può presentare livelli di PM10 più alti di quelli a cui solitamente siamo esposti. Attenzione poi agli sbalzi termici, ai quali è facile esporsi se si esce nelle ore più calde della giornata. Si consiglia dunque di proteggere sempre gli occhi da vento, sole intenso, agenti inquinanti ed irritanti indossando degli occhiali da sole protettivi, e di assumere molti liquidi nell’arco della giornata, così da reidratare il corpo e l’apparato visivo in questi momenti così delicati.

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secchezza oculare e cambiamenti climatici - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Il nostro pianeta è vivo e soggetto a continui cambiamenti. Le attività umane ne sono in gran parte responsabili. La conseguenza più evidente di questi cambiamenti è forse il cosiddetto surriscaldamento globale, che ha determinato alcuni fenomeni climatici talvolta anche estremi e sbalzi termici inusuali. E non solo: le attività industriali di alcune zone molto sviluppate contribuiscono a mettere in circolo elevate dosi di particolato. Si tratta di un mix di particelle inquinanti sia solide che gassose che si muove nell’atmosfera, che può avere conseguenze negative sulla salute dell’apparato respiratorio, della pelle e degli occhi. In particolare, la Sindrome dell’Occhio Secco è una patologia che è andata via via diffondendosi sempre di più anche a causa del particolare contesto climatico nel quale oggi viviamo. Scopriamo assieme in che modo la patologia può essere conseguenza di questo stato delle cose.

Salute umana e cambiamenti climatici

La connessione tra cambiamenti climatici e salute umana non è un’ipotesi empirica ma è, anzi, avvalorata da diversi studi scientifici. E’ provato scientificamente, infatti, che l’inquinamento atmosferico e l’innalzamento delle temperature hanno causato un aumento della morbilità di alcune patologie e la nascita di altri disturbi sino a prima inesistenti. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, tra il 2030 e il 2050 le patologie legate ai cambiamenti climatici causeranno 250mila decessi l’anno.

Sindrome dell’Occhio Secco e cambiamenti climatici

La Sindrome dell’Occhio Secco è una patologia oculare che può colpire indistintamente uomini, donne e bambini. Tra le cause che la possono scatenare troviamo fattori ormonali, legati all’età, al luogo dove si vive, alla professione che si esercita, ai farmaci che si assumono. E’ una patologia ad ampia diffusione che interessa ampia parte della popolazione mondiale.

Anche i cambiamenti climatici citati in apertura ne sono responsabili. L’impoverimento della qualità dell’aria, la diminuzione dell’umidità, l’aumento della temperatura, l’uso ed abuso di sistemi di condizionamento e di riscaldamento dell’aria e la presenza del sopracitato particolato, che aumenta nei periodi di siccità, possono innescare una serie di sintomi tipici.

Tra questi citiamo:

  • arrossamento
  • bruciore
  • sensazione di corpo estraneo
  • iperlacrimazione
  • secchezza oculare
  • fotofobia

Si tratta di un insieme di disturbi irritativi che mettono a repentaglio il benessere della superficie oculare, alterando il naturale equilibrio del film lacrimale. Disturbi che, a lungo andare, possono cronicizzarsi, sfociando nella Sindrome dell’Occhio Secco. 

Molto spesso è proprio il clima in cui viviamo, assieme all’aria che respiriamo, ad essere il responsabile della Sindrome dell’Occhio Secco. E poiché le manifestazioni climatiche non dipendono da noi, l’unica opportunità per disinnescare il circolo vizioso dei sintomi caratterizzanti la Sindrome è quella di rivolgersi ad un team di specialisti esperti nel settore.

Come trattare la secchezza oculare con successo

La Sindrome dell’Occhio Secco oggi è una patologia trattabile con successo a patto che si conosca con precisione la sua causa scatenante. Il primo passo è evitare l’uso di farmaci da banco in totale autonomia: affidarsi alla guida ed alle indicazioni di uno specialista è cruciale per evitare di andare incontro ad una progressiva recrudescenza della patologia. Poiché, come detto, le cause della Sindrome dell’Occhio Secco possono essere innumerevoli, la diagnostica riveste un ruolo fondamentale. Se per la Sindrome dell’Occhio Secco causata da Meibomite il lipi flow si rivela prezioso, per esempio, potrà non essere lo stesso qualora le cause siano di tipo ambientale.

Individuare le cause che hanno innescato la patologia consente di mettere a punto un protocollo di trattamento mirato rispetto alle proprie esigenze. Un percorso mirato capace di restituire risultati concreti, tangibili e durevoli sul lungo periodo. Ancora una volta, dunque, il consiglio è quello di rivolgersi ad un medico oculista specializzato nella Sindrome dell’Occhio Secco.

Vuoi saperne di più?

Presso il Centro Italiano Occhio Secco è a tua disposizione un team di specialisti nella diagnosi e nel trattamento della secchezza oculare cronica. Anche causata da fattori di tipo ambientale. Vi troverai un team di professionisti dotati di grande competenza e straordinaria professionalità, strumenti diagnostici d’avanguardia e tutti i migliori trattamenti ad ogni disponibili. Chiamaci: siamo a tua disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 63611970 o scrivici a info@centroitalianoocchiosecco.it.

occhio secco luce pulsata - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

La Sindrome dell’Occhio Secco è una patologia oculare ben definita che può portare chi ne è affetto ad uno stato di malessere oculare intenso e persistente. Nonostante la sua sintomatologia sia chiara e tutto sommato simile per tutti i pazienti, non si può dire lo stesso delle sue cause. Una delle cause possibili della Sindrome è la meibomite, oggi trattabile efficacemente con la Luce Pulsata. Conosciamo più da vicino sia la causa, che il trattamento. 

Cosa sono le ghiandole di Meibomio

La meibomite, nota anche come blefarite posteriore, è un disturbo oculare che causa un’infiammazione del bordo palpebrale in corrispondenza delle ghiandole di Meibomio. Le ghiandole di Meibomio sono deputate alla secrezione di alcune preziosissime sostanze lipidiche presenti nelle lacrime. Grazie a loro, il film lacrimale mantiene il giusto equilibrio tra parte acquosa e parte lipidica e riesce a svolgere perfettamente il suo ruolo di protezione della superficie oculare nei confronti delle insidie esterne.

Cos’è la Meibomite

Può capitare che le ghiandole di Meibomio vadano incontro ad una disfunzione. La disfunzione delle ghiandole può avvenire in due modalità. Si può verificare un’iposecrezione oppure un’ipersecrezione del materiale lipidico normalmente secreto. L’iposecrezione può essere dovuta a cause ostruttive o a farmaci. L’ipersecrezione invece ad alterazioni di origine dermatologica. In entrambi i casi, il malfunzionamento della ghiandole di Meibomio può sfociare in un’alterazione del film lacrimale. Tale alterazione, qualora non trattata opportunamente, può cronicizzarsi e sfociare in una secchezza oculare patologica: la Sindrome dell’Occhio Secco.

Come trattare l’Occhio Secco causato da Meibomite

Prima di avvicinarsi all’idea di ricorrere alla luce pulsata per trattare la Sindrome dell’Occhio Secco, è fondamentale eseguire una visita specialistica ed un percorso diagnostico mirato. La luce pulsata ha infatti una comprovata ed elevata efficacia – anche sul lungo periodo – nel caso in cui la patologia sia causata da una disfunzione delle ghiandole di Meibomio.

Qualora invece le cause siano individuabili altrove (patologie autoimmuni, patologie infettive, cause ormonali ed endocrinopatie, solo per fare qualche esempio), le terapie efficaci saranno altre. Individuare la causa della patologia è il primo passo per pianificare il corretto iter terapeutico che restituisca risultati soddisfacenti sul lungo periodo.

Come funziona la luce pulsata

La luce pulsata – o Luce Pulsata Intensa Regolata è un trattamento messo a punto per lenire e correggere i fenomeni infiammatori causati dalla disfunzione delle ghiandole di Meibomio. Il trattamento consente di ristabilire il corretto funzionamento delle ghiandole e di restituire, di conseguenza, il naturale equilibrio idro-lipidico al film lacrimale. L’iter terapeutico si articola in una serie di sedute (solitamente 3, a 15 giorni l’una dall’altra). E’ totalmente indolore e, anzi, dà un’immediata e piacevole sensazione di comfort oculare a chi vi si sottopone. Il beneficio del trattamento è sempre a lungo termine.

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miopia occhio secco covid - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Abbiamo più volte parlato del cambiamento di abitudini posto in essere dalla pandemia da Coronavirus. Nuove routine nate dall’esigenza di svolgere la maggior parte delle nostre mansioni dalla nostra abitazione. Studio, lavoro, intrattenimento hanno assunto contorni inediti, costringendoci ad usufruire maggiormente delle moderne tecnologie ed a prendere le misure rispetto ad un nuovo modo di vivere la nostra socialità. E non solo. Le poche occasioni che questo nuovo stile di vita ci ha offerto per lasciare le mura domestiche, hanno fatto sì che la mascherina chirurgica diventasse un accessorio imprescindibile e, nostro malgrado, irrinunciabile. Ma in che modo questo ha influito sul nostro benessere oculare? Quali sono i disturbi visivi e le patologie esacerbate dall’uso prolungato dei device elettronici e delle mascherine chirurgiche? Approfondiamo assieme l’argomento, con particolare riferimento al legame tra miopia, Occhio Secco e Covid. 

Occhio Secco e Covid: “colpa” della mascherina?

Alle già note cause della Sindrome dell’Occhio Secco (predisposizione genetica, cause ambientali, qualità dell’aria, inquinamento, abitudini e stili di vita, oscillazioni ormonali, fumo, assunzione di farmaci, sesso), oggi se ne aggiunge oggi un’altra: l’uso della mascherina. Un dispositivo più che mai fondamentale, del quale in ogni caso oggi non è possibile fare a meno, per non mettere a repentaglio la nostra salute così come quella della comunità in cui viviamo.

La Sindrome dell’Occhio Secco indotta dall’uso prolungato della mascherina chirurgica oggi ha un nome: MADE

Secondo le più recenti ricerche scientifiche, l’uso della mascherina chirurgica sarebbe legato ad un aumento dell’incidenza della Sindrome dell’Occhio Secco. A tal punto che gli esperti hanno coniato l’espressione Mask-Associated Dry Eye (abbreviata in MADE) per riferirsi a questa evenienza. Secondo i risultati emersi da una ricerca pubblicata nel settembre del 2020 a cura del Centre for Ocular Research & Education (CORE) della School of Optometry and Vision Science dell’Università di Waterloo, in Canada, chi indossa a lungo la mascherina chirurgica è maggiormente propenso a sviluppare la Sindrome dell’Occhio Secco.

Come si sviluppa la Sindrome dell’Occhio Secco da mascherina chirurgica

Quando respiriamo all’interno della mascherina, l’aria che emettiamo attraverso naso e bocca sale verso gli occhi. E’ come se avessimo un piccolissimo ventilatore costantemente puntato sugli occhi, che porta il film lacrimale – che solitamente mantiene la superficie oculare ben lubrificata ed umida – ad evaporare maggiormente. Come conseguenza, si tende a percepire una sensazione di marcata secchezza, con arrossamento, bruciore e sensazione di corpo estraneo. Come sempre, si sconsiglia di sfregarsi gli occhi, dal momento che le mani non lavate possono peggiorare lo stato infiammatorio e causare a loro volta nuovi stati patologici. Ma anche perché il Covid si può contrarre anche attraverso la congiuntiva.

Indossare la mascherina: una responsabilità personale e sociale

Nonostante la mascherina chirurgica possa in alcuni casi inasprire i sintomi dell’Occhio Secco, è davvero fondamentale indossarla sempre. Non si dimentichi che la mascherina è indispensabile per proteggere noi stessi così come coloro che ci circondano dal Covid19 ma anche da tante altre patologie virali.

Miopia e Covid: qual è il legame?

La miopia è il difetto visivo più diffuso al mondo. Già prima della diffusione della pandemia da coronavirus, in innumerevoli studi scientifici si sottolineava il legame tra l’uso intensivo dei device elettronici ed il peggioramento della miopia. Un peggioramento che interessa in particolar modo le giovani generazioni sempre più interconnesse e sempre meno intente a trascorrere del tempo di qualità all’aria aperta. La progressiva dilatazione degli anni trascorsi sui libri rispetto a quanto accadeva pochi decenni fa ha evidentemente fatto il resto. Una situazione che porta l’occhio a disabituarsi alla visione da lontano a scapito di quella da vicino, innescando un peggioramento della miopia. O una sua insorgenza nei soggetti predisposti.

Con l’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus, l’esigenza di dover ricorrere allo smart working ed alla didattica a distanza e le lunghe ore trascorse tra le mura domestiche sono state, di fatto, la leva per un ulteriore peggioramento di quella che gli esperti hanno definito la “pandemia” da miopia.

Da fare:

  • tenere sempre sottomano una soluzione oculare idratante o delle salviette oftalmiche rinfrescanti, da usare esclusivamente con le mani ben pulite;
  • non mancare ai propri appuntamenti con l’oculista;
  • umidificare opportunamente l’ambiente nel quale si soggiorna;
  • fare le opportune pause dallo studio o dal lavoro, alzandosi dalla scrivania e volgendo lo sguardo fuori dalla finestra (un esercizio rilassante per gli occhi e per la mente);
  • non mancare ai propri appuntamenti con l’oculista, rivolgendosi ad uno specialista esperto in Sindrome dell’Occhio Secco;
  • indossare correttamente la mascherina, sempre ed anche in presenza dei sintomi sopra descritti. Al fine di limitare la sintomatologia connessa alla secchezza oculare può essere d’aiuto far aderire molto bene la mascherina sul naso. Inoltre, a chi porta gli occhiali si consiglia di cercare di far poggiare gli occhiali sopra l’estremità superiore della mascherina, e non viceversa;
  • volendo, valutare un intervento di chirurgia refrattiva, per poter fare a meno di lenti ed occhiali e correggere i propri difetti visivi.

Vuoi saperne di più?

Il Centro Italiano Occhio Secco è a tua disposizione. Ti accoglieremo in un ambiente cordiale perfettamente in linea con le ultime direttive anti COVID in fatto di igiene e sanificazione degli ambienti, così come di tutela della tua salute e di quella di tutto il nostro staff. Chiamaci dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 1970.