occhio secco e sport - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Occhio secco e sport, esiste un legame di causa effetto tra i due? Capita spesso di interrogarsi sulle abitudini alimentari o lavorative che possono influenzare il nostro stato di salute oculare. E’ intuitivo ed abbastanza comune, difatti, immaginare che un’alimentazione sbilanciata a favore di grassi, fritti o cibi stagionati, la poca propensione a mantenersi idratati oppure lunghi periodi trascorsi dinanzi ai device elettronici possano appesantire il corpo e in qualche modo la vista. Ma fino a che punto siamo certi che praticare della sana attività fisica possa influenzare positivamente chi è affetto da Sindrome dell’Occhio Secco? Oggi la scienza ci fornisce finalmente una risposta definitiva sul tema. 

Non solo medicina: anche l’attività fisica è un toccasana per la salute oculare

I sintomi che maggiormente disturbano in maniera ricorrente chi è affetto da Sindrome dell’Occhio Secco sono bruciore oculare, iperlacrimazione o secchezza, sensazione di corpo estraneo, fotofobia. Sintomi che accomunano una persona su tre al mondo complice, come accennato, l’aumento delle ore trascorse quotidianamente a video. Se di per sé questo status quo sembra essere poco incoraggiante, oggi la scienza ci offre uno spiraglio di ottimismo. 

L’esercizio fisico, anche se praticato blandamente per qualche ora la settimana, è davvero un toccasana a tuttotondo. Tenersi in movimento aiuta a tenere alto il tono dell’umore e di avere un occhio di riguardo verso la linea. Ma non solo. Consente di favorire una maggiore ossigenazione dei tessuti, prevenendo l’insorgenza delle patologie legate all’invecchiamento cellulare e allo stress ossidativo. Per quanto riguarda la salute oculare, per esempio, è dimostrato che l’attività fisica può aiutare a prevenire l’insorgenza della cataratta o della Degenerazione Maculare Senile. Nei bambini, invece, è un’ottima attività preventiva contro l’insorgenza e la progressione della miopia.

Occhio Secco e sport: cosa dice la scienza

Ed ecco dunque la news: secondo una ricerca recentemente condotta dagli studiosi dell’Università di Waterloo e pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Experimental Eye Research, praticare un po’ di esercizio fisico con regolarità aiuta a lenire e tenere a bada i sintomi tipici della Sindrome dell’Occhio Secco. Migliorando il quadro clinico di chi soffre dalla patologia.

In che modo? Secondo gli studiosi, un’ora di attività fisica aerobica (corsa, jogging, ma anche cyclette e tapis roulant, sci di fondo, ma anche una partita di pallone, nel caso dei più giovani o giovanissimi) aiuta a migliorare la qualità così come la quantità di film lacrimale. Abbiamo citato i bambini con riferimento alla miopia. Ebbene, l’American Academy of Pediatrics ha recentemente lanciato un allarme a tutti i genitori, consigliando di limitare le ore che i piccoli trascorrono davanti a videogiochi o altri strumenti elettronici: gli esperti hanno sottolineato come l’uso intensivo di questi passatempi di ultimissima generazione è anche causa di Sindrome dell’Occhio Secco nei bambini.

Ma l’esercizio fisico da solo non basta

è sempre bene rivolgersi ad uno specialista nella Sindrome dell’Occhio Secco

Naturalmente, sarebbe impensabile aspettarsi dall’esercizio fisico, blando o intenso che sia, un miglioramento drastico e radicale del quadro clinico. La Sindrome dell’Occhio Secco è molto più insidiosa di quanto si possa pensare e spesso presenta recidive inaspettate: per questa ragione consigliamo sempre di rivolgersi ad un team di specialisti esperti nel trattamento della sindrome. Per trattare opportunamente la patologia, infatti, è fondamentale partire da un percorso diagnostico accurato e personalizzato. Se la patologia è sempre più o meno uguale a se stessa, non possiamo affermare lo stesso delle cause che l’hanno innescata. E proprio dalle cause dipenderà il protocollo di trattamento personalizzato ed idoneo per ciascun paziente.

Un approccio globale alla Sindrome dell’Occhio Secco

Alla luce di quanto or ora affermato, si evince che la Sindrome dell’Occhio Secco richiede un trattamento globale, attento e puntuale. Tra gli “ingredienti” fondamentali per gestire e superare la sua fastidiosa sintomatologia troviamo:

  • una dieta ricca e varia, che includa molta acqua oltre a frutta e verdura di stagione (non si dimentichi che l’alterazione dello stato di salute del microbioma intestinale si riflette sulla qualità del film lacrimale)
  • qualche ora la settimana di esercizio aerobico
  • l’adesione precisa e costante all’eventuale terapia prescritta dallo specialista

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Per trattare in modo incisivo e globale la Sindrome dell’Occhio Secco è impossibile prescindere da uno specialista. Prenota oggi stesso una visita specialistica presso il Centro Italiano Occhio Secco. Il nostro centralino è a tua disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 1970. Oppure scrivici a info@centroitalianoocchiosecco.it.

 

 

 

sintomi occhio secco - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

La Sindrome dell’Occhio Secco è una vera e propria patologia. La secchezza oculare raramente è un disturbo isolato e temporaneo. La sua caratteristica è quella di rinnovarsi nel tempo, acutizzandosi e portando con sé una serie di altri disturbi poco graditi. Specie se il quadro clinico non è preso in esame da uno specialista e trattato di conseguenza. Ma quali sono i sintomi dell’occhio secco? Come riconoscerli?

Sintomi dell’Occhio Secco: quali sono?

Il primo, e naturalmente il più evidente tra i sintomi, è la secchezza oculare. Qualcuno potrà pensare che si tratti tutto sommato di un sintomo scontato. Ma non sempre è così. Al contrario, può capitare che l’Occhio Secco si manifesti attraverso una marcata ed abbondante iperlacrimazione. Questo accade perché l’impoverimento della componente lipidica del film lacrimale porta ad una prevalenza della parte acquosa. Che, rimasta priva del suo naturale sostegno, si disperde al di fuori dell’occhio.

Attenzione a non confondere i sintomi dell’occhio secco con quelli (molto simili) di tipo allergico

Tra gli altri sintomi della Sindrome dell’Occhio Secco menzioniamo bruciore e arrossamento, ma anche prurito e sensazione di corpo estraneo. Chi sperimenta per la prima volta questo genere di sintomi spesso li confonde o li interpreta erroneamente come una possibile reazione allergica. Ma vi sono alcune differenze:

  1. nel caso di una reazione allergica, una volta trattata la sintomatologia e allontanato l’allergene, il sintomo non fa più ritorno;
  2. i farmaci da banco possono essere d’aiuto nel caso di una reazione allergica, mentre nel caso della Sindrome dell’Occhio Secco è possibile che inducano un inasprimento dei sintomi (specie se i farmaci sono acquistati senza il consiglio del medico);
  3. nel caso della Sindrome dell’Occhio Secco, i sintomi fanno ritorno periodicamente e talvolta inaspettatamente, diventando di fatto cronici e sempre più fastidiosi, ove non trattati.

Un altro sintomo dell’Occhio Secco da menzionare è la fotofobia. Chi è affetto dalla patologia soffre di un marcato fastidio nei confronti della luce intensa. Infine, un altro tra i più comuni sintomi dell’Occhio Secco è la difficoltà ad aprire gli occhi al mattino. Poiché la notte non si compie l’atto involontario di ammiccamento, l’occhio fatica ancor di più a mantenere la sua superficie idratata.

Abbiamo descritto i sintomi più comuni della Sindrome dell’Occhio Secco. Com’è facile notare, alcuni sono apparentemente banali e sicuramente tutti noi li abbiamo sperimentati almeno una volta nella vita. Tuttavia, è la loro presenza simultanea, in abbinamento alla loro recrudescenza nel tempo, a far assumere al quadro clinico i contorni di una vera e propria patologia.

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Se pensi di essere affetto da Sindrome dell’Occhio Secco, prenota una visita specialistica presso il Centro Italiano Occhio Secco. Il nostro centralino è a tua disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 1970. Oppure scrivici a info@centroitalianoocchiosecco.it.

 

lacrime artificiali - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

La Sindrome dell’Occhio Secco è molto diffusa. Le ragioni sono da individuare nella multifattorialità che ne determina la comparsa. Cause di tipo ambientale, ormonale, legate agli stili di vita, ai farmaci assunti, all’alimentazione… una moltitudine di ragioni che innesca una marcata – ma soprattutto cronica – secchezza oculare. La quale, accompagnata da altri sintomi, diviene ben presto poco tollerabile. In questo contesto le lacrime artificiali possono rivelarsi un valido aiuto per lenire i sintomi. Ma non tutti i prodotti sono uguali. E non sempre, da soli, sono sufficienti a gestire la Sindrome dell’Occhio Secco con successo.

Lacrime artificiali, un ottimo trattamento “di prima linea” per l’Occhio Secco

Come accennato in apertura, le lacrime artificiali sono particolarmente utili nell’aiutare lenire la sintomatologia tipica dell’Occhio Secco. Ma da sole non sono sempre risolutive. Non a caso, sono considerate un ottimo trattamento “di prima linea”, ma non come protagoniste di un percorso terapeutico capace di restituire il benessere oculare nel lungo periodo. La scienza medica ha messo a disposizione altri protocolli di trattamento da affiancare alle lacrime artificiali. Ci riferiamo ai farmaci per uso topico o sistemico, ma anche a innovative soluzioni come i trattamenti a base di luce pulsata. Naturalmente, è lo specialista di volta in volta a stabilire la terapia adeguata per ciascun paziente.

Essendo annoverate tra i farmaci da banco, le lacrime artificiali sono spesso acquistate ed usate senza prestare troppa attenzione ai modi ed ai tempi di somministrazione. Una scelta dettata comprensibilmente dall’insofferenza rispetto alla secchezza ed al bruciore oculare, ma che spesso può restituire un vero e proprio effetto boomerang, finendo con l’esacerbare la sintomatologia.

I vantaggi delle lacrime artificiali

I pazienti affetti da disturbi della superficie oculare o da Sindrome dell’Occhio Secco tendono ad auto somministrare volentieri le lacrime artificiali. D’altronde, si tratta di prodotti particolarmente vantaggiosi: l’applicazione topica è molto semplice, e dona uno stato di benessere decisamente rapido.

Prodotti a base acquosa o lipidica?

Ma veniamo ora al cuore del nostro argomento. Quali sono le lacrime artificiali maggiormente indicate per chi soffre di Sindrome dell’Occhio Secco? Ebbene, in commercio si trovano sia prodotti a base acquosa che prodotti a base lipidica. Come sappiamo, le nostre lacrime sono composte da una parte acquosa e una lipidica. Le due tipologie di lacrime artificiali che ci accingiamo ad illustrare sono concepite proprio per colmare la carenza di una o dell’altra componente.

Lacrime artificiali a base acquosa

Le lacrime artificiali a base acquosa sono spesso indicate dagli oftalmologi per chi è affetto da Sindrome dell’Occhio Secco. Questi prodotti, com’è facile intuire, aumentano l’idratazione della superficie oculare. La loro particolare formulazione – solitamente basata su macromolecole capaci di rendere il prodotto maggiormente viscoso – prolungano nel tempo la sensazione di rinnovata idratazione. Ma non solo: essendo così formulate, riescono altresì ad esercitare un’azione protettiva nei confronti della superficie oculare. Tra i principi attivi più comunemente presenti in questo genere di prodotti menzioniamo l’acido ialuronico, la gomma di xantano e altri.

Lacrime artificiali a base lipidica

Le lacrime artificiali a base lipidica (detta anche lipoidali) sono invece pensate per ripristinare la perdita di componente lipidica che, venendo meno, ha determinato un impoverimento della qualità complessiva del film lacrimale. Ripristinare la componente lipidica consente di ridurre, di conseguenza, anche l’evaporazione della parte acquosa delle lacrime. Addirittura, alcuni studi scientifici hanno evidenziato come il volume lacrimale complessivo tenda ad aumentare con la somministrazione di lacrime a base lipidica,

Quali scegliere dunque?

Gli oftalmologi e specialisti in Sindrome dell’Occhio Secco concordano sul fatto che il protocollo terapeutico ideale (sempre di prima linea, naturalmente) dovrebbe prevedere la somministrazione di entrambe le tipologie di lacrime artificiali. In questo modo si ottiene un miglioramento del quadro clinico del paziente affetto da Sindrome dell’Occhio Secco. E anche, al contempo, un ritrovato benessere oculare del paziente.

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Chiamaci: siamo a tua disposizione dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 1970 o scrivici a info@centroitalianoocchiosecco.it.

 

 

 

occhio secco e stress - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Abbiamo avuto modo di ripetere diverse volte sulle pagine di questo magazine che i fattori scatenanti la Sindrome dell’Occhio Secco sono davvero innumerevoli e trasversali. Genere, età, patologie pregresse, assunzione di farmaci, inquinamento, menopausa, uso prolungato di lenti a contatto, tipo di lavoro svolto e molto altro. Ma qual è il legame tra occhio secco e stress? Possiamo considerare lo stress come fattore determinante  dell’esordio e xdella progressione dalla patologia? Essere stressati può causare l’Occhio Secco o peggiorarne la sintomatologia?

Occhio Secco e stress: un circolo vizioso da non sottovalutare

Ebbene, lo stress può essere al contempo causa e conseguenza della Sindrome dell’Occhio Secco. Un vero e proprio circolo vizioso che è fondamentale (e non sempre facile) disinnescare. Ma in che modo?

La Sindrome dell’Occhio Secco è una patologia cronica e per certi aspetti invalidante. Invalidante perché preclude a chi ne è affetto la libertà di godere appieno di alcuni momenti della vita. Momenti all’aria aperta, viaggi in aereo, giornate trascorse in spiaggia, ma anche lunghe permanenze in ambienti come uffici o sale riunioni… l’insidia è sempre dietro l’angolo. La qualità dell’aria, le polveri sottili, il sole, il vento, la sabbia… l’occhio di chi è affetto dalla sindrome ha una sensibilità molto marcata. E può andare incontro ad arrossamento, bruciore, iperlacrimazione nelle occasioni più svariate. Di conseguenza stress, tensione nervosa, ansia e persino depressione possono diventare la spiacevole compagnia di chi è affetto dalla Sindrome dell’Occhio Secco.

I farmaci per il benessere emotivo possono provocare un impoverimento del film lacrimale

Qualora si cerchi di gestire la propria salute emotiva con l’aiuto dei farmaci, è possibile innescare una cronicizzazione nonché una recrudescenza dei sintomi. Questo accade perché alcuni farmaci ansiolitici o antidepressivi sono di fatto responsabili di una disidratazione e di un impoverimento del film lacrimale. Lasciando il paziente in balia di un vero e proprio circolo vizioso, dove disturbi oculari e malessere emotivo si alternano e spesso si accavallano in modo davvero spiacevole.

occhio secco e stress - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Come interrompere il legame causa effetto tra occhio secco e stress?

Spesso si tratta di un legame stretto e difficile da interrompere. Le strade da intraprendere dunque saranno due:

  1. interpellare un medico oculista specializzato nella sindrome dell’Occhio Secco. Si occuperà di diagnosticare la patologia individuando le cause che l’hanno innescata, e indicando il percorso terapeutico più idoneo per controllarla e curarla efficacemente sul lungo periodo (potrà essere un ciclo di sedute di luce pulsata, una terapia farmacologica o altro).
  2. sarà poi utile rivolgersi anche ad uno specialista per quanto riguarda i sintomi della sfera emotiva, con cui fare un percorso riabilitativo, basato su colloqui o su farmaci che tengano conto dello stato di salute visiva del paziente.

Centro Italiano Occhio Secco: competenza medica e la giusta dose di empatia

Essere affetti da sindrome dell’occhio secco non è facile. E’ una patologia che mette a dura prova non solo il benessere oculare, ma anche la sfera emotiva di chi ne è affetto. Che spesso finisce col sentirsi frustrato, triste e incompreso. Presso il Centro Italiano Occhio Secco opera un team di medici oculisti specializzati nel trattamento della sindrome e dei suoi sintomi. Medici competenti ma al contempo dotati della giusta empatia. Specialisti che sapranno indirizzarti verso i percorsi terapeutici migliori dandoti al contempo l’appoggio e la comprensione che forse altrove fatichi a trovare.

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Chiamaci: siamo a tua disposizione da lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 1970 o scrivici a info@centroitalianoocchiosecco.it.

secchezza oculare tre rimedi - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Com’è noto, la Sindrome dell’Occhio Secco è stata spesso sottovalutata e confusa con un disturbo passeggero. Qualcosa di gestibile in modo autonomo con qualche farmaco da banco. Nel tempo, però, si è compreso che quella secchezza oculare transitoria e passeggera, in realtà potrebbe essere qualcosa di ben più complesso ed insidioso. Che va valutato ed affrontato con l’aiuto di uno specialista.

Il panorama delle terapie per la secchezza oculare cronica e patologica – ovvero la Sindrome dell’Occhio Secco – è molto vasto. Le diverse opportunità di trattamento dipendono dalle cause  della patologia. Sta dunque allo specialista indicare l’iter terapeutico più corretto per ciascun caso. Insomma, se la sintomatologia può sembrare sempre più o meno uguale, non possiamo dire lo stesso delle cause che risiedono a monte e dei percorsi terapeutici da intraprendere. Detto questo, elenchiamo a titolo informativo alcune tra le terapie maggiormente in uso per la cura della Sindrome dell’Occhio Secco.

Secchezza oculare cronica: terapia farmacologica

La terapia farmacologica è molto in uso per il trattamento della secchezza oculare cronica. Si tratta per lo più di farmaci anti infiammatori da assumere per via orale o da somministrare in modalità topica. I principi attivi sono differenti. La ricerca scientifica non cessa di indagare la correlazione tra ciascuno di essi ed i possibili effetti benefici a livello di qualità del film lacrimale e di benessere della superficie oculare. Molto incoraggianti sono i risultati restituiti dalla terapia con anti infiammatori su base ormonale. Ottimi riscontri provengono anche dai colliri arricchiti con trealosio, dei quali abbiamo già avuto modo di parlare in questo magazine.

La pulsazione termica con Lipiflow

La pulsazione termica è un trattamento altamente efficace per secchezza oculare e Sindrome dell’Occhio Secco causate da Meibomite. Laddove le ghiandole di Meibomio non riescano a svolgere la loro funzione correttamente e vadano incontro ad occlusione ed infiammazione, la pulsazione termica è sempre una delle scelte d’elezione. Il trattamento con pulsazione termica per la Sindrome dell’Occhio Secco riesce ad offrire al paziente una sensazione di ritrovato comfort oculare sempre molto gradita. E non solo. La sua efficacia è notevole, a tal punto che spesso la sintomatologia si risolve. 

La luce pulsata

La terza terapia per la secchezza oculare cronica e patologica è la luce pulsata. Molto in uso in ambito estetico, la luce pulsata trova impiego anche in medicina. Il dispositivo progettato per trattare la Sindrome dell’Occhio Secco è ad alto apporto tecnologico nonché unico nel suo genere. Oltre a regalare una notevole sensazione di sollievo e di benessere oculare, il trattamento è altamente efficace già dalla prima somministrazione e consente di trattare con successo la Sindrome dell’Occhio Secco anche sul lungo periodo.

Vuoi conoscere più da vicino le terapie per la secchezza oculare?

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sindrome dell'occhio secco curiosità - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

La Sindrome dell’Occhio Secco è spesso sottovalutata e confusa con un disturbo transitorio di secchezza oculare. In realtà è una vera e propria patologia, che nasconde insidie e fastidi che vanno ben oltre la semplice sensazione di mancata idratazione oculare. Approfittiamo di questa considerazione per conoscere qualche curiosità sul tema e sfatare qualche falso mito, a beneficio di chi soffra di secchezza oculare ma non abbia mai avuto modo di approfondire l’argomento. 

3 falsi miti sulla Sindrome dell’Occhio Secco

1 – La Sindrome dell’Occhio Secco non sempre causa secchezza oculare

Cominciamo subito con una curiosità che forse vi lascerà un po’ basiti. Nonostante si chiami Sindrome dell’Occhio Secco, la patologia non porta sempre con sé una marcata secchezza oculare. Anzi. Chi ne soffre potrebbe sperimentare una certa iperlacrimazione. Ma com’è possibile? Accade perché le lacrime, impoverite della loro parte lipidica, si ritrovano ad essere marcatamente acquose. E non riescono ad esercitare la naturale funzione di lubrificazione, andando di fatto disperse al di fuori dell’occhio.

La diagnostica ci viene in aiuto per confermare la presenza della patologia

Nel caso di un sintomo insolito o che non comprendiamo, rivolgiamoci ad un oculista specialista. Per valutare la qualità delle lacrime ed il livello di secchezza oculare vi sono oggi diversi test diagnostici particolarmente validi. Tra questi, menzioniamo il test di Schirmer e la biomicroscopia digitalizzata.

Il falso mito: pensare che tutte le persone affette da Sindrome dell’Occhio Secco producano meno lacrime di chi non lo è.

2 – La terapia per la Sindrome dell’Occhio Secco non è una soltanto

La Sindrome dell’Occhio Secco è una patologia multifattoriale. Questo significa che le cause della Sindrome dell’Occhio Secco possono essere più d’una. Talvolta pesa maggiormente il fattore ormonale, altre volte quello ambientale, altre volte ancora l’assunzione di farmaci o una patologia autoimmune preesistente… tIl mix di fattori ed il loro peso è differente da individuo a individuo. Pertanto non è possibile trattare la patologia sempre allo stesso modo.

Anche in questo caso, la diagnostica è fondamentale per comprendere la causa della patologia

Alcuni test diagnostici sono molto utili per individuare o escludere una o l’altra causa della Sindrome dell’Occhio Secco. La meibografia, ovvero l’esame che si occupa di valutare lo stato di salute delle ghiandole di Meibomio, è uno di questi. Naturalmente, è compito dello specialista eseguirli ed interpretarli correttamente, nel contesto di una visita oculistica specialistica per la Sindrome dell’Occhio Secco.

Il falso mito: pensare che la cura d’elezione della Sindrome dell’Occhio Secco sia data dalle lacrime artificiali e dai colliri reidratanti. Al contrario, ad ogni possibile causa corrisponderà un percorso terapeutico differente e personalizzato.

3 – La Sindrome dell’Occhio Secco può manifestarsi ad ogni età

Questa curiosità sulla Sindrome dell’Occhio Secco è molto interessante, ed è importante che anche i genitori ne vengano a conoscenza. Negli ultimi anni si sono verificati diversi casi di Sindrome dell’Occhio Secco anche in età pediatrica ed evolutiva. La forte dipendenza da schermi elettronici, la qualità dell’aria, una dieta poco varia e ricca di frutta e verdura, e le allergie preesistenti possono innescare la sindrome anche in giovane età.

Aiutare il bambino a ritrovare il suo benessere oculare è fondamentale

Per crescere al meglio sia nella famiglia, che nell’apprendimento scolastico, così come nell’ambito della socializzazione, i bambini hanno bisogno di stare bene. Per aiutare il bambino a ritrovare il suo benessere globale e a coltivare la giusta dose di sicurezza in se stesso e di autostima, la famiglia è fondamentale. Così come lo sono il pediatra e gli specialisti. Ed è proprio la giusta sinergia tra famiglia e specialisti nella diagnosi e cura della Sindrome dell’Occhio Secco la chiave di volta per trattare con successo il disturbo anche nei più piccoli.

Il falso mito: pensare che l’Occhio Secco colpisca solo gli adulti.

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L’iperlacrimazione è un disturbo oculare che, se persiste nel tempo, può diventare una compagnia decisamente sgradita e fastidiosa. Le cause che la possono innescare sono differenti: allergie, congiuntiviti, difetti visivi non corretti o corretti erroneamente, ptosi della palpebra inferiore e altre. Aggiungiamo all’elenco anche la Sindrome dell’Occhio Secco. Ma come? Direte voi. E’ possibile soffrire di iperlacrimazione e di secchezza oculare al tempo stesso? Ebbene si. Vediamo come e perché.

Che cosa si intende per iperlacrimazione

Noi tutti la chiamiamo iperlacrimazione o lacrimazione eccessiva, ma il termine medico è epifora. Lungo la parte interna del bordo palpebrale si trovano le ghiandole di Meibomio. Queste ghiandole sono deputate alla secrezione delle lacrime, che sono composte da un mix di acqua, lipidi e proteine. Il film lacrimale secreto dalle ghiandole di Meibomio esercita una preziosa azione di difesa delle strutture oculari da parte degli agenti esterni: esso infatti mantiene pulita, protetta e ben idratata la superficie oculare.

Fanno parte di questo importante meccanismo di idratazione e lubrificazione anche il dotto nasolacrimale ed il sacco lacrimale. A volte questo sistema non funziona correttamente o non riesce a svolgere la sua funzione a causa di alcuni agenti esterni o patologie oculari. Accade allora che le lacrime si disperdano al di fuori degli occhi: è questa l’iperlacrimazione.

Come accennato in apertura, le cause possono essere innumerevoli:

  • allergie o congiuntiviti, che irritano l’occhio innescando un’alterazione della quantità del film lacrimale;
  • infezioni batteriche o virali;
  • problemi oculari di tipo estetico e funzionale, come la ptosi del bordo palpebrale inferiore;
  • intasamento del sistema di drenaggio delle lacrime verso il naso;
  • ammiccamento insufficiente;
  • alterazione della qualità del film lacrimale che, se impoverito della sua parte lipidica, non riesce a distribuirsi in modo omogeneo.

L’epifora può essere anche causata da un trauma, da una patologia non oculare transitoria o autoimmune (sinusite o Sindrome di Sjogren, solo per fare qualche esempio), o dall’assunzione di determinati farmaci in modo prolungato nel tempo (cortisonici, chemioterapici….)

La visita oculistica specialistica è fondamentale per individuare l’origine dell’iperlacrimazione così come il percorso terapeutico mirato per le proprie esigenze di salute visiva.

Sintomi che si accompagnano all’epifora

L’epifora talvolta si presenta come sintomo isolato e del tutto transitorio, altre volte invece è accompagnata da altri disturbi e permane nel tempo. Tra i sintomi che possono accompagnarla citiamo:

  • fotofobia
  • arrossamento oculare
  • prurito e bruciore oculare
  • sensazione di corpo estraneo

In commercio vi sono innumerevoli farmaci da banco ad azione lenitiva di questi sintomi. Alcuni sono a base di camomilla o malva, altri a base di acido ialuronico o altri principi attivi naturali. Può trattarsi di colliri o salviette per la pulizia oculare. Questi farmaci sono spesso di grande aiuto, ma prima di acquistarli si consiglia sempre di chiedere il parere del medico: somministrarli in modo autonomo senza conoscere l’origine dell’iperlacrimazione può causare anche un peggioramento dei sintomi. Che sul lungo periodo potrebbero diventare ancor più difficili da eradicare.

Iperlacrimazione e Sindrome dell’Occhio Secco

Tra le cause della iperlacrimazione abbiamo menzionato anche l’alterazione della qualità del film lacrimale. La Sindrome dell’Occhio Secco si caratterizza per un’alterata qualità del film lacrimale che, impoverito della sua parte lipidica, non riesce a distribuirsi correttamente sulla superficie oculare e si disperde al di fuori di essa. Ma non solo. Più le lacrime si fanno “povere” e marcatamente acquose, più l’occhio perde la sua naturale idratazione e più cercherà di produrne di nuova, per compensare la perdita. Per questo motivo una lacrimazione abbondante può essere uno dei sintomi distintivi della Sindrome dell’Occhio Secco.

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Vuoi prenotare una visita oculistica specialistica per la Sindrome dell’Occhio Secco? Chiamaci: siamo a tua disposizione da lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 1970 o scrivici a info@centroitalianoocchiosecco.it.

 

Le innovazioni tecnologiche in ambito medico e la farmacologia applicata all’oftalmologia hanno consentito di proporre ai pazienti affetti da Occhio Secco una gamma interessante di soluzioni. Si va dai percorsi terapeutici mirati, sino alla messa a punto di farmaci capaci di apportare benefici concreti e tangibili. La Sindrome dell’Occhio Secco può essere causata da molteplici fattori. I sintomi sembrano essere più o meno sempre i medesimi, ma non possiamo affermare lo stesso per le cause scatenanti. Per questo motivo la ricerca è costantemente impegnata nell’indagine di nuove soluzioni terapeutiche mirate. Se per esempio sono indubbi i benefici della luce pulsata laddove la Sindrome dell’Occhio Secco sia causata da Meibomite, in altri casi può essere utile far ricorso a trattamenti di tipo farmacologico. Spendiamo oggi due parole sul trealosio, una molecola le cui caratteristiche si prestano molto bene a dar sollievo a chi soffre di Dry Eye Syndrome. 

Osservare ed apprendere la lezione di madre natura

Capita spesso in farmacologia che una molecola sia isolata ed utilizzata per fini medici a partire dall’osservazione di un fenomeno naturale. Ed è quanto accade nel caso del treaolosio. Alla base dell’individuazione dell’utilità farmacologica del trealosio, vi è l’osservazione di un fenomeno naturale: l’anidrobiosi. L’anidrobiosi è la capacità di un essere vivente di sopravvivere in condizioni termiche estreme e soprattutto di siccità persistente. Le cellule degli esseri viventi sottoposti ad un forte stress ambientale e ad una forte disidratazione riescono a sopravvivere (ed a recuperare vitalità quando reidratate) proprio grazie alla loro capacità di sintetizzare (ovvero produrre) il trealosio.

Cos’è il trealosio?

Il trealosio è una molecola presente in natura, capace di esercitare un’azione protettiva nei confronti delle cellule sottoposte a forme di stress ambientale. E’ presente nei funghi, nei lieviti e persino in alcuni insetti. In caso di condizioni ambientali avverse, il trealosio ha le seguenti capacità:

  • funge da riserva energetica
  • stabilizza le proteine in caso di shock termico
  • esercita un’azione antiossidante
  • preserva le cellule in vita anche in casi di assenza d’acqua protratta nel tempo

E’ proprio quest’ultima caratteristica a rendere il trealosio una molecola particolarmente utile per i pazienti affetti da Sindrome dell’Occhio Secco. Il trealosio infatti esercita un’azione protettiva nei confronti delle molecole affette da forte disidratazione o da perdita d’acqua.

In che modo il trealosio è utile per chi soffre di Sindrome dell’Occhio Secco

Gli studiosi si sono concentrati sull’effetto citoprotettore del trealosio nei confronti della superficie oculare. Probabilmente avrete già sentito parlare di effetto citoprotettore in relazione ad alcuni farmaci messi a punto per proteggere le mucose gastrointestinali. Il meccanismo è più o meno lo stesso, perché il trealosio è in grado di proteggere le mucose che rivestono l’occhio e che dovrebbero fornirgli un’idratazione adeguata. In pratica, grazie alla molecola di trealosio, la cornea è maggiormente protetta dall’evaporazione del film lacrimale innescato dall’Occhio Secco e riesce a conservare un buon grado di idratazione anche laddove i sintomi siano particolarmente marcati.

Come assumere il trealosio e quando

Oggi il trealosio è acquistabile sotto forma di collirio, al pari di quanto accade con altri prodotti oftalmici a base, per esempio, di acido ialuronico. E’ comunque bene segnalare che qualunque farmaco, anche da banco, può provocare uno sgradevole effetto boomerang qualora somministrato senza parere medico. Sarà lo specialista, sulla base della visita oculistica e del colloquio con il paziente, a stabilire le cause della Sindrome dell’Occhio Secco, a eseguirne la diagnosi e ad indicare il percorso terapeutico adeguato. Come detto in apertura, infatti, la Sindrome dell’Occhio Secco è un disturbo multifattoriale. Pertanto, la terapia indicata per un paziente può non essere risolutiva per un altro.

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Vuoi prenotare una visita oculistica specialistica per la Sindrome dell’Occhio Secco? Chiamaci: siamo a tua disposizione da lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 1970 o scrivici a info@centroitalianoocchiosecco.it.

luce pulsata per occhio secco - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Sono sempre di più le persone che lamentano un insieme di sintomi che gli addetti ai lavori definiscono con il termine di “discomfort oculare”. Bruciore, arrossamento, fastidio alla luce, sensazione di corpo estraneo, iperlacrimazione sono tra essi. La causa è l’alterazione quantitativa e qualitativa del film lacrimale, che tutti conosciamo come Sindrome dell’Occhio Secco. Oggi, la luce pulsata per occhio secco è una terapia altamente efficace laddove la patologia sia innescata da una disfunzione delle ghiandole di Meibomio. Vediamo in che modo e con che risultati.

Che cos’è la Meibomite

L’alterazione del film lacrimale che è alla base della Sindrome dell’Occhio Secco può essere causata

  • da una produzione di lacrime non sufficiente
  • da una eccessiva evaporazione lacrimale

La Sindrome dell’Occhio Secco causata da evaporazione eccessiva delle lacrime è detta proprio forma evaporativa. Le lacrime sono composte da una parte acquosa ed una lipidica: qualora la parte lipidica venga a mancare, la parte acquosa andrà dispersa e l’occhio perderà la sua naturale idratazione. La componente lipidica delle lacrime è secreta dalle Ghiandole di Meibomio, situate alle estremità delle palpebre sia inferiori che superiori.

Quando queste ghiandole si infiammano e si ostruiscono, si innesca un meccanismo per il quale il film lacrimale si impoverisce e l’occhio va incontro a irritazione ed infiammazione. La parte acquosa si perde, il paziente va incontro ad iperlacrimazione e l’occhio si irrita e si infiamma. Paradossalmente, dunque, la Sindrome dell’Occhio Secco causata da Meibomite porta ad una aumentata produzione lacrimale. In aggiunta a questo disturbo, il paziente non tollera più le lenti a contatto, fatica a svolgere alcune attività (lavorare al computer molte ore, per esempio), sperimenta una serie di sintomi poco tollerabili quali bruciore, sensazione di corpo estraneo, arrossamento. E non solo: l’ostruzione delle Ghiandole di Meibomio può innescare a sua volta altri disturbi di natura infettiva: calazi e orzaioli ne sono un esempio.

Luce pulsata per occhio secco, quando è utile

Spesso chi è affetto da Sindrome dell’Occhio Secco ricorre a colliri idratanti per trovare sollievo nell’immediato. Seppur utili, questi farmaci da banco non risolvono il problema alla radice. Una terapia valida per sbloccare le Ghiandole di Meibomio è la Luce Pulsata. Il generatore di luce pulsata è un apparecchio di ultima generazione pensato per somministrare una serie di impulsi a base di luce e calore, capaci di stimolare opportunamente le Ghiandole di Meibomio. Sbloccare le ghiandole di Meibomio significa:

  • rimettere in circolo la parte lipidica del film lacrimale
  • interrompere l’evaporazione lacrimale ed i sintomi irritativi connessi
  • prevenire l’insorgenza di altre complicanze

Solitamente il paziente apprezza i benefici del trattamento già dalla prima seduta, che si rivela particolarmente piacevole. Per raggiungere risultati ottimali e duraturi, tuttavia, è fondamentale seguire un iter terapeutico ben preciso, fatto di appuntamenti cadenzati indicati dallo specialista. La Sindrome dell’Occhio Secco è difatti una patologia che tende a ripresentarsi periodicamente: per questo motivo seguire il calendario delle sedute di trattamento con luce pulsata per Sindrome dell’Occhio Secco è davvero cruciale.

Luce pulsata: è davvero efficace? Presenta controindicazioni?

Il trattamento con luce pulsata per occhio secco è particolarmente efficace laddove a monte della patologia vi sia una disfunzione delle ghiandole di Meibomio. Già dopo la prima seduta, come detto, i pazienti possono sperimentare un’intensa e ritrovata sensazione di benessere oculare. La luce pulsata non presenta controindicazioni, è un trattamento indolore e della durata di pochi minuti.

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Vuoi conoscere più da vicino i migliori trattamenti per la cura della Sindrome dell’Occhio Secco? Chiamaci: siamo a tua disposizione da lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 1970 o scrivici a info@centroitalianoocchiosecco.it.

 

 

sindrome dell'occhio secco e menopausa - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Tra le cause più note e frequenti della Sindrome dell’Occhio Secco femminile figura, com’è noto, la menopausa. In realtà, quel delicato periodo della vita della donna che solitamente si definisce con il nome di “menopausa” andrebbe indicato con il nome più corretto di climaterio. Un lasso temporale ben più lungo che, oltre alla menopausa vera e propria, include la premenopausa e la postmenopausa. Ebbene, gli oculisti dell’Associazione Italiana Medici Oculisti avvertono: attenzione a non focalizzarsi sul solo periodo della menopausa come momento di rischio per lo sviluppo della Sindrome dell’Occhio Secco. Vediamo assieme le implicazioni sul fronte pratico di questo ammonimento. 

Ormoni e salute oculare: quale legame?

L’andamento dei parametri ormonali di ciascuno di noi può esercitare un’influenza diretta sulla nostra salute oculare. A risentirne è, in primis, proprio il film lacrimale, ma non solo. Anche la capacità accomodativa del cristallino può risentire di un’alterazione dei livelli ormonali: non a caso può capitare che durante una gravidanza la donna abbia la sensazione di avere qualche difficoltà visiva. Specialmente alle distanze ravvicinate.

Occhio secco e menopausa, ma non solo!

Per quanto riguarda il genere femminile, è fondamentale prendere in considerazione il fatto che lo sviluppo ormonale, oggi, avviene qualche anno prima di quanto avvenisse nelle generazioni passate. Già intorno ai 45-48 anni la donna comincia a sperimentare tutte le conseguenze tipiche dell’abbassamento dei livelli ormonali, nello specifico dell’ipoestrogenismo: una gamma di disturbi di diversa entità che possono coinvolgere tipicamente anche l’apparato visivo.

Eppure, dati alla mano, occorre segnalare che i disturbi oculari non si manifestano in modo conclamato solamente durante la menopausa. Il 45% delle donne riferisce di sperimentare i tipici disturbi oculari della menopausa già durante la pre-menopausa.

Tra questi disturbi citiamo:

  • arrossamento oculare
  • offuscamento visivo transitorio
  • difficoltà nella messa a fuoco
  • sensazione di secchezza oculare
  • scarsa tolleranza delle lenti a contatto

Attenzione alla cronicizzazione dei sintomi in pre menopausa

I sintomi sopracitati, laddove divengano cronici e ricorrenti, sono tutti riferibili alla Sindrome dell’Occhio Secco. In questo contesto, è importante che questi non siano interpretati come fenomeni isolati, né trattati in modo sporadico e occasionale attraverso l’assunzione di palliativi o farmaci da banco.

Prendere coscienza di essere in presenza di un disturbo oculare globale e di più ampio respiro anche laddove non si sia ancora in piena menopausa è il primo passo per evitare la cronicizzazione di questi disturbi.

Disturbi che, laddove diventino cronici, sono più difficili da esacerbare, e finiscono per riproporsi con insistenza sino alla post menopausa. Il 60% delle donne in post menopausa infatti riferisce i sintomi tipici di questo stato di discomfort oculare che a sua volta tende a sfociare nella Sindrome dell’Occhio Secco.

Cosa fare in presenza di sintomi da discomfort oculare ancor prima di entrare in menopausa

Il consiglio è quello di prenotare una visita oculistica approfondita al fine di definire lo stato di salute oculare della paziente collocandolo nel quadro del suo stato di salute generale. In questo senso può essere d’aiuto interpellare non solo l’oculista, ma anche il ginecologo ed eventualmente l’endocrinologo.

E gli uomini?

Come detto in apertura, le oscillazioni ormonali influenzano sovente la salute visiva. In questo articolo ci siamo focalizzati sui disturbi che investono e coinvolgono il genere femminile con riferimento al periodo del climaterio. Un lettore attento si starà dunque domandando se anche gli uomini possano sperimentare i disturbi da discomfort oculare legati alle oscillazioni ormonali. La risposta è affermativa anche se, statistiche alla mano, la Sindrome dell’Occhio Secco su base ormonale interessa maggiormente le donne. Le ragioni sono diverse:

  • alcune patologie autoimmuni (come la Sindrome di Sjogren) note per essere fattori di rischio della Sindrome dell’Occhio Secco sono più diffuse nel genere femminile;
  • gli sbalzi ormonali che interessano il genere femminile (gravidanze, ciclo mestruale, climaterio) sono più marcati rispetto a quelli che invece riguardano il genere maschile.

Ciò non significa che il genere maschile sia esente dallo sviluppare la Sindrome dell’Occhio Secco, che anzi negli ultimi anni tende a colpire ampie porzioni di popolazione in modo trasversale. Inclusi pazienti in età pediatrica. In quei casi naturalmente i fattori di rischio da prendere in esame saranno differenti da quelli discussi in questo breve articolo.

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Non sei in menopausa ma stai sperimentando qualche disturbo oculare mai provato prima? Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 63611970 o scrivici a info@centroitalianoocchiosecco.it. Saremo lieti di prenderci cura della tua salute oculare.