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La Sindrome dell’Occhio Secco può manifestarsi in forma isolata, come conseguenza di alterazioni di tipo ormonale (specie nelle donne in età adulta e matura) oppure del tipo di ambiente (e soprattutto di qualità dell’aria) nel quale si vive. Altre volte, invece, essa può insorgere a causa di altre patologie. Ci riferiamo in particolar modo alle patologie autoimmuni. Scopriamo pertanto assieme quali sono le patologie autoimmuni che, letteratura scientifica alla mano, possono innescare un’alterazione del film lacrimale che può sfociare in Sindrome dell’Occhio Secco

Malattie infiammatorie croniche intestinali

Diversi studi scientifici hanno messo in luce la connessione esistente tra patologie infiammatorie croniche intestinali e la Sindrome dell’Occhio Secco. Tra queste citiamo la colite ulcerosa, la malattia di Crohn e la sindrome del colon irritabile. Il legame tra i disturbi di tipo intestinale e quelli oculari origina nel fatto che l’alterazione del microbioma intestinale che caratterizza queste patologie si riflette a sua volta in un’alterazione del film lacrimale.

Vitiligine

La vitiligine è una patologia autoimmune nella quale i melanociti, le cellule responsabili della produzione della melanina, sono attaccati dal sistema immunitario. Pur rimanendo vivi, i melanociti non riescono più a produrre la melanina e pertanto il paziente affetto da vitiligine presenta chiazze non pigmentate. La vitiligine si può manifestare anche sul bordo cigliare e palpebrale, oltre che essere sovente associata con una certa secchezza oculare.

Rosacea

Si tratta di una dermatosi cronica piuttosto simile, nell’aspetto, all’acne. Si presenta in particolar modo sul viso tra i 30 ed i 50 anni, con eritema persistente, pustole e papule. Può coinvolgere anche l’apparato visivo, innescando una serie di sintomi a carico della cornea, della congiuntiva e, non ultima, un’alterazione del film lacrimale.

Dermatite seborroica

La dermatite seborroica è una patologia autoimmune a carico di tutte quelle zone del corpo maggiormente dotate di ghiandole seborroiche. Si presenta con un’alterazione della loro funzionalità, che dà vita ad uno stato irritativo cronico. A livello oculare può colpire anche le ghiandole di Meibomio e pertanto sfociare in una Sindrome dell’Occhio Secco.

Artrite reumatoide

L’artrite reumatoide è una patologia autoimmune progressiva ed anchilosante le cui cause sono ancora oggetto d’indagine. Essa può colpire a più livelli, coinvolgendo diversi organi ed apparati. A livello oculare può portare a dolore, fotofobia, alterazione del film lacrimale oltre a processi infiammatori quali uveiti e scleriti.

Sindrome di Sjögren

La Sindrome di Sjögren è una patologia autoimmune che coinvolge in particolar modo le ghiandole esocrine. Oltre a numerosi altri sinromi, la sindrome è causa di una marcata secchezza a più livelli: del cavo orale, delle vie aeree, vaginale. A livello oculare, la Sindrome di Sjögren porta a xeroftalmia (secchezza) associata sovente a cheratocongiuntivite secca.

Lupus eritematoso sistemico

Il Lupus eritematoso sistemico è una patologia autoimmune di tipo reumatico nella quale il sistema immunitario attacca l’organismo a più livelli. I suoi sintomi possono essere tanto lievi, quanto particolarmente marcati. Tra di essi menzioniamo febbre, eritemi, cefalea, problemi renali, sensazione di stanchezza, ed anche una marcata alterazione del film lacrimale.

Tiroiditi autoimmuni

Le tiroiditi sono un gruppo di patologie a carico della tiroide con caratteristiche cliniche e morfologiche differenti. La più nota e la più comune tra di esse prende il nome di Tiroidite di Hashimoto, dal nome del medico che per primo la identificò, nel 1912. Il sintomo più comune (anche se non sempre presente) è l’ipotiroidismo, associato a diabete di tipo I, vitiligine, alopecia, febbre, disturbi neurologici, dolori alle articolazioni, senso di debolezza, alterazione dei valori epatici ed altri. Un sintomo comune è la secchezza oculare.

Le patologie autoimmuni sovente si accompagnano tra di loro generando una sovrapposizione e moltiplicazione di sintomi e manifestazioni in diversi organi e zone del corpo. Appare chiaro, dunque, che l’apparato visivo non è quasi mai esente da un coinvolgimento e che la patologia oculare maggiormente manifesta nei pazienti affetti da una patologia autoimmune è proprio la Sindrome dell’Occhio Secco. Risulta fondamentale, pertanto, coinvolgere pedissequamente anche un oculista esperto di occhio secco, al fine di individuare i trattamenti maggiormente indicati di caso in caso. 

Vuoi saperne di più?

Se sei affetto da una patologia autoimmune, prenota una visita specialistica. Sarà l’occasione per fare il punto della situazione in merito alla salute dei tuoi occhi e di valutare le terapie idonee per il tuo benessere oculare.

Siamo a tua disposizione. Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 1970.

 

occhio secco e vacanze - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Se la Sindrome dell’Occhio Secco è indubbiamente una presenza fastidiosa durante tutto l’anno, con l’arrivo delle vacanze estive essa diviene una compagna di viaggio ancor meno tollerabile. Organizzandosi opportunamente, però, è possibile godersi tutto il meglio della propria vacanza convivendo in modo “pacifico” con la patologia. Vediamo dunque qualche consiglio utile per chi è affetto da Occhio Secco ed intende muoversi per qualche giorno da casa.

1 – Bere molto

E’ vero, non è una novità, ma repetita iuvant dicevano i latini… L’estate è la stagione in cui notoriamente tutti gli esperti consigliano di bere di più. Ancor più se siete affetti da Sindrome dell’Occhio Secco. Se siete in viaggio, non dimenticate le vostre abitudini quotidiane e continuate a bere molto. Tenete a portata di mano una bottiglietta d’acqua fresca oppure una bella borraccia. Oggi se ne vendono di colorate e divertenti, perfette da portare con sé in tutte le occasioni e da abbinare a qualunque outfit!

2 – Occhiali da sole, of course!

Gli occhiali da sole esercitano un’azione protettiva nei confronti dei raggi ultravioletti potenzialmente dannosi per le strutture oculari come retina, macula e cristallino. Ma non solo: essi proteggono anche dal riverbero eccessivo che spesso provoca un certo fastidio quando ci si trova in vicinanza di specchi d’acqua. Ed è proprio il riverbero il potenziale “responsabile” del peggioramento dei sintomi della Sindrome dell’Occhio Secco. Indossando un buon paio di occhiali da sole, dunque, proteggerete i vostri occhi da diverse patologie oculari, prevenendone l’insorgenza, ma terrete anche sotto controllo i sintomi della Sindrome dell’Occhio Secco.

3 – Attenzione all’aria condizionata

In estate l’aria condizionata è accesa praticamente ovunque: negli aeroporti ed in aereo, negli hotel, nei ristoranti. L’aria condizionata, come il riverbero, peggiora ed acutizza i sintomi tipici della Sindrome dell’Occhio Secco, donando una sensazione di maggior fastidio, bruciore, irritazione. Se siete in viaggio, tenete sempre a portata di mano un buon collirio reidratante o le vostre lacrime artificiali. Procuratevi anche una mascherina per gli occhi, che potrete comodamente indossare in treno o aereo, specie in occasione di viaggi lunghi, oppure durante la notte, in albergo. A proposito di albergo, abbiate cura di spegnere l’aria condizionata della vostra stanza e di arieggiare bene l’ambiente, ancor più se nella stanza vi sono molti tessili e il pavimento è rivestito da moquette.

4 – Tenetevi al riparo da sbalzi termici

Gli sbalzi termici sono grandi nemici della Sindrome dell’Occhio Secco. Anche in vacanza, quindi, evitate di “strapazzarvi” troppo e fate in modo di trovarvi in un luogo fresco e riparato nelle ore più calde della giornata. Se vi trovate in spiaggia, ad esempio, rifugiatevi per quale ora nella frescura di una pineta oppure in un bar all’aperto. Attenzione anche alle grandi città, dove la combinazione tra particolato e temperature alte può rivelarsi piuttosto insidiosa.

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Se sei affetto da Sindrome dell’Occhio Secco o sospetti di esserne affetto, prenota una visita specialistica. Sarà l’occasione per fare il punto della situazione in merito alla salute dei tuoi occhi, e di ricevere ulteriori consigli o terapie utili in vista della partenza.

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occhio secco e lenti a contatto - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Esiste una correlazione fra occhio secco e lenti a contatto? Le moderne lenti sono molto sicure e sono concepite per garantire un’ottimale ossigenazione della cornea e dei tessuti oculari. Tuttavia, per una serie di motivi dipendenti dallo stato di salute oculare di chi le indossa e da come vengono utilizzate, le lenti a contatto possono innescare alcune complicazioni. Tra queste, una marcata secchezza oculare che, se trascurata, può cronicizzarsi sino a diventare un vero e proprio stato patologico: una Sindrome dell’Occhio Secco. 

Sindrome dell’Occhio Secco e lenti a contatto: complicazioni

Nonostante la scienza dei materiali consenta oggi di proporre sul mercato lenti altamente performanti, leggerissime e capaci di mantenere un elevato standard in fatto di ossigenazione della cornea, è pur vero che le lenti entrano in contatto diretto con il film lacrimale, talvolta alterandolo. L’utilizzo prolungato delle lenti a contatto può quindi causare secchezza oculare, non solo in soggetti particolarmente sensibili. Qualora si viva in ambienti particolarmente inquinati o con una qualità dell’aria non eccellente, si assumano determinati farmaci oppure si sia un soggetto allergico, la situazione potrebbe ulteriormente complicarsi. Si andrà dunque incontro al rischio di sviluppare occhio secco.

Altre complicazioni derivanti dall’uso delle lenti a contatto

Le lenti a contatto, pur nella loro straordinaria praticità possono, talvolta, indurre qualche altro problema oculare. Specie, come detto, in situazioni d’uso prolungato oppure poco corretto. A questo proposito citiamo le cheratiti, infiammazioni della cornea, che si possono presentare con caratteristiche e sintomatologie differenti, oppure le congiuntiviti, infiammazioni della congiuntiva. 

Quali sono le opzioni di trattamento per questo tipo di complicazioni?

Nel caso della Sindrome dell’Occhio Secco, i trattamenti possono includere colliri umettanti e lacrime artificiali, sedute di lipi-flow, di probing oppure di luce pulsataCheratiti e congiuntiviti, invece, si curano con farmaci specifici. A seguito di una visita oculistica specialistica molto accurata ed approfondita, il medico potrà anche associare ai trattamenti prescritti la raccomandazione di sospendere o ridurre l’uso delle lenti a contatto. 

Anche chi soffre di calazio e orzaiolo dovrebbe sospendere l’uso delle lenti a contatto?

In caso di orzaiolo o calazio è consigliabile sospendere l’utilizzo delle lenti a contatto, per favorire la corretta guarigione della patologia e ristabilire il corretto equilibrio del film lacrimale. Spesso, peraltro, la presenza di calazio e orzaiolo in abbinamento alle lenti a contatto può peggiorare e cronicizzare l’alterazione del film lacrimale, provocando occhio secco. Per quanto riguarda la terapia, questo genere di infezioni è trattabile spesso con una farmaci di tipo antibiotico. Nel caso del calazio, in particolare, può eventualmente rendersi utile consultare uno specialista ed eseguire un semplice intervento chirurgico.

Conclusioni

Le lenti a contatto, se usate con moderazione, con le dovute attenzioni igieniche ed in accordo con quanto consigliato dallo specialista, non presentano importanti controindicazioni. Tuttavia, nel caso si presentino stati irritativi, sintomi infiammatori o infettivi, è meglio usare una certa cautela e prenotare quanto prima una visita specialistica.

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La parola “blefaroplastica” induce sempre a pensare ad un trattamento dal fine meramente estetico. Eppure non è così. La blefaroplastica può essere un’ottima alleata contro la Sindrome dell’Occhio Secco, specie se questa è causata da disturbi quali la blefarocalasi e l’ectropion. Conosciamo più da vicino questi disturbi, e cerchiamo di capire come mai sono connessi alla Sindrome dell’Occhio Secco. 

Blefarocalasi ed ectropion: due cause possibili della Sindrome dell’Occhio Secco

La blefarocalasi è un rilassamento cutaneo della palpebra dovuto a vari fattori concomitanti: l’invecchiamento dei tessuti, la perdita di collagene, la gravità. Può interessare tanto la palpebra superiore quanto quella inferiore. Quando si verifica sulla palpebra inferiore, parte della superficie oculare può rimanere inopportunamente e lungamente scoperta. Di conseguenza, l’occhio non solo non è ben lubrificato ma, con l’andare del tempo, il paziente rischia di sviluppare una secchezza oculare destinata a cronicizzarsi. Insomma, un paziente affetto da blefarocalasi della palpebra, specie se inferiore, può sviluppare anche la Sindrome dell’Occhio Secco.

Analogamente, anche chi è affetto da ectropion può andare incontro a fenomeni di secchezza oculare intensi e prolungati nel tempo. L’ectropion è una rotazione della palpebra inferiore verso l’esterno. Anche in questo caso, il film lacrimale diviene alterato o instabile e l’occhio perde parte della sua naturale protezione contro gli agenti esterni.

In che modo la blefaroplastica può essere d’aiuto

Nel caso in cui la Sindrome dell’Occhio Secco sia causata da blefarocalasi o l’ectropion, la soluzione risiede in primis nel trattamento di questi disturbi. In questo senso, un intervento di blefaroplastica può apportare al paziente più benefici:

  • risolvere la Sindrome dell’Occhio Secco, favorendo il ritorno ad una normale lubrificazione dell’occhio che, tornando ad essere correttamente coperto e protetto dalla palpebra o dal bordo palpebrale, ritrova la sua naturale lubrificazione e protezione contro gli agenti esterni;
  • trattare la blefarocalasi e l’ectropion che, se trascurati, possono innescare a loro volta altri disturbi (come arrossamento oculare, dolore, ma anche cheratiti);
  • offrire un beneficio di indole estetica, restituendo uno sguardo armonioso e fresco.

In cosa consiste l’intervento di blefaroplastica?

L’intervento di blefaroplastica è dunque risolutivo non solo sul piano estetico, ma anche su quello funzionale. Si tratta di una procedura di breve durata, che si esegue in antestesia locale ed in regime di day surgery. Le incisioni effettuate nel corso dell’intervento sono minime e sono sempre effettuate laddove, a guarigione avvenuta, saranno del tutto invisibili. Il recupero post operatorio è veloce e nell’arco di una settimana il paziente può tornare alle sue normali abitudini.

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Occhio Secco: Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi

Conclusa la quarta Campagna di Prevenzione e Diagnosi dell’Occhio Secco, promossa dal CIOS in collaborazione con la Clinica Oculistica dell’Università dell’Insubria di Varese: effettuati 745 screening gratuiti in 15 centri italiani. Il comunicato stampa con i risultati.

I risultati della campagna

Oltre 8 pazienti su 10 soffrono di secchezza oculare a causa anche dell’inquinamento ambientale e dell’uso eccessivo di dispositivi tecnologici. Questo uno dei risultati della quarta Campagna di Prevenzione e Diagnosi della Sindrome dell’Occhio Secco, promossa dall’8 maggio al 14 giugno dal Centro Italiano Occhio Secco in collaborazione con la Clinica Oculistica dell’Università dell’Insubria di Varese, con il patrocinio di Ministero della Salute, Regione Lombardia, Comune di Milano e Società Italiana di Oftalmologia (SOI).

Nata con l’obiettivo di informare e sensibilizzare la popolazione su una patologia oculare molto diffusa, ma sottovalutata e poco conosciuta, la campagna ha permesso di eseguire gratuitamente 745 screening nei 15 centri aderenti all’iniziativa, su tutto il territorio nazionale.

Occhio secco più diffuso in Pianura Padana

Gli esami diagnostici hanno rilevato che l’83% dei pazienti dei centri dell’area della Pianura Padana, dove l’inquinamento ambientale e l’utilizzo delle tecnologie è più diffuso, presentavano la sindrome dell’occhio secco (nel 29% dei casi in forma moderata), contro il 73% delle persone visitate nelle altre strutture aderenti all’iniziativa.

Occhio secco: cause

Tra le molteplici cause scatenanti – come invecchiamento, alterazioni ormonali, malattie sistemiche, fumo, alcool – rivestono quindi un ruolo importante gli inquinanti atmosferici, che possono attivare segnali pro-infiammatori e influenzare la composizione del film lacrimale. L’Inquinamento spesso supera la soglia massima consentita soprattutto nei grandi centri abitati: nel campione preso in esame, il 33% della popolazione della Pianura Padana vive in città con oltre 500.000 abitanti.

Ma anche lo stile di vita può alterare la funzionalità lacrimale, come soggiornare a lungo in ambienti con l’aria condizionata oppure usare per molte ore il computer, il tablet o il cellulare: di fronte a questi dispositivi tecnologici si tende ad ammiccare meno frequentemente, riducendo la produzione del liquido lacrimale. A tale proposito, gli screening hanno evidenziato che l’utilizzo della tecnologia per più di 6 ore al giorno era maggiore tra i pazienti dei centri della Pianura Padana (47%) rispetto al gruppo del centro e sud Italia (33%).

Campagna Nazionale di Prevezione e Diagnosi dell'Occhio Secco 2019

Si svolgerà dall’8 maggio al 14 giugno 2019 la quarta edizione della Campagna di Prevenzione e Diagnosi dell’Occhio Secco, della quale il CIOS – Centro Italiano Occhio Secco – si fa promotore ed organizzatore, assieme alla Clinica Oculistica dell’Università dell’Insubria di Varese. Con il patrocinio del Ministero della Salute, del Comune di Milano e della Società Oftalmologica Italiana, la campagna ha l’obiettivo di informare e sensibilizzare la popolazione nei confronti della Sindrome dell’Occhio Secco, una patologia non ancora abbastanza conosciuta che tuttavia, negli ultimi anni, sta subendo un sensibile incremento sul piano della diffusione.

Ecco perché noi del Centro Italiano Occhio Secco abbiamo così a cuore la Dry Eye Syndrome

La Dry Eye Syndrome o Sindrome dell’Occhio Secco è una patologia oculare davvero insidiosa che si manifesta attraverso una serie di sintomi ricorrenti (bruciore e prurito, sensazione di corpo estraneo, fotofobia, dolore, difficoltà ad aprire spontaneamente gli occhi al mattino) capaci di compromettere la qualità di vita di chi ne è affetto. Tuttavia, la sindrome è davvero ancora poco conosciuta e spesso chi ne soffre non ne è del tutto consapevole. Capire la portata sociale e l’impatto umano e personale di questa patologia è il primo passo per curarla nel modo più opportuno.

Occhio secco: una patologia in costante aumento

In un periodo storico come quello attuale, caratterizzato da un surriscaldamento globale che ha determinato un inaridimento della superficie terrestre e dell’aria che respiriamo, la Sindrome dell’Occhio Secco si sta diffondendo sempre più ed in modo sempre più trasversale tra la popolazione.

Alla luce della sensibilità verso i temi sopracitati, è nato il CIOS – Centro Italiano Occhio Secco, con l’obiettivo di mettere a disposizione specialisti di grande esperienza e strumentazione d’avanguardia per il trattamento e la cura della sindrome dell’occhio secco.

Quarta Campagna di Prevenzione e Diagnosi della Sindrome dell’Occhio Secco

Oltre all’attività organica svolta quotidianamente per i suoi pazienti, una volta l’anno, a ridosso della stagione estiva, il CIOS si fa promotore di una Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi dell’Occhio Secco. Quest’anno la campagna coinvolgerà 15 centri d’eccellenza in 11 città italiane, presso i quali saranno offerti degli screening gratuiti ai cittadini che vorranno approfittarne. L’obiettivo è quello di informare e sensibilizzare la popolazione nei confronti di una patologia che sovente viene confusa con un disturbo oculare transitorio e che pertanto va diagnosticata, monitorata e trattata opportunamente.

Campagna Nazionale di Prevezione e Diagnosi dell'Occhio Secco 2019

Come prenotare il tuo screening gratuito

Le città nelle quali è possibile prenotare il tuo screening gratuito sono Milano, Varese, Arezzo, Bari, Catania, Lecce, Napoli, Padova, Pisa, Sassari e Torino. Per prenotare, ti invitiamo a cliccare sulla pagina del nostro sito dedicata. Ti aspettiamo!

La Sindrome di Sjogren è una malattia autoimmune caratterizzata da un malfunzionamento delle ghiandole esocrine, che vengono erroneamente attaccate dal sistema immunitario. La sindrome, che prende il nome dal medico svedese che per primo l’ha individuata, colpisce prevalentemente le donne dai 40 anni circa in su. Nonostante questo dato sia chiaro, non lo è invece l’origine della patologia, la cui causa potrebbe essere genetica, ormonale oppure ambientale.

I sintomi della Sindrome di Sjogren

Il paziente affetto da Sindrome di Sjogren sperimenta una secchezza talvolta invalidante specialmente a livello orale ed oculare, ma anche gonfiore e senso di tumefazione alle ghiandole salivari, sintomi da reflusso gastroesofageo, tosse secca persistente, secchezza dell’epidermide e frequenti eruzioni cutanee, secchezza nasale, problemi alla tiroide, secchezza vaginale, dolori articolari e muscolari e formicolio agli arti.

Conseguenze della Sindrome di Sjogren a livello oculare

Come detto, la secchezza oculare è uno dei principali sintomi della Sindrome di Sjogren. I sintomi oculari che accompagnano questa secchezza sono bruciore, sensazione di corpo estraneo (come una sabbiolina), rossore, gonfiore, fotofobia. Non dimentichiamo che se la qualità dell’aria non è buona o se il paziente è un fumatore, questi sintomi hanno una buona probabilità di peggiorare.

La terapia per la secchezza oculare causata dalla sindrome di Sjogren

Per quanto riguarda la secchezza oculare, prima di prendere qualunque tipo di provvedimento, è bene recarsi dall’oculista, che escluderà, per esempio, la presenza di infezioni oppure lesioni della cornea causate proprio dalla scarsa idratazione. La terapia per la secchezza oculare causata dalla sindrome di Sjogren può includere l’uso di lacrime artificiali sia liquide che in gel, il cui obiettivo non è solamente quello di fornire una reidratazione temporanea, ma di tenere l’occhio umidificato per più ore consecutive.

Consigli generali per chi soffre di Sindrome di Sjogren

In linea generale, chi soffre di Sindrome di Sjogren e deve fare i conti quotidianamente con una lunga serie di sintomi fastidiosi e non sempre facili da gestire, dovrebbe programmare con cadenza periodica degli appuntamenti di routine dall’oculista così come dal dentista e naturalmente dal proprio medico di famiglia.

Prenota la tua visita specialistica

Vuoi prenotare la tua visita specialistica per la secchezza oculare? Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 1970

Lo staff al completo del Centro Italiano Occhio Secco vi augura un Buon Natale ed un Felice Anno Nuovo,
ricco di soddisfazioni e di serenità.

Cogliamo l’occasione per ricordarvi che il Centro Italiano Occhio Secco sarà chiuso dal 24 dicembre al 1 gennaio. Riapriremo il giorno 2 gennaio. Buone Feste!

Secondo una ricerca presentata recentemente al congresso dell’ARVO – Association for Research in Vision and Ophtalmology – i pazienti affetti da diabete di tipo 2 hanno una maggior propensione a sviluppare una disfunzione delle ghiandole di Meibomio, e di conseguenza anche la Sindrome dell’Occhio Secco. 

Cosa sono le ghiandole di Meibomio

Le ghiandole di Meibomio sono ghiandole sebacee situate nella parte interna dei margini palpebrali. Il loro ruolo è quello di secernere delle sostanze lipidiche importanti per la lubrificazione dell’occhio. Grazie a queste sostanze ed in virtù del naturale riflesso di ammiccamento, l’occhio si mantiene sempre ben lubrificato. Quando i dotti terminali di queste ghiandole si ostruiscono, si ha un abbassamento della qualità e/o della quantità di sostanze lipidiche secrete. I sintomi della Disfunzione delle Ghiandole di Meibomio – che rappresenta una delle possibili cause scatenanti della Sindrome dell’Occhio Secco – sono irritazione, arrossamento, sensazione di corpo estraneo.

I risultati dello studio presentato al congresso dell’ARVO

Lo studio presentato nel corso dell’edizione 2018 del congresso dell’ARVO è stato condotto dalla dottoressa Johanna Garzon ed ha visto la partecipazione di 37 soggetti affetti da diabete di tipo 2 e 36 soggetti sani. Nonostante il 71% dei partecipanti soffrisse di Disfunzione delle Ghiandole di Meibomio, tra questi coloro che presentavano sintomi più gravi erano proprio quelli con i livelli più alti di iperglicemia. Anche l’età si è rivelato un fattore determinante, poiché i soggetti con iperglicemia che presentavano i sintomi più evidenti di Disfunzione delle Ghiandole di Meibomio erano quelli nella fascia d’età tra i 60 ed i 64 anni. Non dimentichiamo, infatti, che il diabete mellito di tipo 2 – a differenza del diabete di tipo 1 –  è proprio tipico dell’età matura.  Alla luce di questi risultati e poiché, come già detto, la Disfunzione delle Ghiandole di Meibomio è uno dei fattori che predispongono alla Sindrome dell’Occhio Secco, lo studio ha evidenziato come i malati di diabete di tipo 2 sono maggiormente propensi a sviluppare questa patologia.

Fonte Garzon J. Effects of diabetes type 2 on Meibomian glands, ocular surface and tear function. Presented at: Association for Research in Vision and Ophthalmology annual meeting; April 28-May 3, 2018; Honolulu.

Occhio Secco Indagine Edra per Novartis

Occhio secco: l’indagine Edra per Novartis, realizzata in occasione della Giornata Mondiale della Vista tenutasi il 12 Ottobre 2017, ha voluto fotografare lo scenario italiano della sindrome dell’occhio secco e del suo legame con le abitudini quotidiane, offrendo spunti utili per la gestione dei pazienti che convivono con questa patologia. Novartis ha coinvolto alcuni fra i più autorevoli  esperti italiani, fra cui Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico, di cui fa parte il Centro Italiano Occhio Secco di Milano.

Occhio secco: indagine e risultati in breve

Quanto è diffuso l’occhio secco? Quali sono i sintomi dell’occhio secco?

Dalla indagine condotta da Edra per Novartis, emerge che nell’ultimo anno il 65% del campione ha sofferto di disturbi oculari. Tra i sintomi più comuni: occhi secchi o arrossati, bruciore, sensazione di avere qualcosa nell’occhio, prurito, annebbiamento visivo e fotofobia.

In quanti conoscono la patologia dell’occhio secco?

La metà degli intervistati non è stata in grado di identificare il proprio disturbo, dimostrando quindi che la conoscenza della sindrome dell’occhio secco è ancora scarsa.

Occhio secco, smartphone e computer

Il 57% degli intervistati utilizza quotidianamente dispositivi digitali come smartphone, tablet o computer, per una durata media di ben oltre le 5 ore. La maggior parte delle persone ritiene che questa esposizione contribuisca ad aumentare il rischio di insorgenza dell’occhio secco.

Sindrome dell’occhio secco: sintomi e cause

L’occhio secco è una patologia che consiste nell’alterazione dell’equilibrio che regola la secrezione e la distribuzione del film lacrimale. La superficie oculare risulta poco lubrificata, con sintomi come bruciore, senso di corpo estraneo, fotofobia e difficoltà ad aprire le palpebre. Le cause dell’occhio secco possono essere diverse: abitudini e stili di vita poco salutari, età, predisposizione ed altre patologie. L’uso prolungato di computer, tablet, e-reader e smartphone sta diventando una delle principali cause della sindrome dell’occhio secco: questa abitudine riduce la frequenza di ammiccamento, cioè del battito delle palpebre, impedendo così all’occhio di lubrificarsi come dovrebbe.

Altre cause sono di origine ormonale, come la menopausa, o l’età avanzata e l’uso di alcuni farmaci, la carenza di vitamina A, la polvere, l’inquinamento, malattie autoimmuni e anche l’abuso delle lenti a contatto.

Il coinvolgimento degli esperti

Al fine di accendere i riflettori sulla sindrome dell’occhio secco, Novartis ha coinvolto alcuni fra i massimi esperti italiani in un tavolo di lavoro per dar vita ad un dibattito sull’attuale situazione di incidenza, diagnosi e trattamento terapeutico della patologia in Italia.

Il tavolo di lavoro è composto da:

  • Massimo Accorinti, Dipartimento di Oftalmologia, Università La Sapienza di Roma;
  • Pasquale Aragona, Dipartimento di Scienze biomediche, Referente Regionale del Centro per le malattie della superficie oculare, Università di Messina;
  • Stefano Barabino, Clinica Oculistica, Di.N.O.G.M.I, Università di Genova;
  • Lucio Buratto, Centro Ambrosiano Oftalmico (CAMO) e Centro Italiano Occhio Secco, Milano
  • Andrea Leonardi, Dipartimento di Neuroscienze, Unità di Oftalmologia, Università di Padova;
  • Francesco Loperfido, responsabile ambulatorio di oftalmologia generale, Ospedale San Raffaele; oftalmologo Commissione Difesa Vista
  • Rita Mencucci, Clinica Oculistica Università di Firenze, Dipartimento di Chirurgia e Medicina Traslazionale, Università di Firenze;
  • Maurizio Rolando, Centro superficie oculare, IsPre Oftalmica, Genova
  • Paolo Vintani, Vice Presidente di Federfarma Milano

La sindrome dell’occhio secco è una patologia ancora troppo sottovalutata e su cui è necessario creare maggiore attenzione e una corretta informazione“ – commentano gli esperti coinvolti nel tavolo di lavoro Ciò significa fare educazione sulle cause che possono contribuire alla comparsa della malattia e creare una cultura sui corretti comportamenti per mantenere in salute i propri occhi. Il tavolo di lavoro vuole analizzare il contesto attuale, sensibilizzare tutti i soggetti coinvolti – esperti e possibili pazienti – fornendo inoltre indicazioni pratiche per aiutare a prevenire e gestire la sindrome dell’occhio secco attraverso un approccio a 360 gradi”.

Fonte: Novartis

Qualche suggerimento in caso di occhio secco

Occhio secco

In caso di occhi rossi o irritati, la prima cosa da fare è rivolgersi al proprio oculista. La sindrome dell’occhio secco, se non trattata correttamente, può peggiorare sensibilmente al punto da influenzare in modo notevole la vita di tutti i giorni. L’oculista potrà inizialmente prescrivere l’utilizzo di lacrime artificiali e la sospensione delle lenti a contatto, qualora in uso. Inoltre è importante idratare correttamente l’organismo, bevendo almeno due litri d’acqua al giorno, e seguire una dieta bilanciata e ricca di omega 3 e omega 6. Per i casi di occhio secco più seri sono previste diverse soluzioni, come l’occlusione dei puntini lacrimali, il lipflow o la luce pulsata.

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Se soffrite di secchezza oculare o desiderate maggiori informazioni,  contattate il Centro Italiano Occhio Secco, la prima struttura in Italia completamente dedicata alla cura di questo disturbo.

www.centroitalianoocchiosecco.itinfo@centroitalianoocchiosecco.it02 63611970