occhio secco e stress - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Abbiamo avuto modo di ripetere diverse volte sulle pagine di questo magazine che i fattori scatenanti la Sindrome dell’Occhio Secco sono davvero innumerevoli e trasversali. Genere, età, patologie pregresse, assunzione di farmaci, inquinamento, menopausa, uso prolungato di lenti a contatto, tipo di lavoro svolto e molto altro. Ma qual è il legame tra occhio secco e stress? Possiamo considerare lo stress come fattore determinante  dell’esordio e xdella progressione dalla patologia? Essere stressati può causare l’Occhio Secco o peggiorarne la sintomatologia?

Occhio Secco e stress: un circolo vizioso da non sottovalutare

Ebbene, lo stress può essere al contempo causa e conseguenza della Sindrome dell’Occhio Secco. Un vero e proprio circolo vizioso che è fondamentale (e non sempre facile) disinnescare. Ma in che modo?

La Sindrome dell’Occhio Secco è una patologia cronica e per certi aspetti invalidante. Invalidante perché preclude a chi ne è affetto la libertà di godere appieno di alcuni momenti della vita. Momenti all’aria aperta, viaggi in aereo, giornate trascorse in spiaggia, ma anche lunghe permanenze in ambienti come uffici o sale riunioni… l’insidia è sempre dietro l’angolo. La qualità dell’aria, le polveri sottili, il sole, il vento, la sabbia… l’occhio di chi è affetto dalla sindrome ha una sensibilità molto marcata. E può andare incontro ad arrossamento, bruciore, iperlacrimazione nelle occasioni più svariate. Di conseguenza stress, tensione nervosa, ansia e persino depressione possono diventare la spiacevole compagnia di chi è affetto dalla Sindrome dell’Occhio Secco.

I farmaci per il benessere emotivo possono provocare un impoverimento del film lacrimale

Qualora si cerchi di gestire la propria salute emotiva con l’aiuto dei farmaci, è possibile innescare una cronicizzazione nonché una recrudescenza dei sintomi. Questo accade perché alcuni farmaci ansiolitici o antidepressivi sono di fatto responsabili di una disidratazione e di un impoverimento del film lacrimale. Lasciando il paziente in balia di un vero e proprio circolo vizioso, dove disturbi oculari e malessere emotivo si alternano e spesso si accavallano in modo davvero spiacevole.

occhio secco e stress - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Come interrompere il legame causa effetto tra occhio secco e stress?

Spesso si tratta di un legame stretto e difficile da interrompere. Le strade da intraprendere dunque saranno due:

  1. interpellare un medico oculista specializzato nella sindrome dell’Occhio Secco. Si occuperà di diagnosticare la patologia individuando le cause che l’hanno innescata, e indicando il percorso terapeutico più idoneo per controllarla e curarla efficacemente sul lungo periodo (potrà essere un ciclo di sedute di luce pulsata, una terapia farmacologica o altro).
  2. sarà poi utile rivolgersi anche ad uno specialista per quanto riguarda i sintomi della sfera emotiva, con cui fare un percorso riabilitativo, basato su colloqui o su farmaci che tengano conto dello stato di salute visiva del paziente.

Centro Italiano Occhio Secco: competenza medica e la giusta dose di empatia

Essere affetti da sindrome dell’occhio secco non è facile. E’ una patologia che mette a dura prova non solo il benessere oculare, ma anche la sfera emotiva di chi ne è affetto. Che spesso finisce col sentirsi frustrato, triste e incompreso. Presso il Centro Italiano Occhio Secco opera un team di medici oculisti specializzati nel trattamento della sindrome e dei suoi sintomi. Medici competenti ma al contempo dotati della giusta empatia. Specialisti che sapranno indirizzarti verso i percorsi terapeutici migliori dandoti al contempo l’appoggio e la comprensione che forse altrove fatichi a trovare.

Vuoi saperne di più?

Chiamaci: siamo a tua disposizione da lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 1970 o scrivici a info@centroitalianoocchiosecco.it.

secchezza oculare tre rimedi - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Com’è noto, la Sindrome dell’Occhio Secco è stata spesso sottovalutata e confusa con un disturbo passeggero. Qualcosa di gestibile in modo autonomo con qualche farmaco da banco. Nel tempo, però, si è compreso che quella secchezza oculare transitoria e passeggera, in realtà potrebbe essere qualcosa di ben più complesso ed insidioso. Che va valutato ed affrontato con l’aiuto di uno specialista.

Il panorama delle terapie per la secchezza oculare cronica e patologica – ovvero la Sindrome dell’Occhio Secco – è molto vasto. Le diverse opportunità di trattamento dipendono dalle cause  della patologia. Sta dunque allo specialista indicare l’iter terapeutico più corretto per ciascun caso. Insomma, se la sintomatologia può sembrare sempre più o meno uguale, non possiamo dire lo stesso delle cause che risiedono a monte e dei percorsi terapeutici da intraprendere. Detto questo, elenchiamo a titolo informativo alcune tra le terapie maggiormente in uso per la cura della Sindrome dell’Occhio Secco.

Secchezza oculare cronica: terapia farmacologica

La terapia farmacologica è molto in uso per il trattamento della secchezza oculare cronica. Si tratta per lo più di farmaci anti infiammatori da assumere per via orale o da somministrare in modalità topica. I principi attivi sono differenti. La ricerca scientifica non cessa di indagare la correlazione tra ciascuno di essi ed i possibili effetti benefici a livello di qualità del film lacrimale e di benessere della superficie oculare. Molto incoraggianti sono i risultati restituiti dalla terapia con anti infiammatori su base ormonale. Ottimi riscontri provengono anche dai colliri arricchiti con trealosio, dei quali abbiamo già avuto modo di parlare in questo magazine.

La pulsazione termica con Lipiflow

La pulsazione termica è un trattamento altamente efficace per secchezza oculare e Sindrome dell’Occhio Secco causate da Meibomite. Laddove le ghiandole di Meibomio non riescano a svolgere la loro funzione correttamente e vadano incontro ad occlusione ed infiammazione, la pulsazione termica è sempre una delle scelte d’elezione. Il trattamento con pulsazione termica per la Sindrome dell’Occhio Secco riesce ad offrire al paziente una sensazione di ritrovato comfort oculare sempre molto gradita. E non solo. La sua efficacia è notevole, a tal punto che spesso la sintomatologia si risolve. 

La luce pulsata

La terza terapia per la secchezza oculare cronica e patologica è la luce pulsata. Molto in uso in ambito estetico, la luce pulsata trova impiego anche in medicina. Il dispositivo progettato per trattare la Sindrome dell’Occhio Secco è ad alto apporto tecnologico nonché unico nel suo genere. Oltre a regalare una notevole sensazione di sollievo e di benessere oculare, il trattamento è altamente efficace già dalla prima somministrazione e consente di trattare con successo la Sindrome dell’Occhio Secco anche sul lungo periodo.

Vuoi conoscere più da vicino le terapie per la secchezza oculare?

Chiamaci: siamo a tua disposizione da lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 1970 o scrivici a info@centroitalianoocchiosecco.it.

 

 

sindrome dell'occhio secco curiosità - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

La Sindrome dell’Occhio Secco è spesso sottovalutata e confusa con un disturbo transitorio di secchezza oculare. In realtà è una vera e propria patologia, che nasconde insidie e fastidi che vanno ben oltre la semplice sensazione di mancata idratazione oculare. Approfittiamo di questa considerazione per conoscere qualche curiosità sul tema e sfatare qualche falso mito, a beneficio di chi soffra di secchezza oculare ma non abbia mai avuto modo di approfondire l’argomento. 

3 falsi miti sulla Sindrome dell’Occhio Secco

1 – La Sindrome dell’Occhio Secco non sempre causa secchezza oculare

Cominciamo subito con una curiosità che forse vi lascerà un po’ basiti. Nonostante si chiami Sindrome dell’Occhio Secco, la patologia non porta sempre con sé una marcata secchezza oculare. Anzi. Chi ne soffre potrebbe sperimentare una certa iperlacrimazione. Ma com’è possibile? Accade perché le lacrime, impoverite della loro parte lipidica, si ritrovano ad essere marcatamente acquose. E non riescono ad esercitare la naturale funzione di lubrificazione, andando di fatto disperse al di fuori dell’occhio.

La diagnostica ci viene in aiuto per confermare la presenza della patologia

Nel caso di un sintomo insolito o che non comprendiamo, rivolgiamoci ad un oculista specialista. Per valutare la qualità delle lacrime ed il livello di secchezza oculare vi sono oggi diversi test diagnostici particolarmente validi. Tra questi, menzioniamo il test di Schirmer e la biomicroscopia digitalizzata.

Il falso mito: pensare che tutte le persone affette da Sindrome dell’Occhio Secco producano meno lacrime di chi non lo è.

2 – La terapia per la Sindrome dell’Occhio Secco non è una soltanto

La Sindrome dell’Occhio Secco è una patologia multifattoriale. Questo significa che le cause della Sindrome dell’Occhio Secco possono essere più d’una. Talvolta pesa maggiormente il fattore ormonale, altre volte quello ambientale, altre volte ancora l’assunzione di farmaci o una patologia autoimmune preesistente… tIl mix di fattori ed il loro peso è differente da individuo a individuo. Pertanto non è possibile trattare la patologia sempre allo stesso modo.

Anche in questo caso, la diagnostica è fondamentale per comprendere la causa della patologia

Alcuni test diagnostici sono molto utili per individuare o escludere una o l’altra causa della Sindrome dell’Occhio Secco. La meibografia, ovvero l’esame che si occupa di valutare lo stato di salute delle ghiandole di Meibomio, è uno di questi. Naturalmente, è compito dello specialista eseguirli ed interpretarli correttamente, nel contesto di una visita oculistica specialistica per la Sindrome dell’Occhio Secco.

Il falso mito: pensare che la cura d’elezione della Sindrome dell’Occhio Secco sia data dalle lacrime artificiali e dai colliri reidratanti. Al contrario, ad ogni possibile causa corrisponderà un percorso terapeutico differente e personalizzato.

3 – La Sindrome dell’Occhio Secco può manifestarsi ad ogni età

Questa curiosità sulla Sindrome dell’Occhio Secco è molto interessante, ed è importante che anche i genitori ne vengano a conoscenza. Negli ultimi anni si sono verificati diversi casi di Sindrome dell’Occhio Secco anche in età pediatrica ed evolutiva. La forte dipendenza da schermi elettronici, la qualità dell’aria, una dieta poco varia e ricca di frutta e verdura, e le allergie preesistenti possono innescare la sindrome anche in giovane età.

Aiutare il bambino a ritrovare il suo benessere oculare è fondamentale

Per crescere al meglio sia nella famiglia, che nell’apprendimento scolastico, così come nell’ambito della socializzazione, i bambini hanno bisogno di stare bene. Per aiutare il bambino a ritrovare il suo benessere globale e a coltivare la giusta dose di sicurezza in se stesso e di autostima, la famiglia è fondamentale. Così come lo sono il pediatra e gli specialisti. Ed è proprio la giusta sinergia tra famiglia e specialisti nella diagnosi e cura della Sindrome dell’Occhio Secco la chiave di volta per trattare con successo il disturbo anche nei più piccoli.

Il falso mito: pensare che l’Occhio Secco colpisca solo gli adulti.

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L’iperlacrimazione è un disturbo oculare che, se persiste nel tempo, può diventare una compagnia decisamente sgradita e fastidiosa. Le cause che la possono innescare sono differenti: allergie, congiuntiviti, difetti visivi non corretti o corretti erroneamente, ptosi della palpebra inferiore e altre. Aggiungiamo all’elenco anche la Sindrome dell’Occhio Secco. Ma come? Direte voi. E’ possibile soffrire di iperlacrimazione e di secchezza oculare al tempo stesso? Ebbene si. Vediamo come e perché.

Che cosa si intende per iperlacrimazione

Noi tutti la chiamiamo iperlacrimazione o lacrimazione eccessiva, ma il termine medico è epifora. Lungo la parte interna del bordo palpebrale si trovano le ghiandole di Meibomio. Queste ghiandole sono deputate alla secrezione delle lacrime, che sono composte da un mix di acqua, lipidi e proteine. Il film lacrimale secreto dalle ghiandole di Meibomio esercita una preziosa azione di difesa delle strutture oculari da parte degli agenti esterni: esso infatti mantiene pulita, protetta e ben idratata la superficie oculare.

Fanno parte di questo importante meccanismo di idratazione e lubrificazione anche il dotto nasolacrimale ed il sacco lacrimale. A volte questo sistema non funziona correttamente o non riesce a svolgere la sua funzione a causa di alcuni agenti esterni o patologie oculari. Accade allora che le lacrime si disperdano al di fuori degli occhi: è questa l’iperlacrimazione.

Come accennato in apertura, le cause possono essere innumerevoli:

  • allergie o congiuntiviti, che irritano l’occhio innescando un’alterazione della quantità del film lacrimale;
  • infezioni batteriche o virali;
  • problemi oculari di tipo estetico e funzionale, come la ptosi del bordo palpebrale inferiore;
  • intasamento del sistema di drenaggio delle lacrime verso il naso;
  • ammiccamento insufficiente;
  • alterazione della qualità del film lacrimale che, se impoverito della sua parte lipidica, non riesce a distribuirsi in modo omogeneo.

L’epifora può essere anche causata da un trauma, da una patologia non oculare transitoria o autoimmune (sinusite o Sindrome di Sjogren, solo per fare qualche esempio), o dall’assunzione di determinati farmaci in modo prolungato nel tempo (cortisonici, chemioterapici….)

La visita oculistica specialistica è fondamentale per individuare l’origine dell’iperlacrimazione così come il percorso terapeutico mirato per le proprie esigenze di salute visiva.

Sintomi che si accompagnano all’epifora

L’epifora talvolta si presenta come sintomo isolato e del tutto transitorio, altre volte invece è accompagnata da altri disturbi e permane nel tempo. Tra i sintomi che possono accompagnarla citiamo:

  • fotofobia
  • arrossamento oculare
  • prurito e bruciore oculare
  • sensazione di corpo estraneo

In commercio vi sono innumerevoli farmaci da banco ad azione lenitiva di questi sintomi. Alcuni sono a base di camomilla o malva, altri a base di acido ialuronico o altri principi attivi naturali. Può trattarsi di colliri o salviette per la pulizia oculare. Questi farmaci sono spesso di grande aiuto, ma prima di acquistarli si consiglia sempre di chiedere il parere del medico: somministrarli in modo autonomo senza conoscere l’origine dell’iperlacrimazione può causare anche un peggioramento dei sintomi. Che sul lungo periodo potrebbero diventare ancor più difficili da eradicare.

Iperlacrimazione e Sindrome dell’Occhio Secco

Tra le cause della iperlacrimazione abbiamo menzionato anche l’alterazione della qualità del film lacrimale. La Sindrome dell’Occhio Secco si caratterizza per un’alterata qualità del film lacrimale che, impoverito della sua parte lipidica, non riesce a distribuirsi correttamente sulla superficie oculare e si disperde al di fuori di essa. Ma non solo. Più le lacrime si fanno “povere” e marcatamente acquose, più l’occhio perde la sua naturale idratazione e più cercherà di produrne di nuova, per compensare la perdita. Per questo motivo una lacrimazione abbondante può essere uno dei sintomi distintivi della Sindrome dell’Occhio Secco.

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Vuoi prenotare una visita oculistica specialistica per la Sindrome dell’Occhio Secco? Chiamaci: siamo a tua disposizione da lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 1970 o scrivici a info@centroitalianoocchiosecco.it.

 

Le innovazioni tecnologiche in ambito medico e la farmacologia applicata all’oftalmologia hanno consentito di proporre ai pazienti affetti da Occhio Secco una gamma interessante di soluzioni. Si va dai percorsi terapeutici mirati, sino alla messa a punto di farmaci capaci di apportare benefici concreti e tangibili. La Sindrome dell’Occhio Secco può essere causata da molteplici fattori. I sintomi sembrano essere più o meno sempre i medesimi, ma non possiamo affermare lo stesso per le cause scatenanti. Per questo motivo la ricerca è costantemente impegnata nell’indagine di nuove soluzioni terapeutiche mirate. Se per esempio sono indubbi i benefici della luce pulsata laddove la Sindrome dell’Occhio Secco sia causata da Meibomite, in altri casi può essere utile far ricorso a trattamenti di tipo farmacologico. Spendiamo oggi due parole sul trealosio, una molecola le cui caratteristiche si prestano molto bene a dar sollievo a chi soffre di Dry Eye Syndrome. 

Osservare ed apprendere la lezione di madre natura

Capita spesso in farmacologia che una molecola sia isolata ed utilizzata per fini medici a partire dall’osservazione di un fenomeno naturale. Ed è quanto accade nel caso del treaolosio. Alla base dell’individuazione dell’utilità farmacologica del trealosio, vi è l’osservazione di un fenomeno naturale: l’anidrobiosi. L’anidrobiosi è la capacità di un essere vivente di sopravvivere in condizioni termiche estreme e soprattutto di siccità persistente. Le cellule degli esseri viventi sottoposti ad un forte stress ambientale e ad una forte disidratazione riescono a sopravvivere (ed a recuperare vitalità quando reidratate) proprio grazie alla loro capacità di sintetizzare (ovvero produrre) il trealosio.

Cos’è il trealosio?

Il trealosio è una molecola presente in natura, capace di esercitare un’azione protettiva nei confronti delle cellule sottoposte a forme di stress ambientale. E’ presente nei funghi, nei lieviti e persino in alcuni insetti. In caso di condizioni ambientali avverse, il trealosio ha le seguenti capacità:

  • funge da riserva energetica
  • stabilizza le proteine in caso di shock termico
  • esercita un’azione antiossidante
  • preserva le cellule in vita anche in casi di assenza d’acqua protratta nel tempo

E’ proprio quest’ultima caratteristica a rendere il trealosio una molecola particolarmente utile per i pazienti affetti da Sindrome dell’Occhio Secco. Il trealosio infatti esercita un’azione protettiva nei confronti delle molecole affette da forte disidratazione o da perdita d’acqua.

In che modo il trealosio è utile per chi soffre di Sindrome dell’Occhio Secco

Gli studiosi si sono concentrati sull’effetto citoprotettore del trealosio nei confronti della superficie oculare. Probabilmente avrete già sentito parlare di effetto citoprotettore in relazione ad alcuni farmaci messi a punto per proteggere le mucose gastrointestinali. Il meccanismo è più o meno lo stesso, perché il trealosio è in grado di proteggere le mucose che rivestono l’occhio e che dovrebbero fornirgli un’idratazione adeguata. In pratica, grazie alla molecola di trealosio, la cornea è maggiormente protetta dall’evaporazione del film lacrimale innescato dall’Occhio Secco e riesce a conservare un buon grado di idratazione anche laddove i sintomi siano particolarmente marcati.

Come assumere il trealosio e quando

Oggi il trealosio è acquistabile sotto forma di collirio, al pari di quanto accade con altri prodotti oftalmici a base, per esempio, di acido ialuronico. E’ comunque bene segnalare che qualunque farmaco, anche da banco, può provocare uno sgradevole effetto boomerang qualora somministrato senza parere medico. Sarà lo specialista, sulla base della visita oculistica e del colloquio con il paziente, a stabilire le cause della Sindrome dell’Occhio Secco, a eseguirne la diagnosi e ad indicare il percorso terapeutico adeguato. Come detto in apertura, infatti, la Sindrome dell’Occhio Secco è un disturbo multifattoriale. Pertanto, la terapia indicata per un paziente può non essere risolutiva per un altro.

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luce pulsata per occhio secco - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Sono sempre di più le persone che lamentano un insieme di sintomi che gli addetti ai lavori definiscono con il termine di “discomfort oculare”. Bruciore, arrossamento, fastidio alla luce, sensazione di corpo estraneo, iperlacrimazione sono tra essi. La causa è l’alterazione quantitativa e qualitativa del film lacrimale, che tutti conosciamo come Sindrome dell’Occhio Secco. Oggi, la luce pulsata per occhio secco è una terapia altamente efficace laddove la patologia sia innescata da una disfunzione delle ghiandole di Meibomio. Vediamo in che modo e con che risultati.

Che cos’è la Meibomite

L’alterazione del film lacrimale che è alla base della Sindrome dell’Occhio Secco può essere causata

  • da una produzione di lacrime non sufficiente
  • da una eccessiva evaporazione lacrimale

La Sindrome dell’Occhio Secco causata da evaporazione eccessiva delle lacrime è detta proprio forma evaporativa. Le lacrime sono composte da una parte acquosa ed una lipidica: qualora la parte lipidica venga a mancare, la parte acquosa andrà dispersa e l’occhio perderà la sua naturale idratazione. La componente lipidica delle lacrime è secreta dalle Ghiandole di Meibomio, situate alle estremità delle palpebre sia inferiori che superiori.

Quando queste ghiandole si infiammano e si ostruiscono, si innesca un meccanismo per il quale il film lacrimale si impoverisce e l’occhio va incontro a irritazione ed infiammazione. La parte acquosa si perde, il paziente va incontro ad iperlacrimazione e l’occhio si irrita e si infiamma. Paradossalmente, dunque, la Sindrome dell’Occhio Secco causata da Meibomite porta ad una aumentata produzione lacrimale. In aggiunta a questo disturbo, il paziente non tollera più le lenti a contatto, fatica a svolgere alcune attività (lavorare al computer molte ore, per esempio), sperimenta una serie di sintomi poco tollerabili quali bruciore, sensazione di corpo estraneo, arrossamento. E non solo: l’ostruzione delle Ghiandole di Meibomio può innescare a sua volta altri disturbi di natura infettiva: calazi e orzaioli ne sono un esempio.

Luce pulsata per occhio secco, quando è utile

Spesso chi è affetto da Sindrome dell’Occhio Secco ricorre a colliri idratanti per trovare sollievo nell’immediato. Seppur utili, questi farmaci da banco non risolvono il problema alla radice. Una terapia valida per sbloccare le Ghiandole di Meibomio è la Luce Pulsata. Il generatore di luce pulsata è un apparecchio di ultima generazione pensato per somministrare una serie di impulsi a base di luce e calore, capaci di stimolare opportunamente le Ghiandole di Meibomio. Sbloccare le ghiandole di Meibomio significa:

  • rimettere in circolo la parte lipidica del film lacrimale
  • interrompere l’evaporazione lacrimale ed i sintomi irritativi connessi
  • prevenire l’insorgenza di altre complicanze

Solitamente il paziente apprezza i benefici del trattamento già dalla prima seduta, che si rivela particolarmente piacevole. Per raggiungere risultati ottimali e duraturi, tuttavia, è fondamentale seguire un iter terapeutico ben preciso, fatto di appuntamenti cadenzati indicati dallo specialista. La Sindrome dell’Occhio Secco è difatti una patologia che tende a ripresentarsi periodicamente: per questo motivo seguire il calendario delle sedute di trattamento con luce pulsata per Sindrome dell’Occhio Secco è davvero cruciale.

Luce pulsata: è davvero efficace? Presenta controindicazioni?

Il trattamento con luce pulsata per occhio secco è particolarmente efficace laddove a monte della patologia vi sia una disfunzione delle ghiandole di Meibomio. Già dopo la prima seduta, come detto, i pazienti possono sperimentare un’intensa e ritrovata sensazione di benessere oculare. La luce pulsata non presenta controindicazioni, è un trattamento indolore e della durata di pochi minuti.

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Vuoi conoscere più da vicino i migliori trattamenti per la cura della Sindrome dell’Occhio Secco? Chiamaci: siamo a tua disposizione da lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 1970 o scrivici a info@centroitalianoocchiosecco.it.

 

 

sindrome dell'occhio secco e menopausa - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Tra le cause più note e frequenti della Sindrome dell’Occhio Secco femminile figura, com’è noto, la menopausa. In realtà, quel delicato periodo della vita della donna che solitamente si definisce con il nome di “menopausa” andrebbe indicato con il nome più corretto di climaterio. Un lasso temporale ben più lungo che, oltre alla menopausa vera e propria, include la premenopausa e la postmenopausa. Ebbene, gli oculisti dell’Associazione Italiana Medici Oculisti avvertono: attenzione a non focalizzarsi sul solo periodo della menopausa come momento di rischio per lo sviluppo della Sindrome dell’Occhio Secco. Vediamo assieme le implicazioni sul fronte pratico di questo ammonimento. 

Ormoni e salute oculare: quale legame?

L’andamento dei parametri ormonali di ciascuno di noi può esercitare un’influenza diretta sulla nostra salute oculare. A risentirne è, in primis, proprio il film lacrimale, ma non solo. Anche la capacità accomodativa del cristallino può risentire di un’alterazione dei livelli ormonali: non a caso può capitare che durante una gravidanza la donna abbia la sensazione di avere qualche difficoltà visiva. Specialmente alle distanze ravvicinate.

Occhio secco e menopausa, ma non solo!

Per quanto riguarda il genere femminile, è fondamentale prendere in considerazione il fatto che lo sviluppo ormonale, oggi, avviene qualche anno prima di quanto avvenisse nelle generazioni passate. Già intorno ai 45-48 anni la donna comincia a sperimentare tutte le conseguenze tipiche dell’abbassamento dei livelli ormonali, nello specifico dell’ipoestrogenismo: una gamma di disturbi di diversa entità che possono coinvolgere tipicamente anche l’apparato visivo.

Eppure, dati alla mano, occorre segnalare che i disturbi oculari non si manifestano in modo conclamato solamente durante la menopausa. Il 45% delle donne riferisce di sperimentare i tipici disturbi oculari della menopausa già durante la pre-menopausa.

Tra questi disturbi citiamo:

  • arrossamento oculare
  • offuscamento visivo transitorio
  • difficoltà nella messa a fuoco
  • sensazione di secchezza oculare
  • scarsa tolleranza delle lenti a contatto

Attenzione alla cronicizzazione dei sintomi in pre menopausa

I sintomi sopracitati, laddove divengano cronici e ricorrenti, sono tutti riferibili alla Sindrome dell’Occhio Secco. In questo contesto, è importante che questi non siano interpretati come fenomeni isolati, né trattati in modo sporadico e occasionale attraverso l’assunzione di palliativi o farmaci da banco.

Prendere coscienza di essere in presenza di un disturbo oculare globale e di più ampio respiro anche laddove non si sia ancora in piena menopausa è il primo passo per evitare la cronicizzazione di questi disturbi.

Disturbi che, laddove diventino cronici, sono più difficili da esacerbare, e finiscono per riproporsi con insistenza sino alla post menopausa. Il 60% delle donne in post menopausa infatti riferisce i sintomi tipici di questo stato di discomfort oculare che a sua volta tende a sfociare nella Sindrome dell’Occhio Secco.

Cosa fare in presenza di sintomi da discomfort oculare ancor prima di entrare in menopausa

Il consiglio è quello di prenotare una visita oculistica approfondita al fine di definire lo stato di salute oculare della paziente collocandolo nel quadro del suo stato di salute generale. In questo senso può essere d’aiuto interpellare non solo l’oculista, ma anche il ginecologo ed eventualmente l’endocrinologo.

E gli uomini?

Come detto in apertura, le oscillazioni ormonali influenzano sovente la salute visiva. In questo articolo ci siamo focalizzati sui disturbi che investono e coinvolgono il genere femminile con riferimento al periodo del climaterio. Un lettore attento si starà dunque domandando se anche gli uomini possano sperimentare i disturbi da discomfort oculare legati alle oscillazioni ormonali. La risposta è affermativa anche se, statistiche alla mano, la Sindrome dell’Occhio Secco su base ormonale interessa maggiormente le donne. Le ragioni sono diverse:

  • alcune patologie autoimmuni (come la Sindrome di Sjogren) note per essere fattori di rischio della Sindrome dell’Occhio Secco sono più diffuse nel genere femminile;
  • gli sbalzi ormonali che interessano il genere femminile (gravidanze, ciclo mestruale, climaterio) sono più marcati rispetto a quelli che invece riguardano il genere maschile.

Ciò non significa che il genere maschile sia esente dallo sviluppare la Sindrome dell’Occhio Secco, che anzi negli ultimi anni tende a colpire ampie porzioni di popolazione in modo trasversale. Inclusi pazienti in età pediatrica. In quei casi naturalmente i fattori di rischio da prendere in esame saranno differenti da quelli discussi in questo breve articolo.

Vuoi saperne di più?

Non sei in menopausa ma stai sperimentando qualche disturbo oculare mai provato prima? Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 63611970 o scrivici a info@centroitalianoocchiosecco.it. Saremo lieti di prenderci cura della tua salute oculare.

sindrome dell'occhio secco - Centro Italiano Occhio Secco

Le vacanze estive sono terminate ed è ora di far ritorno alle proprie abitazioni, alla propria routine ed ai propri impegni lavorativi. Qualcuno si sente particolarmente motivato e carico di energie positive, molti altri invece ne soffrono. Lo stress da rientro dopo le vacanze estive è una condizione di malessere piuttosto comune e generalizzato, che può coinvolgere non solo la sfera emotiva, ma anche quella fisica. Tra i sintomi, ansia, sonno disturbato, cefalee, dolori muscolari, difficoltà di concentrazione e digestive. Anche l’apparato visivo può subire lo stress da rientro, restituendoci qualche sintomo fastidioso che è bene non sottovalutare.

Basta poco per alterare il prezioso equilibrio del film lacrimale

Come abbiamo già avuto modo di sottolineare in diverse occasioni sulle pagine di questo magazine, il film lacrimale protegge i nostri occhi dalle aggressioni esterne e li mantiene ben lubrificati. Si tratta di un piccolo ecosistema davvero delicatissimo. Basta poco, e il prezioso equilibrio che ne regola il funzionamento si altera, innescando una serie di sintomi spiacevoli e fastidiosi. Trascurare questi sintomi significa esporsi al rischio che si ripropongano di frequente, cronicizzandosi e sfociando nella Sindrome dell’Occhio Secco.

Fattori di stress oculare al ritorno dalle vacanze estive

L’omeostasi della superficie oculare può essere messa a dura prova proprio dal rientro in città dopo le vacanze estive. Il cambio di clima e la necessità di tornare a trascorrere diverse ore in ambienti chiusi può essere particolarmente stressante per l’apparato visivo. Senza contare il fatto che spesso si trascorre gran parte del tempo di fronte alla luce artificiale dei computer. Insomma, se ci siamo regalati giorni di relax trascorsi all’aria aperta, forse in luoghi meno inquinati rispetto a quelli in cui viviamo d’abitudine, godendo di tutto il piacere di contemplare incantevoli paesaggi da cartolina, col rientro in città è più che comprensibile che anche i nostri occhi diano qualche segno di insofferenza.

Come accorgersi se il film lacrimale si sta scompensando?

Il ritorno alla propria routine dopo le vacanze è già di per sé un momento potenzialmente stressante e può capitare di non far caso, in prima battuta, ai piccoli segnali che l’apparato visivo ci invia. Eppure, non ci stancheremo mai di ripeterlo, l’apparato visivo è un delicatissimo ingranaggio il cui funzionamento troppe volte si dà per scontato. Impariamo dunque a fermarci un attimo e ad ascoltare anche i più piccoli segnali che i nostri occhi ci inviano. Iperlacrimazione, arrossamento e bruciore oculare non sempre sono sintomi di una passeggera allergia stagionale. Prima di confondere un disturbo con l’altro e di ricorrere d’impulso ad un farmaco da banco, è bene riflettere. E programmare una visita oculistica specialistica. Perché la Sindrome dell’Occhio Secco potrebbe essere dietro l’angolo.

Che fare, dunque?

Il consiglio è quello di disinnescare i disturbi prima che questi diventino cronici. Programmare una visita oculistica specialistica è il primo passo per inquadrare i sintomi e ricevere una diagnosi corretta. Sarà poi lo specialista ad indicare il percorso terapeutico più indicato, che potrà spaziare da una più accurata igiene oculare con l’aiuto di un collirio lenitivo e idratante, sino a trattamenti più mirati per fronteggiare l’eventuale insorgenza della Sindrome dell’Occhio Secco. Non dimentichiamo, inoltre, che un grande aiuto può venire anche dall’alimentazione. Spesso le vacanze sono sinonimo di dieta disordinata ed eccessiva a favore di cibi pronti, veloci e grassi. Al rientro si consiglia di rimettersi quanto prima “in carreggiata”, abbondando con frutta e verdura di stagione, alimenti ricchi di omega 3 e soprattutto bevendo molta acqua. Potrà sembrare scontato, ma l’acqua è davvero una fonte preziosa di idratazione anche per gli occhi.

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occhio secco e menopausa - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Con l’arrivo della menopausa, il corpo della donna va incontro ad una serie di cambiamenti anche di un certo rilievo. Un vero e proprio uragano di sintomi non sempre piacevoli, che investono spesso anche la sfera emotiva. Tra questi, sudorazione notturna, vampate di calore, palpitazioni, vertigini e molti altri. Anche l’apparato visivo è colpito dalle manifestazioni tipiche di questo periodo così delicato della vita della donna. Approfondiamo dunque il tema del rapporto esistente tra Occhio Secco e menopausa, e vediamo quali possono essere le strade da intraprendere per ritrovare il proprio benessere oculare. 

Climaterio e menopausa: cosa sono

Climaterio e menopausa sono i termini con i quali si indica l’insieme di manifestazioni fisiche ed emotive che conducono al termine del periodo fertile della donna. Nello specifico, il climaterio include 3 momenti, chiamati premenopausa, menopausa e postmenopausa. Durante la premenopausa cominciano a manifestarsi i primi sintomi che indicano che le ovaie stanno cominciando a cessare la loro funzionalità. La premenopausa può durare diversi anni. Ad essa fa seguito la menopausa, periodo durante il quale le mestruazioni scompaiono. A questo periodo fa seguito la post menopausa. Durante l’intero processo si verifica un progressivo calo di estrogeni nel sangue.

Occhio Secco e Menopausa: i sintomi

Durante la menopausa e la post menopausa la donna sperimenta alcuni sintomi da disidratazione. Si tratta di sintomi connessi al calo di estrogeni nel sangue. Tra questi menzioniamo la secchezza vaginale, la disidratazione cutanea e, non ultimo, la secchezza oculare. Anche gli occhi, infatti, risentono notevolmente delle modificazioni ormonali poste in essere da questo delicato periodo della sfera femminile. La letteratura scientifica ha posto in correlazione il calo di estrogeni alla cheratocongiuntivite secca, ovvero alla Sindrome dell’Occhio Secco. 

Il calo di estrogeni porta ad una evaporazione del film lacrimale con conseguente comparsa di un insieme di sintomi quali:

  • sensazione di secchezza oculare;
  • iperlacrimazione;
  • bruciore;
  • arrossamento;
  • sensazione di corpo estraneo;
  • fotofobia.

Alla lunga, e qualora non si intervenga, questi sintomi tendono a diventare cronici, innescando un vero e proprio circolo vizioso spesso esacerbato dall’uso non oculato dei farmaci da banco.

I farmaci da banco, gli idratanti oculari e le lacrime artificiali possono essere d’aiuto. Ma al fine di evitare uno sgradevole “effetto boomerang” vanno somministrati sempre dietro consiglio del proprio oculista e seguendo la posologia prescritta. 

Dott. Giuseppe di Meglio, Medico Oculista esperto in Sindrome dell’Occhio Secco presso il Centro Italiano Occhio Secco.

Possibilità di trattamento

E’ molto importante intervenire non appena i sintomi della Sindrome dell’Occhio Secco cominciano a manifestarsi. L’avanzare del tempo tende a peggiorare il quadro clinico e ad esporre l’occhio ad altri disturbi causati proprio dall’impoverimento del film lacrimale, come cheratiti e congiuntiviti.

Terapia sostitutiva ormonale

La Sindrome dell’Occhio Secco innescata dall’alterazione degli equilibri ormonali va trattata con le dovute attenzioni, rivolgendosi tanto al proprio ginecologo di fiducia, quanto al proprio oculista specializzato in secchezza oculare. Alcune ricerche scientifiche hanno evidenziato come la terapia sostitutiva ormonale possa essere d’aiuto nel migliorare il quadro clinico della Sindrome. Assumere estrogeni aiuta la produzione di lacrime ed è utile a controllare tutti gli altri sintomi tipici della patologia. Ma non solo: gli studiosi hanno sottolineato come anche i livelli di prolattina e di testosterone influiscano sull’alterazione del film lacrimale.

Colliri e farmaci per uso topico

Si consideri, peraltro, che oltre agli sbalzi ormonali, anche la riduzione di produzione di collagene e di acido ialuronico tipica dell’età avanzata può essere un fattore predisponente allo sviluppo della Sindrome dell’Occhio Secco. Oltre alla terapia sostitutiva ormonale, sarà dunque utile somministrare dei colliri a base di acido ialuronico. Chiedere consiglio allo specialista è d’obbligo.

Trattamento a base di luce pulsata per un beneficio sul lungo periodo

Infine, molto utili si sono rivelati i trattamenti a base di luce pulsata. I rimedi per uso topico sono efficaci ma che regalano una sensazione di benessere sul breve periodo. Al contrario, la luce pulsata è in grado di offrire uno stato di benessere oculare sul lungo periodo. Agendo sulle ghiandole di Meibomio, il trattamento con luce pulsata favorisce il ripristino del corretto equilibrio del film lacrimale, con particolare riferimento alle sue componenti lipidiche.

L’efficacia della luce pulsata è comprovata scientificamente. Oltre a ripristinare il corretto funzionamento delle ghiandole di Meibomio, regala una piacevole sensazione di comfort oculare e di benessere psicofisico ai pazienti che vi si sottopongono.

Dott. Giuseppe di Meglio, Medico Oculista esperto in Sindrome dell’Occhio Secco presso il Centro Italiano Occhio Secco.

Altri consigli utili sul tema occhio secco e menopausa

Si consiglia di seguire sempre con precisione le terapie prescritte dai propri medici avendo cura di rispettare i tempi di somministrazione così come i dosaggi. Evitare di abusare con il “fai da te”, cercare di limitare l’uso di lenti a contatto e bere molta acqua sono altresì di grande aiuto per migliorare il quadro clinico tipico della Sindrome dell’Occhio Secco. Ancora, si consiglia di riposare adeguatamente ed avere una dieta sana e varia, assumendo anche alimenti che contengono estrogeni naturali. Tra questi citiamo l’olio di oliva, le olive, le ciliegie, i broccoli, le uova, le cipolle rosse, i fagioli, il cavolfiore.

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occhio secco e vacanze - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Finalmente il conto alla rovescia per le vacanze estive è terminato e il giorno della partenza è imminente. Ci aspettano momenti di relax e divertimento, ma siamo consapevoli che la Sindrome dell’Occhio Secco potrebbe darci qualche fastidio. D’altronde, tra cambiamenti climatici e d’abitudini, i nostri occhi sono spesso i primi a farne le spese. Insomma, il binomio occhio secco e vacanze non è sempre dei più felici. Vediamo dunque qualche consiglio utile per partire in serenità mettendo in atto i giusti accorgimenti per prendersi cura del proprio benessere oculare anche lontano da casa. 

Prima di partire per le vacanze

Prima di partire per le vacanze estive si consiglia di consultare il proprio specialista. Sarà lui a suggerire, oltre alla terapia già in corso per il trattamento della Sindrome dell’Occhio Secco, qualche buon prodotto reidratante da viaggio. Abbinare alla terapia ordinaria già prescritta qualche prodotto che sia d’aiuto durante le vacanze è utile, ma è sempre meglio chiedere consiglio a chi ci ha in cura, al fine di evitare di innescare uno sgradito effetto boomerang. E di tornare a casa in preda ad una recrudescenza dei sintomi.

Come comportarsi durante il viaggio

I fastidi derivanti dal binomio occhio secco e vacanze cominciano già durante il tragitto verso la meta prescelta. Chi è affetto dalla Sindrome dell’Occhio Secco sa bene che bastano piccoli cambiamenti nella propria routine per innescare numerosi sintomi caratterizzanti la patologia ed il circolo vizioso che spesso ne consegue. Attenzione dunque a treni e aerei, all’interno dei quali l’aria condizionata non è modulabile secondo le nostre esigenze. All’interno delle cabine di questi mezzi di trasporto, l’aria è spesso secca e non è escluso che sia carica di polvere e pulviscolo. Il consiglio è quello di viaggiare con una mascherina per gli occhi sottomano se si tratta di spostamenti lunghi. Se invece si tratta di brevi tragitti, conviene tenere in borsa delle salviettine oculari ad azione detergente ed idratante e un collirio decongestionante monodose.

Piccoli accorgimenti una volta giunti presso il proprio alloggio

Una volta giunti a destinazione e preso possesso dell’alloggio, assicuratevi che questo sia ben pulito. Fate circolare l’aria e rimuovete tappeti e tessili non necessari. I tessili possono essere ricettacolo di particelle inquinanti e di polvere, spesso messi in circolo dai filtri dei sistemi di condizionamento. Se alloggiate in un albergo, chiedete che siano rimossi dalla vostra stanza. Se invece avete preso un appartamento in affitto, non dovrete far altro che spostarli, riponendoli in un armadio o una cassapanca. Abbiate cura di arieggiare gli ambienti ogni mattina, così da garantire un buon ricambio d’aria.

Occhio secco e vacanze: come comportarsi durante la permanenza presso la propria destinazione

Mare, montagna, lago, città d’arte? Ogni destinazione presenta le sue insidie. Se in spiaggia sabbia e vento possono essere particolarmente insidiosi per chi è affetto da Sindrome dell’Occhio Secco, la città d’arte può presentare livelli di PM10 più alti di quelli a cui solitamente siamo esposti. Attenzione poi agli sbalzi termici, ai quali è facile esporsi se si esce nelle ore più calde della giornata. Si consiglia dunque di proteggere sempre gli occhi da vento, sole intenso, agenti inquinanti ed irritanti indossando degli occhiali da sole protettivi, e di assumere molti liquidi nell’arco della giornata, così da reidratare il corpo e l’apparato visivo in questi momenti così delicati.

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Siamo a tua disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 63611970 o scrivici a info@centroitalianoocchiosecco.it.