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sindrome dell'occhio secco - Centro Italiano Occhio Secco

Le vacanze estive sono terminate ed è ora di far ritorno alle proprie abitazioni, alla propria routine ed ai propri impegni lavorativi. Qualcuno si sente particolarmente motivato e carico di energie positive, molti altri invece ne soffrono. Lo stress da rientro dopo le vacanze estive è una condizione di malessere piuttosto comune e generalizzato, che può coinvolgere non solo la sfera emotiva, ma anche quella fisica. Tra i sintomi, ansia, sonno disturbato, cefalee, dolori muscolari, difficoltà di concentrazione e digestive. Anche l’apparato visivo può subire lo stress da rientro, restituendoci qualche sintomo fastidioso che è bene non sottovalutare.

Basta poco per alterare il prezioso equilibrio del film lacrimale

Come abbiamo già avuto modo di sottolineare in diverse occasioni sulle pagine di questo magazine, il film lacrimale protegge i nostri occhi dalle aggressioni esterne e li mantiene ben lubrificati. Si tratta di un piccolo ecosistema davvero delicatissimo. Basta poco, e il prezioso equilibrio che ne regola il funzionamento si altera, innescando una serie di sintomi spiacevoli e fastidiosi. Trascurare questi sintomi significa esporsi al rischio che si ripropongano di frequente, cronicizzandosi e sfociando nella Sindrome dell’Occhio Secco.

Fattori di stress oculare al ritorno dalle vacanze estive

L’omeostasi della superficie oculare può essere messa a dura prova proprio dal rientro in città dopo le vacanze estive. Il cambio di clima e la necessità di tornare a trascorrere diverse ore in ambienti chiusi può essere particolarmente stressante per l’apparato visivo. Senza contare il fatto che spesso si trascorre gran parte del tempo di fronte alla luce artificiale dei computer. Insomma, se ci siamo regalati giorni di relax trascorsi all’aria aperta, forse in luoghi meno inquinati rispetto a quelli in cui viviamo d’abitudine, godendo di tutto il piacere di contemplare incantevoli paesaggi da cartolina, col rientro in città è più che comprensibile che anche i nostri occhi diano qualche segno di insofferenza.

Come accorgersi se il film lacrimale si sta scompensando?

Il ritorno alla propria routine dopo le vacanze è già di per sé un momento potenzialmente stressante e può capitare di non far caso, in prima battuta, ai piccoli segnali che l’apparato visivo ci invia. Eppure, non ci stancheremo mai di ripeterlo, l’apparato visivo è un delicatissimo ingranaggio il cui funzionamento troppe volte si dà per scontato. Impariamo dunque a fermarci un attimo e ad ascoltare anche i più piccoli segnali che i nostri occhi ci inviano. Iperlacrimazione, arrossamento e bruciore oculare non sempre sono sintomi di una passeggera allergia stagionale. Prima di confondere un disturbo con l’altro e di ricorrere d’impulso ad un farmaco da banco, è bene riflettere. E programmare una visita oculistica specialistica. Perché la Sindrome dell’Occhio Secco potrebbe essere dietro l’angolo.

Che fare, dunque?

Il consiglio è quello di disinnescare i disturbi prima che questi diventino cronici. Programmare una visita oculistica specialistica è il primo passo per inquadrare i sintomi e ricevere una diagnosi corretta. Sarà poi lo specialista ad indicare il percorso terapeutico più indicato, che potrà spaziare da una più accurata igiene oculare con l’aiuto di un collirio lenitivo e idratante, sino a trattamenti più mirati per fronteggiare l’eventuale insorgenza della Sindrome dell’Occhio Secco. Non dimentichiamo, inoltre, che un grande aiuto può venire anche dall’alimentazione. Spesso le vacanze sono sinonimo di dieta disordinata ed eccessiva a favore di cibi pronti, veloci e grassi. Al rientro si consiglia di rimettersi quanto prima “in carreggiata”, abbondando con frutta e verdura di stagione, alimenti ricchi di omega 3 e soprattutto bevendo molta acqua. Potrà sembrare scontato, ma l’acqua è davvero una fonte preziosa di idratazione anche per gli occhi.

Vuoi saperne di più?

Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 63611970 o scrivici a info@centroitalianoocchiosecco.it

 

 

occhio secco e menopausa - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Con l’arrivo della menopausa, il corpo della donna va incontro ad una serie di cambiamenti anche di un certo rilievo. Un vero e proprio uragano di sintomi non sempre piacevoli, che investono spesso anche la sfera emotiva. Tra questi, sudorazione notturna, vampate di calore, palpitazioni, vertigini e molti altri. Anche l’apparato visivo è colpito dalle manifestazioni tipiche di questo periodo così delicato della vita della donna. Approfondiamo dunque il tema del rapporto esistente tra Occhio Secco e menopausa, e vediamo quali possono essere le strade da intraprendere per ritrovare il proprio benessere oculare. 

Climaterio e menopausa: cosa sono

Climaterio e menopausa sono i termini con i quali si indica l’insieme di manifestazioni fisiche ed emotive che conducono al termine del periodo fertile della donna. Nello specifico, il climaterio include 3 momenti, chiamati premenopausa, menopausa e postmenopausa. Durante la premenopausa cominciano a manifestarsi i primi sintomi che indicano che le ovaie stanno cominciando a cessare la loro funzionalità. La premenopausa può durare diversi anni. Ad essa fa seguito la menopausa, periodo durante il quale le mestruazioni scompaiono. A questo periodo fa seguito la post menopausa. Durante l’intero processo si verifica un progressivo calo di estrogeni nel sangue.

Occhio Secco e Menopausa: i sintomi

Durante la menopausa e la post menopausa la donna sperimenta alcuni sintomi da disidratazione. Si tratta di sintomi connessi al calo di estrogeni nel sangue. Tra questi menzioniamo la secchezza vaginale, la disidratazione cutanea e, non ultimo, la secchezza oculare. Anche gli occhi, infatti, risentono notevolmente delle modificazioni ormonali poste in essere da questo delicato periodo della sfera femminile. La letteratura scientifica ha posto in correlazione il calo di estrogeni alla cheratocongiuntivite secca, ovvero alla Sindrome dell’Occhio Secco. 

Il calo di estrogeni porta ad una evaporazione del film lacrimale con conseguente comparsa di un insieme di sintomi quali:

  • sensazione di secchezza oculare;
  • iperlacrimazione;
  • bruciore;
  • arrossamento;
  • sensazione di corpo estraneo;
  • fotofobia.

Alla lunga, e qualora non si intervenga, questi sintomi tendono a diventare cronici, innescando un vero e proprio circolo vizioso spesso esacerbato dall’uso non oculato dei farmaci da banco.

I farmaci da banco, gli idratanti oculari e le lacrime artificiali possono essere d’aiuto. Ma al fine di evitare uno sgradevole “effetto boomerang” vanno somministrati sempre dietro consiglio del proprio oculista e seguendo la posologia prescritta. 

Dott. Giuseppe di Meglio, Medico Oculista esperto in Sindrome dell’Occhio Secco presso il Centro Italiano Occhio Secco.

Possibilità di trattamento

E’ molto importante intervenire non appena i sintomi della Sindrome dell’Occhio Secco cominciano a manifestarsi. L’avanzare del tempo tende a peggiorare il quadro clinico e ad esporre l’occhio ad altri disturbi causati proprio dall’impoverimento del film lacrimale, come cheratiti e congiuntiviti.

Terapia sostitutiva ormonale

La Sindrome dell’Occhio Secco innescata dall’alterazione degli equilibri ormonali va trattata con le dovute attenzioni, rivolgendosi tanto al proprio ginecologo di fiducia, quanto al proprio oculista specializzato in secchezza oculare. Alcune ricerche scientifiche hanno evidenziato come la terapia sostitutiva ormonale possa essere d’aiuto nel migliorare il quadro clinico della Sindrome. Assumere estrogeni aiuta la produzione di lacrime ed è utile a controllare tutti gli altri sintomi tipici della patologia. Ma non solo: gli studiosi hanno sottolineato come anche i livelli di prolattina e di testosterone influiscano sull’alterazione del film lacrimale.

Colliri e farmaci per uso topico

Si consideri, peraltro, che oltre agli sbalzi ormonali, anche la riduzione di produzione di collagene e di acido ialuronico tipica dell’età avanzata può essere un fattore predisponente allo sviluppo della Sindrome dell’Occhio Secco. Oltre alla terapia sostitutiva ormonale, sarà dunque utile somministrare dei colliri a base di acido ialuronico. Chiedere consiglio allo specialista è d’obbligo.

Trattamento a base di luce pulsata per un beneficio sul lungo periodo

Infine, molto utili si sono rivelati i trattamenti a base di luce pulsata. I rimedi per uso topico sono efficaci ma che regalano una sensazione di benessere sul breve periodo. Al contrario, la luce pulsata è in grado di offrire uno stato di benessere oculare sul lungo periodo. Agendo sulle ghiandole di Meibomio, il trattamento con luce pulsata favorisce il ripristino del corretto equilibrio del film lacrimale, con particolare riferimento alle sue componenti lipidiche.

L’efficacia della luce pulsata è comprovata scientificamente. Oltre a ripristinare il corretto funzionamento delle ghiandole di Meibomio, regala una piacevole sensazione di comfort oculare e di benessere psicofisico ai pazienti che vi si sottopongono.

Dott. Giuseppe di Meglio, Medico Oculista esperto in Sindrome dell’Occhio Secco presso il Centro Italiano Occhio Secco.

Altri consigli utili sul tema occhio secco e menopausa

Si consiglia di seguire sempre con precisione le terapie prescritte dai propri medici avendo cura di rispettare i tempi di somministrazione così come i dosaggi. Evitare di abusare con il “fai da te”, cercare di limitare l’uso di lenti a contatto e bere molta acqua sono altresì di grande aiuto per migliorare il quadro clinico tipico della Sindrome dell’Occhio Secco. Ancora, si consiglia di riposare adeguatamente ed avere una dieta sana e varia, assumendo anche alimenti che contengono estrogeni naturali. Tra questi citiamo l’olio di oliva, le olive, le ciliegie, i broccoli, le uova, le cipolle rosse, i fagioli, il cavolfiore.

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Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 63611970 o scrivici a info@centroitalianoocchiosecco.it

 

 

occhio secco e vacanze - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Finalmente il conto alla rovescia per le vacanze estive è terminato e il giorno della partenza è imminente. Ci aspettano momenti di relax e divertimento, ma siamo consapevoli che la Sindrome dell’Occhio Secco potrebbe darci qualche fastidio. D’altronde, tra cambiamenti climatici e d’abitudini, i nostri occhi sono spesso i primi a farne le spese. Insomma, il binomio occhio secco e vacanze non è sempre dei più felici. Vediamo dunque qualche consiglio utile per partire in serenità mettendo in atto i giusti accorgimenti per prendersi cura del proprio benessere oculare anche lontano da casa. 

Prima di partire per le vacanze

Prima di partire per le vacanze estive si consiglia di consultare il proprio specialista. Sarà lui a suggerire, oltre alla terapia già in corso per il trattamento della Sindrome dell’Occhio Secco, qualche buon prodotto reidratante da viaggio. Abbinare alla terapia ordinaria già prescritta qualche prodotto che sia d’aiuto durante le vacanze è utile, ma è sempre meglio chiedere consiglio a chi ci ha in cura, al fine di evitare di innescare uno sgradito effetto boomerang. E di tornare a casa in preda ad una recrudescenza dei sintomi.

Come comportarsi durante il viaggio

I fastidi derivanti dal binomio occhio secco e vacanze cominciano già durante il tragitto verso la meta prescelta. Chi è affetto dalla Sindrome dell’Occhio Secco sa bene che bastano piccoli cambiamenti nella propria routine per innescare numerosi sintomi caratterizzanti la patologia ed il circolo vizioso che spesso ne consegue. Attenzione dunque a treni e aerei, all’interno dei quali l’aria condizionata non è modulabile secondo le nostre esigenze. All’interno delle cabine di questi mezzi di trasporto, l’aria è spesso secca e non è escluso che sia carica di polvere e pulviscolo. Il consiglio è quello di viaggiare con una mascherina per gli occhi sottomano se si tratta di spostamenti lunghi. Se invece si tratta di brevi tragitti, conviene tenere in borsa delle salviettine oculari ad azione detergente ed idratante e un collirio decongestionante monodose.

Piccoli accorgimenti una volta giunti presso il proprio alloggio

Una volta giunti a destinazione e preso possesso dell’alloggio, assicuratevi che questo sia ben pulito. Fate circolare l’aria e rimuovete tappeti e tessili non necessari. I tessili possono essere ricettacolo di particelle inquinanti e di polvere, spesso messi in circolo dai filtri dei sistemi di condizionamento. Se alloggiate in un albergo, chiedete che siano rimossi dalla vostra stanza. Se invece avete preso un appartamento in affitto, non dovrete far altro che spostarli, riponendoli in un armadio o una cassapanca. Abbiate cura di arieggiare gli ambienti ogni mattina, così da garantire un buon ricambio d’aria.

Occhio secco e vacanze: come comportarsi durante la permanenza presso la propria destinazione

Mare, montagna, lago, città d’arte? Ogni destinazione presenta le sue insidie. Se in spiaggia sabbia e vento possono essere particolarmente insidiosi per chi è affetto da Sindrome dell’Occhio Secco, la città d’arte può presentare livelli di PM10 più alti di quelli a cui solitamente siamo esposti. Attenzione poi agli sbalzi termici, ai quali è facile esporsi se si esce nelle ore più calde della giornata. Si consiglia dunque di proteggere sempre gli occhi da vento, sole intenso, agenti inquinanti ed irritanti indossando degli occhiali da sole protettivi, e di assumere molti liquidi nell’arco della giornata, così da reidratare il corpo e l’apparato visivo in questi momenti così delicati.

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Siamo a tua disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 63611970 o scrivici a info@centroitalianoocchiosecco.it.

 

secchezza oculare e cambiamenti climatici - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Il nostro pianeta è vivo e soggetto a continui cambiamenti. Le attività umane ne sono in gran parte responsabili. La conseguenza più evidente di questi cambiamenti è forse il cosiddetto surriscaldamento globale, che ha determinato alcuni fenomeni climatici talvolta anche estremi e sbalzi termici inusuali. E non solo: le attività industriali di alcune zone molto sviluppate contribuiscono a mettere in circolo elevate dosi di particolato. Si tratta di un mix di particelle inquinanti sia solide che gassose che si muove nell’atmosfera, che può avere conseguenze negative sulla salute dell’apparato respiratorio, della pelle e degli occhi. In particolare, la Sindrome dell’Occhio Secco è una patologia che è andata via via diffondendosi sempre di più anche a causa del particolare contesto climatico nel quale oggi viviamo. Scopriamo assieme in che modo la patologia può essere conseguenza di questo stato delle cose.

Salute umana e cambiamenti climatici

La connessione tra cambiamenti climatici e salute umana non è un’ipotesi empirica ma è, anzi, avvalorata da diversi studi scientifici. E’ provato scientificamente, infatti, che l’inquinamento atmosferico e l’innalzamento delle temperature hanno causato un aumento della morbilità di alcune patologie e la nascita di altri disturbi sino a prima inesistenti. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, tra il 2030 e il 2050 le patologie legate ai cambiamenti climatici causeranno 250mila decessi l’anno.

Sindrome dell’Occhio Secco e cambiamenti climatici

La Sindrome dell’Occhio Secco è una patologia oculare che può colpire indistintamente uomini, donne e bambini. Tra le cause che la possono scatenare troviamo fattori ormonali, legati all’età, al luogo dove si vive, alla professione che si esercita, ai farmaci che si assumono. E’ una patologia ad ampia diffusione che interessa ampia parte della popolazione mondiale.

Anche i cambiamenti climatici citati in apertura ne sono responsabili. L’impoverimento della qualità dell’aria, la diminuzione dell’umidità, l’aumento della temperatura, l’uso ed abuso di sistemi di condizionamento e di riscaldamento dell’aria e la presenza del sopracitato particolato, che aumenta nei periodi di siccità, possono innescare una serie di sintomi tipici.

Tra questi citiamo:

  • arrossamento
  • bruciore
  • sensazione di corpo estraneo
  • iperlacrimazione
  • secchezza oculare
  • fotofobia

Si tratta di un insieme di disturbi irritativi che mettono a repentaglio il benessere della superficie oculare, alterando il naturale equilibrio del film lacrimale. Disturbi che, a lungo andare, possono cronicizzarsi, sfociando nella Sindrome dell’Occhio Secco. 

Molto spesso è proprio il clima in cui viviamo, assieme all’aria che respiriamo, ad essere il responsabile della Sindrome dell’Occhio Secco. E poiché le manifestazioni climatiche non dipendono da noi, l’unica opportunità per disinnescare il circolo vizioso dei sintomi caratterizzanti la Sindrome è quella di rivolgersi ad un team di specialisti esperti nel settore.

Come trattare la secchezza oculare con successo

La Sindrome dell’Occhio Secco oggi è una patologia trattabile con successo a patto che si conosca con precisione la sua causa scatenante. Il primo passo è evitare l’uso di farmaci da banco in totale autonomia: affidarsi alla guida ed alle indicazioni di uno specialista è cruciale per evitare di andare incontro ad una progressiva recrudescenza della patologia. Poiché, come detto, le cause della Sindrome dell’Occhio Secco possono essere innumerevoli, la diagnostica riveste un ruolo fondamentale. Se per la Sindrome dell’Occhio Secco causata da Meibomite il lipi flow si rivela prezioso, per esempio, potrà non essere lo stesso qualora le cause siano di tipo ambientale.

Individuare le cause che hanno innescato la patologia consente di mettere a punto un protocollo di trattamento mirato rispetto alle proprie esigenze. Un percorso mirato capace di restituire risultati concreti, tangibili e durevoli sul lungo periodo. Ancora una volta, dunque, il consiglio è quello di rivolgersi ad un medico oculista specializzato nella Sindrome dell’Occhio Secco.

Vuoi saperne di più?

Presso il Centro Italiano Occhio Secco è a tua disposizione un team di specialisti nella diagnosi e nel trattamento della secchezza oculare cronica. Anche causata da fattori di tipo ambientale. Vi troverai un team di professionisti dotati di grande competenza e straordinaria professionalità, strumenti diagnostici d’avanguardia e tutti i migliori trattamenti ad ogni disponibili. Chiamaci: siamo a tua disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 63611970 o scrivici a info@centroitalianoocchiosecco.it.

miopia occhio secco covid - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Abbiamo più volte parlato del cambiamento di abitudini posto in essere dalla pandemia da Coronavirus. Nuove routine nate dall’esigenza di svolgere la maggior parte delle nostre mansioni dalla nostra abitazione. Studio, lavoro, intrattenimento hanno assunto contorni inediti, costringendoci ad usufruire maggiormente delle moderne tecnologie ed a prendere le misure rispetto ad un nuovo modo di vivere la nostra socialità. E non solo. Le poche occasioni che questo nuovo stile di vita ci ha offerto per lasciare le mura domestiche, hanno fatto sì che la mascherina chirurgica diventasse un accessorio imprescindibile e, nostro malgrado, irrinunciabile. Ma in che modo questo ha influito sul nostro benessere oculare? Quali sono i disturbi visivi e le patologie esacerbate dall’uso prolungato dei device elettronici e delle mascherine chirurgiche? Approfondiamo assieme l’argomento, con particolare riferimento al legame tra miopia, Occhio Secco e Covid. 

Occhio Secco e Covid: “colpa” della mascherina?

Alle già note cause della Sindrome dell’Occhio Secco (predisposizione genetica, cause ambientali, qualità dell’aria, inquinamento, abitudini e stili di vita, oscillazioni ormonali, fumo, assunzione di farmaci, sesso), oggi se ne aggiunge oggi un’altra: l’uso della mascherina. Un dispositivo più che mai fondamentale, del quale in ogni caso oggi non è possibile fare a meno, per non mettere a repentaglio la nostra salute così come quella della comunità in cui viviamo.

La Sindrome dell’Occhio Secco indotta dall’uso prolungato della mascherina chirurgica oggi ha un nome: MADE

Secondo le più recenti ricerche scientifiche, l’uso della mascherina chirurgica sarebbe legato ad un aumento dell’incidenza della Sindrome dell’Occhio Secco. A tal punto che gli esperti hanno coniato l’espressione Mask-Associated Dry Eye (abbreviata in MADE) per riferirsi a questa evenienza. Secondo i risultati emersi da una ricerca pubblicata nel settembre del 2020 a cura del Centre for Ocular Research & Education (CORE) della School of Optometry and Vision Science dell’Università di Waterloo, in Canada, chi indossa a lungo la mascherina chirurgica è maggiormente propenso a sviluppare la Sindrome dell’Occhio Secco.

Come si sviluppa la Sindrome dell’Occhio Secco da mascherina chirurgica

Quando respiriamo all’interno della mascherina, l’aria che emettiamo attraverso naso e bocca sale verso gli occhi. E’ come se avessimo un piccolissimo ventilatore costantemente puntato sugli occhi, che porta il film lacrimale – che solitamente mantiene la superficie oculare ben lubrificata ed umida – ad evaporare maggiormente. Come conseguenza, si tende a percepire una sensazione di marcata secchezza, con arrossamento, bruciore e sensazione di corpo estraneo. Come sempre, si sconsiglia di sfregarsi gli occhi, dal momento che le mani non lavate possono peggiorare lo stato infiammatorio e causare a loro volta nuovi stati patologici. Ma anche perché il Covid si può contrarre anche attraverso la congiuntiva.

Indossare la mascherina: una responsabilità personale e sociale

Nonostante la mascherina chirurgica possa in alcuni casi inasprire i sintomi dell’Occhio Secco, è davvero fondamentale indossarla sempre. Non si dimentichi che la mascherina è indispensabile per proteggere noi stessi così come coloro che ci circondano dal Covid19 ma anche da tante altre patologie virali.

Miopia e Covid: qual è il legame?

La miopia è il difetto visivo più diffuso al mondo. Già prima della diffusione della pandemia da coronavirus, in innumerevoli studi scientifici si sottolineava il legame tra l’uso intensivo dei device elettronici ed il peggioramento della miopia. Un peggioramento che interessa in particolar modo le giovani generazioni sempre più interconnesse e sempre meno intente a trascorrere del tempo di qualità all’aria aperta. La progressiva dilatazione degli anni trascorsi sui libri rispetto a quanto accadeva pochi decenni fa ha evidentemente fatto il resto. Una situazione che porta l’occhio a disabituarsi alla visione da lontano a scapito di quella da vicino, innescando un peggioramento della miopia. O una sua insorgenza nei soggetti predisposti.

Con l’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus, l’esigenza di dover ricorrere allo smart working ed alla didattica a distanza e le lunghe ore trascorse tra le mura domestiche sono state, di fatto, la leva per un ulteriore peggioramento di quella che gli esperti hanno definito la “pandemia” da miopia.

Da fare:

  • tenere sempre sottomano una soluzione oculare idratante o delle salviette oftalmiche rinfrescanti, da usare esclusivamente con le mani ben pulite;
  • non mancare ai propri appuntamenti con l’oculista;
  • umidificare opportunamente l’ambiente nel quale si soggiorna;
  • fare le opportune pause dallo studio o dal lavoro, alzandosi dalla scrivania e volgendo lo sguardo fuori dalla finestra (un esercizio rilassante per gli occhi e per la mente);
  • non mancare ai propri appuntamenti con l’oculista, rivolgendosi ad uno specialista esperto in Sindrome dell’Occhio Secco;
  • indossare correttamente la mascherina, sempre ed anche in presenza dei sintomi sopra descritti. Al fine di limitare la sintomatologia connessa alla secchezza oculare può essere d’aiuto far aderire molto bene la mascherina sul naso. Inoltre, a chi porta gli occhiali si consiglia di cercare di far poggiare gli occhiali sopra l’estremità superiore della mascherina, e non viceversa;
  • volendo, valutare un intervento di chirurgia refrattiva, per poter fare a meno di lenti ed occhiali e correggere i propri difetti visivi.

Vuoi saperne di più?

Il Centro Italiano Occhio Secco è a tua disposizione. Ti accoglieremo in un ambiente cordiale perfettamente in linea con le ultime direttive anti COVID in fatto di igiene e sanificazione degli ambienti, così come di tutela della tua salute e di quella di tutto il nostro staff. Chiamaci dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 1970.

sonno e occhio secco - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Come sappiamo, dormire bene è fondamentale per affrontare la giornata con la giusta energia. Abbiamo già visto altrove l’argomento del legame che intercorre tra i nostri occhi ed i ritmi circadiani: è infatti proprio nella retina il delicato e sofisticatissimo sistema che regola l’alternanza sonno-veglia e che ci consente di modulare la nostra esistenza sulla base di momenti di attività ed inattività ben bilanciati. Oggi la scienza ci porta a conoscenza di un’altra interessante realtà legata alla qualità del sonno. Ovvero, l’influenza che un buon riposo può esercitare sull’andamento di alcune patologie. Tra queste, anche la Sindrome dell’Occhio Secco.

Perché dormire bene è fondamentale

Dormire bene, e per un numero sufficiente di ore, è davvero molto importante per la salute fisica e mentale. Non a caso, statistiche alla mano, il numero di incidenti stradali ma anche sul lavoro connessi alla stanchezza ed alla perdita di concentrazione è davvero molto elevato. Ma non solo: alcune ricerche scientifiche hanno evidenziato come esista un legame tra alcune patologie, sintomatologie e/o condizioni cliniche ed una scarsa qualità del sonno. Occhio secco, ansia, depressione, disturbi psichici, ipertensione, diabete e menopausa, per citarne alcune.

Naturalmente, la qualità del sonno non è sempre la causa primaria dell’insorgenza di questi sintomi o disturbi ma, secondo gli studiosi, di certo concorre al loro esordio o alla loro recrudescenza, assieme ad altri fattori di tipo ambientale, genetica, clinica e via dicendo.

Sonno e Occhio Secco: qual è il legame?

Secondo gli studiosi, il legame che intercorre tra qualità del sonno, disturbi psichici e Sindrome dell’Occhio Secco è più stretto di quanto si possa pensare. Alla base di tale intuizione, supportata naturalmente da evidenze cliniche e scientifiche, vi è il fatto che la Sindrome dell’Occhio Secco è frequentemente connessa a disturbi dell’umore, quali ansia e depressione. Un dato che non stupisce, dal momento che la Sindrome porta con sé una gamma di sintomi non sempre facili da gestire, difficili da sopportare sul lungo periodo e talvolta persino invalidanti. E sono proprio i disturbi della sfera psichica o emotiva a mettere a repentaglio il riposo notturno, tanto sul piano qualitativo che quantitativo.

Anche la patologia stessa è responsabile, spesso, di una scarsa qualità o quantità di sonno nel paziente. La melanopsina è una molecola presente sulla retina avente il ruolo di inviare al cervello l’informazione relativa alla presenza o meno di luce. In alcune patologie come la Sindrome dell’Occhio Secco, la cataratta ed il glaucoma, questo meccanismo non avviene correttamente. La conseguenza è un’alterazione dei ritmi circadiani e dei ritmi sonno-veglia la quale, a sua volta, predispone all’insorgenza di patologie dell’umore.

Ancora, uno studio scientifico ha sottolineato come i pazienti affetti da Sindrome dell’Occhio Secco siano maggiormente predisposti alle apnee notturne. Ed è risaputo che chi soffre di apnee notturne tende a non riposare bene.

Infine, a conclusione di questo articolo sulle possibili correlazioni tra la Occhio Secco e sonno, ricordiamo che l’uso prolungato dei device elettronici non solo favorisce l’insorgenza di alterazioni del film lacrimale, ma anche la comparsa di disturbi del sonno. Il consiglio è quello di evitare di usare i device elettronici a letto prima di addormentarsi, e di prediligere la lettura di un buon libro.

Fonte: iovs.arvojournals.org

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Stai sperimentando alcuni dei sintomi sopra descritti? Il Centro Italiano Occhio Secco è a tua disposizione dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 1970.

lacrime artificiali - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Tra secchezza oculare e Sindrome dell’Occhio Secco c’è una grande differenza. Se da un lato infatti ci troviamo di fronte ad un sintomo transitorio (seppur fastidioso), dall’altro invece la protagonista è una vera e propria patologia. Sgradita e fastidiosa, per la cronicità ed il carattere recidivante con il quale i suoi sintomi si manifestano. Basterà, dunque, tenere colliri e lacrime artificiali sempre a portata di mano, per imparare a conviverci serenamente? La risposta evidentemente è no. Sia nel caso di una secchezza oculare temporanea, sia nel caso della Sindrome dell’Occhio Secco, la prima cosa da fare è sempre quella avere il parere dello specialista. 

Colliri e lacrime artificiali per occhio secco: perché fare attenzione

Se l’occhio secco è passeggero

Come detto in apertura, tra secchezza oculare e Sindrome dell’Occhio Secco c’è differenza. Tuttavia, è anche vero che non è del tutto infrequente che un sintomo apparentemente transitorio sfoci in breve tempo nella patologia. E i responsabili spesso siamo proprio noi che, nel tentativo di trovare sollievo dalla sensazione di bruciore e arrossamento, ricorriamo a diversi tipi di colliri senza consultare il medico, o peggio, esagerando nella posologia.

Il consiglio: evitare il fai da te sconsiderato, e chiedere sempre consiglio allo specialista, anche per l’uso di farmaci da banco. 

Se siamo affetti da Sindrome dell’Occhio Secco

Anche a patologia oramai conclamata, ovvero quando la secchezza oculare porta con sé un insieme di altri sintomi piuttosto fastidiosi e spesso recidivanti, la tentazione di tenere sempre lacrime artificiali e colliri sottomano è forte. In fondo, fanno parte del nostro programma terapeutico e ci sono stati prescritti! In effetti, i colliri sono spesso prescritti in abbinamento ad altri tipi di trattamenti – come la luce pulsata, per esempio – pensati per condurre il paziente ad un ritrovato benessere sul lungo periodo. Eppure, è bene usare cautela. Esagerare nei tempi e nei dosaggi può regalarci forse una sensazione di benessere momentanea, ma può anche portare, in seconda battuta ad un’acutizzazione dei sintomi.

Il consiglio: se si è in cura per Sindrome dell’Occhio Secco, seguire sempre le indicazioni terapeutiche fornite dallo specialista. Pensare che un farmaco da banco sia tutto sommato innocuo e che comunicarne l’uso al medico sia superfluo è, di fatto, un errore. Così come lo è esagerare nelle somministrazioni.

Se non sappiamo di preciso quale sia la causa del nostro disturbo oculare

Qualora invece ci si trovi di fronte ad un disturbo non meglio definito, evitare di procedere con l’autodiagnosi e di provvedere con lacrime artificiali per occhio secco senza interpellare lo specialista. La secchezza oculare ed i sintomi ad essa connessi possono avere una miriade di cause differenti: allergiche, ambientali, ormonali, farmacologiche e via dicendo. Agire repentinamente sul sintomo senza indagarne le cause può causarne un peggioramento o mascherare i motivi che l’hanno causato.

Il consiglio: il problema non è solamente il sintomo, ma è la causa che lo ha innescato. Rivolgersi sempre ad uno specialista per capire che cosa ha causato la secchezza oculare e quale sia il programma terapeutico più adatto a noi. A volte l’uso di farmaci da banco prima della visita oculistica può generare, in fase diagnostica, esiti imprecisi. 

In linea generale, ad ogni modo, colliri e lacrime artificiali possono essere davvero un aiuto prezioso ed un’importante fonte di sollievo, laddove inseriti in programmi terapeutici mirati, messi a punto dallo specialista, per il trattamento della secchezza oculare.

Vuoi saperne di più?

Soffri di secchezza oculare o credi di essere affetto da Sindrome dell’Occhio Secco? Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 1970, saremo lieti di occuparci del tuo benessere oculare.

occhio secco lipi flow - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Una delle possibilità terapeutiche nei confronti della Sindrome dell’Occhio Secco è il trattamento con Lipi Flow. Il trattamento si rivela non solo efficace nel controllo dei sintomi, ma spesso anche risolutivo nei confronti della patologia stessa. A patto che questa sia causata da un’ostruzione delle ghiandole di Meibomio. Ma cosa sono le ghiandole di Meibomio? E in cosa consiste il Lipi Flow? E in quali casi è utile? Approfondiamo assieme l’argomento. 

Perché le ghiandole di Meibomio sono così determinanti per la corretta lubrificazione oculare?

Le ghiandole di Meibomio sono collocate sul bordo palpebrale sia inferiore e che superiore ed hanno il ruolo di secernere la componente lipidica delle lacrime. Qualora queste si ostruiscano, le lacrime risulteranno impoverite, con una prevalenza di sostanze acquee e mucose. E saranno più propense ad evaporare rapidamente. Di conseguenza, l’occhio andrà incontro ad una sensazione di secchezza e di irritazione che presto assumerà carattere di cronicità ed innescando la Sindrome dell’Occhio Secco. Quando questo accade, si parla di Sindrome dell’Occhio Secco di tipo evaporativo. Per trattare la patologia dunque, si individuano soluzioni terapeutiche e trattamenti che aiutino le ghiandole di Meibomio a sbloccarsi e sfiammarsi. Una di queste soluzioni prende il nome di Lipi Flow.

In cosa consiste il trattamento con Lipi Flow?

La tecnologia che sta alla base del trattamento con Lipi Flow ha l’obiettivo di sbloccare le ghiandole di Meibomio ostruite e di favorire il ritorno di un buon equilibro idro lipidico a livello del film lacrimale, di fatto correggendo l’eccessiva evaporazione e la conseguente secchezza oculare. Il trattamento si basa sul concetto di pulsazione termica: grazie ad uno speciale macchinario collocato sulla palpebra, si va ad esercitare una combinazione di movimenti pressori e di somministrazione di calore sulle palpebre. Il trattamento interessa entrambe le palpebre, è di breve durata ed è totalmente indolore. Anzi, la maggior parte dei pazienti che vi si sottopone riferisce di provare sensazioni di grande benessere.

Quando è indicato il Lipi Flow?

Il trattamento con dispositivo Lipi Flow, se praticato con costanza nel rispetto dei tempi e dei protocolli di cura suggeriti dallo specialista, può regalare sollievo sul lungo periodo ed essere anche risolutivo nei confronti della patologia. Tuttavia, il trattamento è consigliato solamente ai pazienti affetti da Sindrome dell’Occhio Secco causata da ostruzione delle Ghiandole di Meibomio. Sarà cura dello specialista, in fase diagnostica, effettuare una serie di test mirati per stabilire le cause precise della sindrome. Un test particolarmente utile per capire se la sindrome è causata da ostruzione dei dotti lacrimali è proprio la Meibografia o Studio del Film Lacrimale.

Leggi anche: la diagnosi dell’occhio secco

Vuoi saperne di più?

Pensi di soffrire di Sindrome dell’Occhio Secco ma non ne sei sicuro? Oppure ne sei affetto e non ne conosci le cause? O ancora, vorresti sapere se il trattamento con dispositivo Lipi Flow potrebbe fare al caso tuo? Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 1970, saremo lieti di occuparci del tuo benessere oculare.

 

 

 

occhio secco come curarlo - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Com’è noto, per Sindrome dell’Occhio Secco si intende l’alterazione della naturale lubrificazione della superficie oculare. Il suo carattere recidivante e persistente fa sì che, quel che inizialmente sembra un insieme di fastidi passeggeri, possa diventare una vera e propria patologia.Chi ne è affetto, spesso, finisce per doverci fare i conti sul lungo periodo. Parlando dunque di occhio secco, come curarlo a lungo termine? Come ritrovare uno stato di benessere oculare, capace di ripercuotersi positivamente anche su quello psicofisico generale? Facciamo il punto della situazione. 

Obiettivo numero 1: controllare i sintomi della Sindrome dell’Occhio Secco

Il primo obiettivo che si pone chi è affetto da Sindrome dell’Occhio Secco è quello di tenerne a bada i sintomi. Il cosiddetto fai da te è sconsigliabile: ricorrere all’automedicazione potrebbe innescare un effetto boomerang capace di inasprire la sintomatologia. Questo accade perché i sintomi della Sindrome dell’Occhio Secco si presentano come un “circolo vizioso” che può sfuggire dal nostro controllo. Dunque, per far rientrare i sintomi senza esacerbare di riflesso la situazione, la prima cosa da fare è rivolgersi ad un team di professionisti esperti proprio nella diagnosi e nel trattamento della patologia.

Presso il Centro Italiano Occhio Secco sono a tua disposizione strumenti diagnostici d’avanguardia ed una équipe medica altamente specializzata proprio per compiere il primo passo assieme:

  • diagnosticare con certezza la Sindrome dell’Occhio Secco;
  • definirne le cause, fra cui ricordiamo: fattori ormonali, ambientali, farmacologici, patologie autoimmuni;
  • mettere a punto il percorso terapeutico più indicato per ciascun caso.

A seconda delle caratteristiche della patologia, della sua gravità e della sua causa, gli specialisti metteranno a punto un percorso terapeutico mirato. Ad oggi, la Sindrome dell’Occhio Secco non è un nemico impossibile, anzi. Oltre ai più classici approcci tramite lacrime artificiali, terapie farmacologiche a base di anti-infiammatori oppure drenaggio delle ghiandole di Meibomio (ove la causa sia una meibonite, naturalmente), vi sono soluzioni che si avvalgono di strumentazioni d’avanguardia particolarmente efficaci. Tra queste, citiamo i trattamenti con luce pulsata ed il trattamento lipiflow, differenti ma entrambi altamente validi.

Obiettivo numero 2: mantenere nel tempo i risultati ottenuti

Le soluzioni terapeutiche sopracitate – ed in particolare il lipiflow e la luce pulsata – sono in grado di restituire una situazione di benessere oculare in breve tempo. Tuttavia, come detto in apertura e come loro malgrado tutti i pazienti con Sindrome dell’Occhio Secco sanno, la patologia è davvero insidiosa e tende a far ritorno a sorpresa in modo inaspettato. Se a proposito di Occhio Secco, come curarlo sembra chiaro, si pone il problema di come mantenere i risultati ottenuti sul lungo periodo. La parola d’ordine, in questo senso, è aderenza alla terapia.

E’ importantissimo avere un atteggiamento serio improntato alla costanza:

  • rispettando le indicazioni terapeutiche fornite dagli specialisti;
  • evitando di posticipare o saltare gli appuntamenti per eventuali sedute di trattamento, magari incoraggiati dalla sensazione di “sentirsi già meglio”.

In questo modo sarà possibile raggiungere entrambi gli obiettivi e sentirsi davvero meglio sul lungo periodo.

Vuoi saperne di più?

Se “le hai provate tutte” ma la Sindrome dell’Occhio Secco è ancora una spiacevole e sgradita compagnia, prenota una visita specialistica. Sarà l’occasione per fare il punto della situazione in merito alla tua salute oculare, e per definire un percorso terapeutico capace di restituirti il giusto benessere sul lungo periodo.

Siamo a tua disposizione. Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 1970.

 

occhio secco e lenti a contatto - CIOS - Centro Italiano Occhio Secco

Esiste una correlazione fra occhio secco e lenti a contatto? Le moderne lenti sono molto sicure e sono concepite per garantire un’ottimale ossigenazione della cornea e dei tessuti oculari. Tuttavia, per una serie di motivi dipendenti dallo stato di salute oculare di chi le indossa e da come vengono utilizzate, le lenti a contatto possono innescare alcune complicazioni. Tra queste, una marcata secchezza oculare che, se trascurata, può cronicizzarsi sino a diventare un vero e proprio stato patologico: una Sindrome dell’Occhio Secco. 

Sindrome dell’Occhio Secco e lenti a contatto: complicazioni

Nonostante la scienza dei materiali consenta oggi di proporre sul mercato lenti altamente performanti, leggerissime e capaci di mantenere un elevato standard in fatto di ossigenazione della cornea, è pur vero che le lenti entrano in contatto diretto con il film lacrimale, talvolta alterandolo. L’utilizzo prolungato delle lenti a contatto può quindi causare secchezza oculare, non solo in soggetti particolarmente sensibili. Qualora si viva in ambienti particolarmente inquinati o con una qualità dell’aria non eccellente, si assumano determinati farmaci oppure si sia un soggetto allergico, la situazione potrebbe ulteriormente complicarsi. Si andrà dunque incontro al rischio di sviluppare occhio secco.

Altre complicazioni derivanti dall’uso delle lenti a contatto

Le lenti a contatto, pur nella loro straordinaria praticità possono, talvolta, indurre qualche altro problema oculare. Specie, come detto, in situazioni d’uso prolungato oppure poco corretto. A questo proposito citiamo le cheratiti, infiammazioni della cornea, che si possono presentare con caratteristiche e sintomatologie differenti, oppure le congiuntiviti, infiammazioni della congiuntiva. 

Quali sono le opzioni di trattamento per questo tipo di complicazioni?

Nel caso della Sindrome dell’Occhio Secco, i trattamenti possono includere colliri umettanti e lacrime artificiali, sedute di lipi-flow, di probing oppure di luce pulsataCheratiti e congiuntiviti, invece, si curano con farmaci specifici. A seguito di una visita oculistica specialistica molto accurata ed approfondita, il medico potrà anche associare ai trattamenti prescritti la raccomandazione di sospendere o ridurre l’uso delle lenti a contatto. 

Anche chi soffre di calazio e orzaiolo dovrebbe sospendere l’uso delle lenti a contatto?

In caso di orzaiolo o calazio è consigliabile sospendere l’utilizzo delle lenti a contatto, per favorire la corretta guarigione della patologia e ristabilire il corretto equilibrio del film lacrimale. Spesso, peraltro, la presenza di calazio e orzaiolo in abbinamento alle lenti a contatto può peggiorare e cronicizzare l’alterazione del film lacrimale, provocando occhio secco. Per quanto riguarda la terapia, questo genere di infezioni è trattabile spesso con una farmaci di tipo antibiotico. Nel caso del calazio, in particolare, può eventualmente rendersi utile consultare uno specialista ed eseguire un semplice intervento chirurgico.

Conclusioni

Le lenti a contatto, se usate con moderazione, con le dovute attenzioni igieniche ed in accordo con quanto consigliato dallo specialista, non presentano importanti controindicazioni. Tuttavia, nel caso si presentino stati irritativi, sintomi infiammatori o infettivi, è meglio usare una certa cautela e prenotare quanto prima una visita specialistica.

Vuoi saperne di più?

Siamo a tua disposizione. Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 63619170.